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Domenica, 25 Febbraio 2018

POVERTÀ E TRAUMI BIOGRAFICI: IL CNR TRACCIA PROFILO DEL GIOCATORE PATOLOGICO In primo piano

Scritto da  Cronaca Feb 07, 2018

Qual è il profilo psicologico del giocatore d’azzardo patologico? Ci sono tratti di personalità che permettono di prevedere se una persona tenderà a sviluppare soggezione patologica all’azzardo? Uno studio diretto dall’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro ha definito i tratti della personalità del gambler patologico grazie a tecniche avanzate di intelligenza artificiale. Per indagare questo aspetto poco conosciuto, il gruppo di ricerca ha coinvolto alcune strutture di riabilitazione psichiatrica a Milano e a Catanzaro.

"Abbiamo utilizzato algoritmi di intelligenza artificiale per capire se esiste nei giocatori d'azzardo patologici uno specifico costrutto di personalità" sottolinea Danilo Lofaro, ricercatore presso l'Università della Calabria e coautore del lavoro. "Sono stati inseriti nel calcolatore - riferisce l'esperto - 6.000 dati relativi a 160 soggetti che non hanno mai giocato a slot machine o giochi d'azzardo e a 40 pazienti con gambling, ognuno dei quali era analizzato a seconda delle 30 caratteristiche alla base della personalità umana".

“Nella seconda fase dell’esperimento – spiega ancora Lofaro - la macchina, dopo aver processato i dati, ha identificato la miglior combinazione che permette di separare i sani dai malati. Il risultato che consente di classificare otto gamblers su dieci è quello costituito dai seguenti sotto-tratti: bassa apertura mentale; bassa coscienziosità; bassa fiducia negli altri; ricerca di emozioni positive; elevato tratto depressivo e impulsivo. Una persona con queste caratteristiche rischia la vulnerabilità verso questa patologia psichiatrica”. Alta impulsività e depressione erano caratteristiche del gambler seriale già note agli psicologi.

“L’avanzamento apportato dai modelli multivariati che abbiamo utilizzato è la conoscenza dell’esatta struttura multidimensionale del profilo di base di un giocatore. Un pò come dire che la malattia è legata all’alterazione di uno o più geni”, precisa il ricercatore Ibfm-Cnr Antonio Cerasa. “Oggi - conclude il ricercatore- sappiamo che la causa è multifattoriale -genetica, neurobiologica e comportamentale- e conferisce alla persona una vulnerabilità di base, amplificata da fattori psicosociali come povertà o traumi biografici".

(Fonte: Redattore Sociale)

 

L'ultima modifica Mercoledì, 07 Febbraio 2018 11:34
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