Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 24 Febbraio 2020

VENEZUELA: LOTTA ALLA MALARIA NELLE MINIERE D'ORO NEL BOLIVAR In primo piano

Scritto da  Redazione Gen 21, 2020

La presenza di miniere d'oro illegali sta spingendo molti venezuelani a emigrare nello stato del Bolivar, il più grande del Venezuela, per sfuggire alla crisi economica. Lo sfruttamento del suolo ha creato le condizioni per il diffondersi della malaria perché gli ampi buchi scavati a terra, riempiti di acqua stagnante, creano l'habitat ideale per le uova e larve di zanzare. Sommando l'elevata mobilità della popolazione e le precarie condizioni di vita, il Venezuela è arrivato ad essere il paese più colpito dalla malaria nell'intera America Latina nel 2019, con oltre 320.000 casi diagnosticati, mentre cinquant'anni aveva un ruolo di primo piano nella lotta contro questa malattia.

Medici Senza Frontiere (MSF), attiva nel Bolivar dal 2016, sostiene il Programma nazionale sulla malaria, in collaborazione con il Ministero della sanità locale, supportando vari centri diagnostici e contribuendo a fornire cure adeguate ai malati. Nel 2019, le équipe di MSF hanno curato oltre 85.000 pazienti colpiti dalla malaria, distribuito oltre 65.000 zanzariere, fumigato 530 abitazioni, contribuito a eseguire oltre 250.000 test diagnostici, e raggiunto oltre 55.000 persone con sessioni di promozione della salute, in cui viene spiegato come identificare la malattia e cosa fare all'insorgere dei primi sintomi. 

"La grande concentrazione di persone aumenta la trasmissione della malaria perché una sola zanzara può pungere e trasmettere il parassita a diverse persone in una sola notte. Inoltre, la malattia si manifesta dai 7 ai 21 giorni successivi alla puntura, quindi chi non raggiunge il centro di trattamento in tempo può diventare a sua volta vettore di trasmissione. Con alcune miniere distanti fino a 6 ore a piedi o 3 ore di barca dal primo centro di salute, questa popolazione è estremamente vulnerabile" dichiara Elisa Compagnone, promotore della salute di MSF, appena rientrata da una missione di 6 mesi in Venezuela.

Con l'intervento di MSF, la cui strategia è avvicinarsi il più possibile alle persone che potrebbero essere colpite dalla malaria, il numero di casi è diminuito di circa il 40% nella municipalità di Sifontes, un'area con numerose miniere d'oro illegali. Qui la maggior parte dei centri diagnostici e terapeutici, supervisionati da MSF in collaborazione con il Programma nazionale sulla malaria, si trova direttamente all'interno delle miniere.  

"A volte avevamo fino a 200 persone in fila davanti ai centri diagnostici e molti pazienti colpiti dalla malaria dovevano andare direttamente all'ambulatorio, perché non c'erano trattamenti disponibili. Ora la situazione un po' più gestibile" commenta Monserrat Barrios, bioanalista di MSF, responsabile della formazione di nuovi tecnici per gli esami al microscopio nei centri diagnostici. 

L'anno scorso MSF ha collaborato con l'Istituto per la malaria di Carúpano, nello stato di Sucre, aumentandone la capacità. Quest'anno MSF supporta anche l'ambulatorio locale di Las Claritas, chiamato Santo Domingo, all'interno della municipalità di Sifontes. Costruito inizialmente per una popolazione di 20.000 abitanti, ora deve rispondere ai bisogni medici di oltre 75.000 persone che sono venute a vivere nella zona negli ultimi anni. MSF fornisce prevenzione, diagnosi e cure per la malaria, ma sta aumentando il suo supporto per coprire altre malattie e necessità mediche.

"Sappiamo che anche altri reparti hanno bisogno di aiuto per far fronte al numero di pazienti, compresi quelli che soffrono di malattie non trasmissibili, o nel caso in cui debbano occuparsi di emergenze e trasferimenti in ospedale. Ci stiamo concentrando sulla salute sessuale e riproduttiva, con servizi come la pianificazione familiare e l'assistenza al parto" dichiara la dr.ssa Fanny A. Castro, medico di MSF in Venezuela. "Vogliamo fare la differenza e aumentare le possibilità della popolazione di accedere ai servizi sanitari. Abbiamo anche allestito l'approvvigionamento idrico e la gestione dei rifiuti intorno alla struttura, il che migliora notevolmente la qualità delle cure fornite".

Ma i bisogni medici nell'area vanno ben oltre. La crisi economica del Venezuela ha avuto un forte impatto sull'intero sistema sanitario ed è avvertita quasi ovunque. MSF cerca di rispondere ai bisogni più urgenti in diversi stati del Venezuela e, nel Bolivar, inizierà presto a sostenere uno degli ospedali regionali statali, che oggi funziona a malapena, nella città di Tumeremo, capoluogo della municipalità di Sifontes.

In uno dei corridoi abbandonati di questo ospedale, Alicia Jimenez, una donna indigena del Bolivar, ha appena dato alla luce il suo decimo figlio con l'aiuto di una delle ostetriche che restano nella struttura. Ha dovuto viaggiare in barca e in auto per raggiungere l'ospedale, ma nonostante le difficoltà del viaggio e le pessime condizioni dell'edificio, si dice fortunata per il nuovo nato in famiglia. Nel 2020, MSF intensificherà l'impegno per combattere la malaria in Venezuela, ma intende anche facilitare e semplificare l'accesso ai servizi sanitari, a Tumeremo così come in altri luoghi del paese.

 

 

L'ultima modifica Martedì, 21 Gennaio 2020 16:14
Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Febbraio 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29