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Martedì, 21 Maggio 2019

MYANMAR: LE CLINICHE IN MOTO DI MSF PER ASSISTERE LE LONTANE POPOLAZIONI NAGA In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 08, 2019

I Naga, popolazione tribale e rurale concentrata in un’omonima Zona auto-amministrata nel nord-ovest del Myanmar, vivono in villaggi remoti a 1.800 metri sul livello del mare, dove durante la stagione delle piogge possono rimanere bloccati per mesi. Dal 2016 ogni settimana le cliniche mobili di Medici Senza Frontiere (MSF) visitano 15 diversi villaggi intorno alla città di Lahe per fornire cure mediche di base, occuparsi dei trasferimenti in ospedale e di educazione sanitaria. A bordo ci sono sempre almeno un medico e un farmacista che attraversano terreni impervi principalmente in moto, in viaggi che possono arrivare a otto ore.

Nonostante negli ultimi anni le autorità sanitarie locali e altre organizzazioni abbiano ampliato le loro attività, l'accesso all'assistenza sanitaria resta una grande sfida per molte persone. Solo nel 2018 MSF ha effettuato oltre 8.400 visite mediche alla popolazione di Naga.

“Durante la stagione delle piogge le strade e i sentieri diventano molto impegnativi e i ruscelli si gonfiano fino a diventare veri e propri fiumi, per cui in alcuni casi dobbiamo usare le zattere per attraversarli. A volte dobbiamo sollevare le nostre moto perché i sentieri di montagna possono crollare a causa delle frane, altre siamo costretti ad annullare del tutto alcune delle nostre attività”spiega Moses Mawlan, promotore della salute di MSF e originario di Naga. “La vita può presentare molte sfide, ma possiamo trovare soluzioni solo se le affrontiamo".

Le patologie più comuni sono le infezioni del tratto respiratorio, i dolori muscolo-scheletrici e la diarrea. Durante i mesi invernali, le temperature nell’area possono scendere sotto lo zero, in particolare di notte. La maggior parte delle persone vive in case di legno con tetti di paglia, dove i caminetti interni forniscono calore e permettono di essiccare la carne e cucinare. Il fuoco è quasi sempre acceso e mantiene calde le case, ma rende frequenti tosse e infezioni delle vie respiratorie superiori.

"Se non fosse per MSF, oggi non sarei viva. Prima della terapia, ero talmente malata che non potevo muovermi dal letto. I medici di MSF sono venuti a casa mia e mi hanno curata. Oggi mi sento di nuovo sana e in forma” racconta Kamor, paziente di MSF a Naga. Anche la scarsa copertura vaccinale è un problema per le comunità di Naga, perché le lascia vulnerabili a malattie prevenibili. MSF ha supportato il Ministero della salute e dello sport locale nella realizzazione di numerose campagne di vaccinazione, oltre a supportare l’ospedale cittadino di Lahe e alcune attività legate ai pazienti affetti da tubercolosi.

La base di MSF si trova nella città di Lahe, a quattro ore di fuoristrada su strade sterrate da Khamti, il centro amministrativo del distretto dove si trova anche l'aeroporto più vicino disponibile. Gli unici due ospedali che servono la regione si trovano in queste due città, ma i collegamenti durante la stagione delle piogge possono richiedere molto più di quattro ore e perfino rivelarsi impossibili in presenza di frane o inondazioni.

Le voci dei Naga

Kyakin è la figlia di Kyun. Anche lei si reca alla clinica mobile, insieme ai suoi figli. "Devo tenermi occupata perché solo così posso dare da mangiare alla famiglia. Abbiamo maiali e polli, ma la maggior parte del nostro cibo proviene dall'agricoltura. Mio marito soffre di un raffreddore cronico, ha eruzioni cutanee e dolori articolari, ma lavora ancora nei campi. Sono andata alla clinica di MSF per la prima volta ieri per un test di gravidanza. Ho già tre figli, che ho partorito tutti a casa da sola. La cosa più importante per me è che siano istruiti, mi rattristerebbe se conducessero la mia stessa vita: dover coltivare ogni giorno per procurarsi il cibo è estenuante. È particolarmente difficile lavorare senza mucche, tirare gli aratri, perché dobbiamo fare tutto manualmente".

Kyun vive nel villaggio di Hay Khun e si mantiene grazie all'agricoltura di sussistenza. Soffre di una patologia agli occhi da 10 anni e ora riceve cure mediche dall'équipe della clinica mobile di Medici Senza Frontiere (MSF).

“Ho sempre vissuto qui (nel villaggio di Hay Khun, a diverse ore di viaggio in fuoristrada da Lahe). Mi sono guadagnata da vivere coltivando riso e mais in montagna, ma ora non lavoro più: mio marito e mia figlia, Kyakin, coltivano il cibo per procurarci da mangiare. Lei ha tre bambini. Credo di avere circa 70 anni, ma non ne sono sicura. Ci sono stati molti cambiamenti a Naga dai tempi dei nostri antenati: ora indossiamo molti più vestiti. Lo stile tradizionale prevede di indossarne di meno”.

Le città più vicine a noi sono Lahe e Khamti, ma ci vuole molto tempo per raggiungerle, e serve una moto. “È molto più facile vedere i medici di MSF quando vengono qui. La situazione era diversa quando ero giovane: quando qualcuno si ammalava, non si poteva andare da nessuna parte” aggiunge Kyun. “La prima volta che mi sono fatta visitare dai medici di MSF è stata a causa del mio occhio: prude ed è caldo, ed è così da dieci anni. Solo recentemente i medici mi visitano e mi hanno sottoposto ad un trattamento".

 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 08 Maggio 2019 10:58
Redazione

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