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NAURU, RIFUGIATI SENZA PACE: NEGATA TELEMEDICINA A MEDICI SENZA FRONTIERE In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 04, 2019

A causa di un nuovo e inaspettato provvedimento che proibisce la telemedicina a Nauru, Medici Senza Frontiere (MSF) ha dovuto sospendere con rammarico il suo servizio di assistenza psicologica da remoto rivolto ai rifugiati, richiedenti asilo, oltre che alla popolazione locale. Il nuovo regolamento del governo di Nauru, emanato lo scorso 22 febbraio, arriva a poca distanza dal lancio del servizio di assistenza psicologica, gestito da un team di psicologi basato in Australia, che rispondeva all’impegno preso da MSF di garantire continuità di cure ai propri pazienti sull’isola dopo che nell’ottobre 2018 il governo di Nauru ha chiesto all’organizzazione di interrompere le attività.

"Questo provvedimento rappresenta un altro grande attacco alla fornitura di cure mediche indipendenti sull’isola e limita l’accesso alle cure di salute mentale per gli abitanti di Nauru, i richiedenti asilo e i rifugiati" dichiara Beatrice Barbot, coordinatrice del progetto di MSF per Nauru. "La nostra priorità è il benessere dei nostri pazienti. Affinché le cure funzionino, la relazione terapeutica con i pazienti ha bisogno di tempo per svilupparsi e inoltre deve essere garantito il trasferimento dei casi più urgenti. Questo regolamento è stato chiaramente pensato per ostacolare questa possibilità e, per questo, non sarebbe etico per MSF continuare lavorare sotto la minaccia di questi nuovi provvedimenti".

Nelle ultime due settimane, sin dal lancio del servizio di telemedicina, più di 40 persone avevano contattato MSF per richiedere assistenza psicologica, a dimostrazione di come i servizi sull’isola siano inadeguati e il bisogno di cure mediche indipendenti sia alto. "La sospensione forzata delle cure di MSF avrà un effetto dannoso sui pazienti che abbiamo dovuto lasciare nell’ottobre 2018. Chiediamo al governo di riconsiderare i suoi provvedimenti e di accettare la nostra offerta di cure mediche sull’isola" dichiara Paul McPhun, direttore esecutivo di MSF in Australia.

La sofferenza psicologica dei rifugiati e dei richiedenti asilo bloccati a Nauru è tra le più gravi che MSF abbia mai osservato in tutto il mondo, anche considerando i progetti di assistenza per sopravvissuti alla tortura. Molti di questi uomini, donne e bambini hanno trascorso più di 5 anni sull’isola, con effetti catastrofici sulla loro salute mentale.

Secondo il rapporto di MSF “Disperazione senza fine”, pubblicato nel dicembre 2018, tra i 208 rifugiati e richiedenti asilo curati da MSF in 11 mesi di attività sull’isola, il 30% ha tentato di uccidersi mentre il 60% ha avuto pensieri suicidi. Inoltre quasi il 30% dei pazienti originari di Nauru è risultato bisognoso di assistenza medica, principalmente a causa della mancanza di servizi di assistenza psicologica disponibili sull’isola prima dell’arrivo di MSF.

"È difficile vedere come questi nuovi regolamenti contribuiranno al benessere dei pazienti che hanno un disperato bisogno di assistenza psicologica. Siamo profondamente preoccupati per loro. Semplicemente non sappiamo per quanto tempo  ancora resteranno senza cure mediche" aggiunge McPhun di MSF.

MSF ribadisce la sua richiesta di evacuare immediatamente tutti i richiedenti asilo e rifugiati da Nauru e il loro reinsediamento in un luogo sicuro dove possano iniziare a ricostruire le loro vite insieme alle loro famiglie.

 

L'ultima modifica Lunedì, 04 Marzo 2019 14:34
Redazione

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