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Sabato, 25 Novembre 2017

ICTUS E DEMENZA: AL CONGRESSO NAZIONALE DI NEUROLOGIA I DATI E I MODELLI D'INTERVENTO In primo piano

Scritto da  Cronaca Ott 16, 2017

Si chiude domani a Napoli il 48° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia. Da sabato 14 ottobre la SIN riunisce oltre 2.000 neurologi provenienti da tutta Italia nella splendida location del Centro Congressi Mostra d’Oltremare. Numerosi e interessanti gli argomenti al centro della quattro giorni di lavoro del capoluogo campano: dagli ultimi progressi scientifici nelle patologie neurologiche, come l’emicrania e la demenza senile, alla riforma della responsabilità medica secondo la nuova normativa; dalle nuove terapie per la sclerosi multipla all’importanza di una rete capillare delle Stroke Unit in Italia per l’ictus fino alle terapie innovative per le malattie rare. Il Congresso costituisce, quindi, l’appuntamento annuale più importante per il confronto scientifico e l’aggiornamento professionale degli specialisti italiani.

“La Clinica Neurologica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e le Neurologie della Regione Campania - commenta ilProfessor Gioacchino Tedeschi, Presidente del 48° Congresso Nazionale SIN e Direttore I Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia A.O.U Università della Campania “Luigi Vanvitelli” - sono onorate di essere state designate ad organizzare l’evento nella città di Napoli per la terza volta negli ultimi 15 anni. “Si tratta di una preziosa occasione di confronto tra le diverse anime, accademica, ospedaliera e territoriale della Neurologia italiana. Il modello che la Neurologia dovrà studiare – prosegue il Professor Tedeschi - richiederà una profonda sinergia tra rete ospedaliera e rete territoriale, e per farlo è indispensabile che tutti i protagonisti di queste due realtà collaborino alla realizzazione dell’obiettivo primario: la cura del paziente”.

L’evento partenopeo è stato preceduto da un grande risultato in ambito internazionale: alla SIN è infatti stato assegnato il Congresso Mondiale di Neurologia 2021, che si terrà negli spazi della Nuvola di Fuksas del Roma Convention Center. Nella Capitale, che ha battuto Copenaghen, Londra e Marsiglia, arriveranno più di 8.000 neurologi e circa 4.000 accompagnatori. 

“Si tratta di un riconoscimento – dichiara soddisfatto il Professor Leandro Provinciali, Presidente SIN e Direttore della Clinica Neurologica e del Dipartimento di Scienze Neurologiche degli Ospedali Riuniti di Ancona – che da un lato premia il lavoro incessante, testimoniato a Kyoto dai Professori Antonio Federico e Bruno Giometto, della Società Italiana di Neurologia, da sempre al fianco delle istituzioni governative, delle organizzazioni sanitarie e delle associazioni di malati, e dall’altro rappresenta la possibilità di dimostrare che le capacità e le professionalità delle nostre eccellenze mediche occupano i primi posti al mondo”.

Oggi la conferenza stampa di presentazione del Congresso, occasione per fare il punto della situazione delle malattie neurologiche in Italia. Gli specialisti intervenuti hanno fornito numeri decisamente preoccupanti per il nostro Paese: sono infatti oltre 100.000 i pazienti, con una prevalenza di 150-200 casi ogni 100.000 persone, interessati da Sclerosi Multipla; circa 170.000 i nuovi casi ogni anno di persone colpite da ictus e circa 1 milione quelle che vivono con gli esiti invalidanti della malattia.  E ancora: 5 milioni i soggetti che soffrono di emicrania, circa il 18 per cento della popolazione femminile e il 9 per cento degli uomini, con l’emicrania cronica che riguarda invece 800.000 italiani, circa l'1-2% della popolazione. Più di 700.000, infine, le persone a rischio elevato di sviluppare una qualche forma di demenza.

Proprio sulla demenza il professore Paolo Maria Rossini, Ordinario di Neurologia e Direttore dell’Istituto di Neurologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha sottolineato  i numeri e i modelli sanitari nella sua relazione:  “in Italia sono oltre 700.000 le persone a rischio elevato di sviluppare una qualche forma di demenza. Per contrastare questa gravissima emergenza, dall’inizio dell’anno è al lavoro un Tavolo di Esperti organizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e coordinato dal suo Direttore Generale Mario Melazzini. Formato da neurologi, geriatri, Istituzioni (Ministero della Salute, AIFA, Istituto Superiore di Sanità) ed Associazioni di Malati, il Tavolo ha predisposto una bozza di modello organizzativo che mira all’intercettazione precocissima delle forme “prodromiche” di Alzheimer”.

“Il modello organizzativo – ha aggiunto - vuole identificare il “marcatore” o l’insieme di “marcatori” con il miglior rapporto costi/benefici: questo si traduce nella prognosi più precisa possibile, nell’essere non-invasivi, nell’essere disponibili sul territorio nazionale e nell’avere un costo sostenibile per il Sistema Sanitario Nazionale. Sono in corso numerosi trials con farmaci sperimentali che, se efficaci, lo saranno esclusivamente se somministrati in questa fase “prodromica” di malattia. Poiché i costi dei trattamenti saranno elevati ed i rischi di effetti collaterali significativi, e poiché solo circa la metà dei soggetti a rischio si trova realmente in una fase “prodromica” (cioè svilupperà la malattia, mentre gli altri non la svilupperanno) si renderà necessario realizzare uno screening di massa”.

 

 

L'ultima modifica Lunedì, 16 Ottobre 2017 15:45
Cronaca

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