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Venerdì, 15 Novembre 2019

SIRIA, EMERGENZA UMANITARIA A IDLIB: "NAZIONI UNITE INDAGHINO SU CRIMINI CONTRO UMANITÀ" In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 20, 2019

Amnesty International ha dichiarato condividendo nuove strazianti testimonianze di operatori sanitari della regione, sempre più scossi, che il governo siriano, sostenuto dalla Russia, sta conducendo un attacco deliberato e sistematico sugli ospedali e sulle altre strutture mediche di Idlib e Hama. In concomitanza con la discussione della questione della Siria nord-occidentale da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’associazione ha sollecitato un intervento per mettere sotto pressione la Russia per aver colpito deliberatamente 15 ospedali a Idlib nelle ultime tre settimane.

“Bombardare ospedali che stanno svolgendo le loro funzioni mediche è un crimine di guerra. Questi ultimi attacchi hanno privato civili in disperato bisogno di cure mediche delle ultime ancore di salvezza. Questo fa parte di uno schema ben definito che mira alle strutture mediche per attaccare sistematicamente la popolazione civile e costituisce un crimine contro l’umanità”, ha affermato Lynn Maalouf, direttrice della ricerca di Amnesty International sul Medio Oriente.

“La comunità internazionale finora non è riuscita a proteggere i civili in Siria dagli orrori di questo conflitto. Sollecitiamo i membri del Consiglio di sicurezza riuniti oggi a fare tutto quanto è in loro potere per porre fine al massacro dei civili a Idlib e trovare i responsabili di questi crimini spaventosi”.

Il personale di quattro ospedali di Idlib e Hama ha dichiarato ad Amnesty International di essere stato preso di mira nonostante avesse condiviso le proprie coordinate con il governo siriano e quello russo. Secondo le Nazioni Unite e le organizzazioni mediche siriane, almeno 15 ospedali sono stati danneggiati o distrutti a Idlib e Hama dall’inizio di maggio. L’escalation degli attacchi ha anche portato allo sfollamento di 180.000 persone. Almeno 16 organizzazioni umanitarie hanno sospeso alcune operazioni a Idlib a causa degli attacchi, esacerbando una situazione già disastrosa in cui almeno 1,5 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente.

Amnesty International ha intervistato 13 persone riguardo ai recenti attacchi su quattro ospedali e ha esaminato alcune riprese video che confermano le testimonianze. Gli intervistati hanno detto che tra il 5 e l’11 maggio il governo siriano ha sferrato diversi attacchi aerei sull’ospedale Pulse of Life di Hass; sull’ospedale Cave a Kaferzita; e sull’ospedale chirurgico e l’ospedale Al-Sham di Kafranbel. Tutte queste strutture, che insieme servono almeno 300.000 persone nel sud di Idlib e nella campagna settentrionale e occidentale di Hama, sono ora fuori servizio.

L’ospedale chirurgico di Kafranbel

Il 5 maggio 2019, verso le 17:00, gli aerei da guerra del governo siriano hanno effettuato numerosi raid aerei sull’ospedale chirurgico di Kafranbel, distruggendo il primo piano dove si trovavano una farmacia, uffici, magazzini e il centralino elettrico. Il seminterrato è stato gravemente danneggiato.  L’attacco ha ucciso un paziente e ferito suo fratello.

Un’infermiera che si trovava all’interno dell’ospedale al momento dell’aggressione ha descritto come il caos prodotto dai numerosi attacchi. “Abbiamo trasferito i feriti nel seminterrato. Un secondo raid aereo è avvenuto mentre stavamo cercando di fermare le perdite di sangue, e ha tagliato la corrente… Poi hanno avuto luogo un terzo e quarto raid aereo… Abbiamo sentito solo rumore di esplosioni e il seminterrato tremare… Abbiamo aperto l’ossigeno perché non c’era più aria”. I video verificati da Amnesty International mostrano danni all’ospedale coerenti con i bombardamenti aerei.

L’ospedale Nabad al-Hayat

Due membri del personale dell’ospedale Nabad al-Hayat [Pulse of Life] di Hass hanno riferito ad Amnesty International che l’ospedale era stato evacuato a titolo precauzionale dopo l’intensificazione degli attacchi iniziati alla fine di aprile. Due giorni dopo l’evacuazione, il 5 maggio, il governo siriano ha compiuto numerosi raid al mattino e al pomeriggio, distruggendo l’ospedale. Non ci sono stati feriti perché l’ospedale era già vuoto.

Il direttore del reparto chirurgico dell’ospedale ha raccontato ad Amnesty International come l’anno scorso l’ospedale fosse stato trasferito in una zona remota nella periferia del villaggio di Hass. L’attacco del 5 maggio è stato il terzo dal trasferimento dell’ospedale nel marzo 2018. “Tre giorni fa, la città di Kafranbel è stata colpita da razzi. Alcuni dei feriti sono stati trasferiti nelle case di medici e infermieri in modo da ricevere almeno un soccorso di emergenza che gli possa permettere di sopravvivere fino al trasferimento in un altro ospedale”, ha detto.

Amnesty International ha verificato che il video mostra un attacco aereo che colpisce una struttura la cui posizione è coerente con quella dell’ospedale di Nabad al-Hayat.

L’ospedale Cave di Kaferzita

Due operatori sanitari dell’ospedale Cave di Kaferzita hanno riferito ad Amnesty International che il governo siriano ha effettuato almeno quattro bombardamenti il 5 maggio 2019, verso le 12:00, causando gravi danni all’ospedale e rendendolo inoperativo. Un’infermiera che era presente all’interno dell’ospedale al momento dell’attacco con altri operatori sanitari e un paziente ferito, ha descritto quattro attacchi consecutivi che sono iniziati verso le 11 del mattino. Ha detto:

“Avevamo molta paura che l’esercito siriano invadesse la città e entrasse nell’ospedale… Ci siamo affidati a Dio e siamo riusciti a uscire dall’ospedale. Il quarto attacco è avvenuto dopo che siamo stati evacuati”.

L’ospedale di Al-Sham

Un membro dello staff e un medico dell’ospedale al-Sham a Kafranbel hanno riferito ad Amnesty International che l’11 maggio due attacchi aerei hanno messo l’ospedale fuori servizio. Il direttore dell’ospedale ha detto che l’ospedale è stato colpito e riparato diverse volte dal 2018, e che attenderanno la fine degli attacchi aerei prima di cominciare i lavori un’altra volta.

Gli attacchi agli ospedali e alle strutture mediche nelle zone controllate dall’opposizione sono ormai un tratto comune della guerra siriana. Sono stati presi di mira ospedali anche ad Aleppo, Daraa e nelle campagne di Damasco, durante le operazioni del governo siriano per riconquistarne il controllo. In molti casi gli ospitali e le organizzazioni umanitarie hanno dichiarato che avevano provveduto a segnalare le loro coordinate al governo siriano per evitare di essere attaccati.

Un disastro umanitario

Attacchi deliberati su civili e su proprietà civili, inclusi ospedali e altre strutture sanitarie, violano il diritto umanitario internazionale ed equivalgono a crimini di guerra. “Con il crescere dell’assalto a Idlib, almeno 300.000 persone sono state lasciate senza ospedali accessibili. Questo è un disastro umanitario, causato dalla spietatezza del governo siriano che, con il sostegno russo, continua a calpestare il diritto internazionale”, ha detto Maalouf.

“I membri del Consiglio di sicurezza hanno il dovere di rendere la protezione dei civili siriani prioritaria sui miseri interessi e i grandi giochi di potere. La Russia, in particolare, deve usare la sua influenza per assicurare che la Siria interrompa immediatamente gli attacchi contro i civili e gli ospedali e ristabilisca una situazione in cui le organizzazioni umanitarie abbiano facilmente accesso ai civili in difficoltà”, ha concluso.

 

L'ultima modifica Lunedì, 20 Maggio 2019 14:09
Redazione

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