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Domenica, 26 Maggio 2019

BENJAMIN E QUEL PAESE CHE NON MUORE

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 10, 2014

Storia del migrante che si è ribellato a uno scippatore: ecco chi si è mobilitato per non lasciarlo solo

Lo scorso 6 febbraio un migrante è stato protagonista per un giorno. Telegiornali e siti hanno riportato la notizia di Benjamin che a Napoli si è ribellato allo scippo di una donna anziana trascinata per diversi metri dal malvivente. In quel vicolo conoscono tutti il ragazzo, senza lavoro e senza permesso di soggiorno. Le immagini a circuito chiuso hanno immortalato la sua ribellione contro lo scippatore. Le immagini video hanno fatto da cassa di risonanza all'azione di una persona che, come tanti da Lampedusa a Ponte Galeria, sono identificate dietro un Cie, sopra una barca in panne o ancor peggio come criminali. Tra chi invocava la cittadinanza e chi una medaglia al merito ci sono state le azioni concrete per non lasciare solo Benjamin. 

Il Paese che non muore

A distanza di tre giorni ecco chi ha aiutato il giovane. Da una parte una testata giornalistica on line, fanpage.it. Dalle pagine del sito i reporter hanno chiesto a gran voce che Benjamin non doveva essere lasciato solo. Tanti cittadini hanno risposto e sabato scorso è arrivato il primo atto concreto: il presidente della squadra di calcio Afro Napoli United Antonio Gargiulo ha aperto le porte a Benjamin che presto inizierà ad allenarsi con la squadra. Gargiulo, presidente del gruppo di imprese sociali Gesco, ha deciso inoltre di assistere Benjamin nel valutare le altre proposte di lavoro che stanno giungendo. 

Giornalisti appassionati, operatori e cooperatori sociali, cittadini di una città avvolta in mille problemi come Napoli. Eccoli i protagonisti di una storia che rende chiara la fotografia del nostro Paese. Un pezzo dell'Italia non si arrende, guarda avanti, produce idee e impegno, prova a costruire il futuro. Solo una settimana la stessa foto è stata scattata a Lampedusa e ogni giorno queste immagini vivono in migliaia di persone che reagiscono e pretendono soluzioni. E ci sarebbero ancora tanti esempi da citare, ricordare, rivendicare. Dall'altra parte, invece, ci sono le istituzioni, ancora troppo distanti e troppo lente. I palazzi sono arroccati in una difesa estrema di un passato che non c'è più. Fuori da questi palazzi non c'è solo sofferenza, esiste anche una realtà viva: chi governa deve tenerne conto, chi amministra non puo' più perdere tempo. 

 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 15:39
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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