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Venerdì, 05 Giugno 2020

COVID-19 IN BRASILE: MSF TRA CLOCHARD E MIGRANTI SENZA CURE In primo piano

Scritto da  Cronaca Apr 23, 2020

Medici Senza Frontiere (MSF) sta rispondendo all’epidemia di Covid-19 in Brasile. Le équipe dell’organizzazione hanno iniziato a lavorare nella città di San Paolo, la più grande del paese e quella con il maggior numero di casi positivi di Covid-19, e a Boa Vista, nel Nord del paese, dove vive un numero significativo di migranti e richiedenti asilo venezuelani. 

A San Paolo, le attività MSF si concentrano in luoghi frequentati dalla popolazione dei senzatetto. A Boa Vista lavoriamo con i migranti e i richiedenti asilo venezuelani che vivono in condizioni precarie, in pochi spazi sovraffollati e spesso senza accesso regolare all’acqua potabile. MSF avvierà presto attività a Rio de Janeiro e un team è stato inviato nella città di Manaus, nello Stato di Amazonas, per valutare un possibile supporto alla risposta locale contro l’epidemia.  

In Brasile la complessità della pandemia è aggravata dal contrasto sorto tra diversi livelli di governo in relazione al distanziamento sociale, con pareri discordanti. 

“L’esperienza di altri Paesi in cui l’epidemia è arrivata prima che in Brasile ha mostrato l’importanza di adottare misure di distanziamento sociale” spiega Ana de Lemos, direttore generale di MSF Brasile. “È fondamentale rallentare il tasso di contagio quanto più possibile per ridurre il numero di casi gravi che raggiungono gli ospedali nello stesso momento. In una situazione come questa è cruciale avere un orientamento chiaro. Invece, stiamo assistendo alla diffusione di indicazioni contraddittore che ostacolano il rispetto delle misure necessarie”. 

A San Paolo tra i senzatetto: “Senza cure chi vive in strada morirà in strada” 

Il lavoro di MSF a San Paolo è iniziato nei primi giorni di aprile e si concentra su persone senza fissa dimora, migranti, rifugiati, tossicodipendenti e anziani. Questi gruppi di popolazione erano in uno stato di grande vulnerabilità già prima dell’epidemia. I nostri team forniscono visite mediche per la diagnosi e il tracciamento dei casi sospetti di Covid-19, indirizzano i pazienti in condizioni severe alle strutture ospedaliere e fanno attività di educazione alle misure di igiene. L’intervento è realizzato in collaborazione con le autorità locali e le organizzazioni che già lavoravano con i senzatetto in città. 

“Se non riusciamo a individuarli tempestivamente, i pazienti in condizioni gravi che vivono in strada moriranno in strada” afferma Silvia Dallatomasina, coordinatrice MSF per il Covid in Brasile. 

Le équipe di MSF stanno anche visitando i dormitori, le mense sovvenzionate dal governo e le realtà che distribuiscono cibo ai senzatetto. Inoltre, stiamo fornendo attività di formazione sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale agli operatori sanitari. 

A Boa Vista tra i migranti dal Venezuela 

Anche a Boa Vista, nello stato del Roraima, stiamo lavorando con le comunità vulnerabili, in particolare con i migranti e richiedenti asilo venezuelani. Il lavoro di MSF è realizzato in collaborazione con le autorità locali e con le altre organizzazioni, nell’ambito della “Operação Acolhida”, un’iniziativa delle autorità brasiliane e dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati per assistere i migranti venezuelani che arrivano in Brasile.  

Negli ultimi anni, è arrivato nel Roraima un alto numero di migranti e richiedenti asilo fuggiti dal Venezuela. Alla fine del 2018, MSF ha avviato attività a Boa Vista per supportare il sistema sanitario nazionale a gestire i bisogni in aumento. Con l’epidemia, MSF sta continuando questi progetti adattando parte delle attività per aiutare ad affrontare le nuove sfide del Covid-19. 

Le nostre équipe visitano regolarmente gli insediamenti informali dove vive un’ampia parte della popolazione migrante. La capacità dei campi ufficiali, dove le condizioni igieniche ed abitative sono ragionevoli, è di circa 7.000 persone. Ma ci sono decine di migliaia di persone che non trovano posto all’interno dei campi e vivono in insediamenti spontanei, spesso in condizioni di sovraffollamento, senza acqua potabile, rete fognaria e corrente. Altri ancora vivono in strada.  

“Il sistema sanitario nello stato di Roraima era già fragile e l’arrivo dell’epidemia ha peggiorato ulteriormente la situazione” spiega Silvia Dallatomasina di MSF. “Stiamo cercando di ridurre il peso sul sistema sanitario locale, sia in relazione al Covid-19 che alle altre malattie.”  I team di promozione della salute di MSF hanno visitato gli insediamenti informali, fornendo indicazioni sulle misure di igiene e distanziamento sociale. In collaborazione con altre organizzazioni, stiamo lavorando anche per ampliare l’accesso all’acqua nei campi ufficiali e informali e stiamo distribuendo kit per l’igiene sul posto.  

Il lavoro del personale sanitario a Boa Vista presta particolare attenzione alle persone con malattie pre-esistenti, perché sono le più vulnerabili al Covid-19. MSF fornirà anche formazione sulle misure di controllo e prevenzione dell’epidemia agli operatori sanitari che lavoreranno nell’ospedale allestito dal governo a Boa Vista per assistere i pazienti Covid. 

Oltre alle misure specifiche legate al Covid-19, MSF continua a portare avanti le attività dei suoi progetti, incluse cure mediche primarie in tre strutture sanitarie pubbliche, sessioni di salute mentale nei campi ufficiali e informali e le attività di promozione alla salute. 

L'ultima modifica Giovedì, 23 Aprile 2020 14:49
Cronaca

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