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Lunedì, 20 Maggio 2019

GVC AL SUMMIT DI INSTANBUL: "INACCETTABILE CHIUSURA FRONTIERE"

Scritto da  Redazione Mag 23, 2016

Gvc, come Ong bolognese impegnata in prima linea nelle più gravi emergenze umanitarie nel mondo, dalla Siria al Nepal passando per la Palestina, non poteva mancare all'appuntamento di Istanbul del 23 e 24 maggio, il primo World Humanitarian Summit delle Nazioni Unite. Oggi e domani si riuniranno i leader globali insieme ai più importanti attori dell'aiuto umanitario, con lo scopo di adottare politiche in grado di prevenire e far cessare i conflitti, di rispettare i diritti umani anche durante le guerre, di lavorare affinché nessuno sia abbandonato al proprio destino. Fortemente voluto dal segretario generale Ban Ki-moon, per realizzare questi ambiziosi obiettivi, il vertice è stato preceduto da consultazioni in 153 paesi con 23.000 partecipanti ed è stata lanciata 'L'Agenda per l'Umanità', un Programma d'azione umanitario, che vuole delineare le misure necessarie per ottenere un passo in avanti rispetto al drammatico scenario attuale.

Nada Ziwawi di Gvc, che si trova a Istanbul per partecipare al summit afferma "Nell'ultima decada è cresciuto in modo preoccupante il numero di persone in stato di emergenza umanitaria: 60 milioni i rifugiati e 107 milioni le persone colpite da catastrofi naturali. Di fronte a questi numeri, due sono gli aspetti chiave che vogliamo porre all'attenzione del mondo: c'è bisogno di un maggior impegno da parte di tutti gli attori coinvolti nel coordinamento e nelle strategie di attuazione, per rendere gli aiuti più efficaci, e allo stesso tempo deve essere garantita la sicurezza e la libertà d'azione per gli operatori umanitari, affinché possano intervenire in maniera sicura".

Gvc, che opera in 20 paesi nel mondo secondo i principi di Imparzialità, Neutralità, Indipendenza e Umanità, al Summit si concentrerà in particolare su uno dei focus di discussione dal titolo: Non lasciare indietro nessuno: un impegno per affrontare le migrazioni forzate. La tematica scottante dei rifugiati, troppo spesso strumentalizzata in modo superficiale, è infatti molto complessa e deve essere affrontata con un approccio nuovo: a partire da uno status legale che permetta libertà di movimento, l'accesso al mercato del lavoro, all'educazione e alla salute alla pari con le comunità ospitanti. "Sono necessarie soluzioni durature, dignitose e sicure per rifugiati e sfollati interni: i piani di sviluppo, le politiche e le legislazioni nazionali devono prevedere modalità di accesso all'educazione, alla casa e al lavoro. Allo stesso tempo è necessario un maggiore supporto alle comunità che ospitano i rifugiati" continua Ziwawi "la chiusura delle frontiere e le detenzioni non sono soluzioni accettabili. E' fondamentale preservare il diritto d'asilo e il principio del non respingimento".

Un altro aspetto fondamentale di cui si discuterà, che Gvc porta avanti da anni nei paesi più colpiti dal cambiamento climatico, è la prevenzione del rischio. Uno dei passaggi chiave è dalla distribuzione degli aiuti alla fine delle necessità. Anticipare, non aspettare le emergenze significa investire in piani di sviluppo che analizzino i rischi e incentivare interventi precoci in grado di minimizzare l'impatto e la frequenza di emergenze e disastri sulle popolazioni colpite.

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