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Martedì, 11 Dicembre 2018

INDONESIA: 2101 MORTI, 1373 DISPERSI, 4438 FERITI. I TRAGICI NUMERI DELLO TSUNAMI In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 28, 2018

Medici Senza Frontiere (MSF) sta per concludere il proprio intervento di emergenza nella provincia di Sulawesi Centrale, in Indonesia, a seguito della serie di terremoti che lo scorso 28 settembre hanno causato morte e distruzione ingenti danni. Al 30 ottobre, sono 2.101 i morti accertati, le persone gravemente ferite 4.438, 1.373 i dispersi, secondo i dati dell'Agenzia Nazionale di Gestione dei Disastri indonesiana (BNPB). Le operazioni di ricerca e salvataggio sono state interrotte il 12 ottobre.

"Il governo, le autorità locali e le organizzazioni non governative indonesiane sono stati tempestivi nella risposta al disastro. Come organizzazione medico-umanitaria internazionale, MSF ha integrato questi sforzi e fornito aiuto nel momento di specifiche necessità o lacune" dichiara Daniel von Rège, direttore MSF in Indonesia.

Fino a metà dicembre MSF continuerà le attività di supporto psicologico, dando la priorità alle persone che vivono nelle comunità e alla formazione dello staff sanitario locale perché porti avanti i servizi di salute mentale a beneficio delle popolazioni colpite.

"Ci vorrà ancora del tempo prima che i cittadini di Palu, Donggala e Sigi possano tornare alla vita che conducevano prima del terremoto. Tuttavia, la cosa più importante che ho imparato in Indonesia è la forza interiore e la capacità di recupero di queste comunità. Mi hanno insegnato a vivere la vita al massimo. Si può piangere ogni tanto, ma è più importante sorridere ed essere felici. Qui è quasi un obbligo, fosse solo per ricambiare l'amore ricevuto da chi è stato colpito da questo disastro" dichiara Rangi W. Sudrajat, medico di MSF che ha partecipato all'intervento in Indonesia.

Le équipe di MSF hanno anche costruito un centro sanitario temporaneo a Baluase, a sud di Palu, e installato latrine e serbatoi d'acqua in alcuni campi per sfollati interni, attività di supporto logistico portate a termine il 18 novembre.

Il 14 novembre si sono concluse anche le attività mediche fornite da MSF. Questa decisione è stata presa dopo aver valutato positivamente la capacità dei centri sanitari comunitari (Puskesmas) di gestire i bisogni sanitari della popolazione. Nel momento in cui MSF stava concludendo le attività, queste strutture stavano lavorando all'80-90% delle loro capacità e avevano già ripristinato i servizi sanitari in funzione prima del terremoto, dello tsunami e della cosiddetta liquefazione, il fenomeno che fa perdere al terreno consistenza e densità trasformandolo in fango.

Ecco in sintesi le principali attività svolte da MSF in Indonesia come risposta d'emergenza:  Il 2 ottobre, a quattro giorni dal terremoto e dal successivo tsunami, MSF ha inviato una prima équipe di medici, logisti ed esperti di igiene e potabilizzazione dell'acqua nella provincia di Sulawesi Centrale per valutare i bisogni medici e umanitari. Il team ha lavorato a stretto contatto con il Ministero della Sanità indonesiano per identificare le aree che necessitavano di maggiori aiuti Le attività mediche di MSF si sono quindi concentrate in quattro aree: Baluase, a sud di Palu; Batusuya, Labuan e Malei, nel distretto di Donggala, lungo la costa settentrionale di Palu. Donggala è stata la zona più colpita dallo tsunami e dal terremoto, mentre Sigi è stata colpita dal fenomeno della liquefazione.

L'8 ottobre una seconda équipe di MSF è arrivata sul posto per continuare le attività mediche, in particolare nella comunità di Baluase, a South Dolo, nel distretto di Sigi dove è stata allestita nelle prime tre settimane una clinica mobile ed è statacostruita una struttura sanitaria temporanea. Questa struttura, che sarà in grado di operare per i prossimi 5 anni,è stata consegnata alle autorità locali A Labuan e Batusuya, MSF ha supportato i centri sanitari locali nel far ripartire i servizi sanitari fornendo supporto medico, assistendo i pazienti, donando materiali e forniture necessari e occupandosi del trasferimento in altre strutture dei casi più gravi. Durante la seconda settimana di intervento, MSF ha anche aiutato a riabilitare la struttura sanitaria di Batusaya, riparando il tetto, i muri e le finestre.

A Malei, a 4 ore di distanza da Palu City, l'area più lontana supportata da MSF, i servizi sanitari sono stati forniti sia nel centro di salute che attraverso le cliniche mobili nelle comunità. In totale, MSF ha effettuato in 28 giorni di attività circa 1.000 visite mediche con una media di 16 pazienti al giorno. MSF lascia sull'isola i punti per l'acqua pulita e le strutture igienico-sanitarie costruiti durante la risposta: 17 serbatoi d'acqua in 7 campi e villaggi e 13 latrine in due campi, un villaggio e nei centri sanitari comunitari a Baluase. Il team di supporto psicologico continuerà la sua attività di supporto delle comunità colpite fino a metà dicembre.

 

L'ultima modifica Mercoledì, 28 Novembre 2018 14:08
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