Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Venerdì, 29 Maggio 2020

I MASCHI A MANO ARMATA

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 06, 2014

A Milano l'ultima vittima di un'efferata violenza: rifiutava un rapporto sessuale. Verso l'8 marzo, e ogni giorno, disarmiamo gli uomini

Aveva bevuto 20 birre prima di pretendere un rapporto sessuale. Lei lo ha rifiutato, poi armato di coltello l'ha minacciata e poi uccisa. Non contento ha massacrato un il figlio, un bimbo di 3 anni. Così sono morti Libanny Mejia Lopez, chiamata Yinette, di 29 anni e il suo bambino a Milano, quartiere Giambellino. Il loro aguzzino è un uomo di 36 anni. Un maschio armato di alcol e poi di coltello e, soprattutto, armato di quella "cultura" e di quel retaggio troppo antico: la donna deve essere nelle mani e nelle voglie di un uomo.

Con questo fatto di cronaca si arriva all'8 marzo. Nel nostro Paese continua a cambiare poco sul fronte parità di genere e violenza sulle donne. Secondo una ricerca europea dell'Agenzia per i diritti fondamentali "27 donne su cento hanno riportato di aver subito violenza fisica e-o sessuale dall’età di quindici anni, mentre la media europea è del 33%. Il paese in cui si registra il riscontro più basso in tal senso è la Polonia, col 19%, mentre quello col dato più alto è la Finlandia, col 47%. Per quanto riguarda la violenza subita dal partner, l’Italia si colloca al 19%, a fronte di una media UE del 22%, con la Slovenia ad avere la percentuale più bassa (13%) e i Paesi Bassi quella più alta (25%)". Poi ci sono altri dati agghiaccianti: "Un dato particolarmente allarmante è, per l’Italia, quello riguardante la violenza fisica, psicologica e/o sessuale subita dalle donne quando erano bambine, con un terzo delle intervistate che ha dichiarato di esserne stato oggetto (l’11% ha denunciato di aver subito violenza sessuale durante l’infanzia)". E infine la maggioranza della popolazione femminile italiana "alla domanda se sapessero di leggi o iniziative a livello politico per contrastare la violenza nel loro paese ha risposta con la più alta percentuale di no – il 58%".

Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato un altro dato, quello relativo alla violenza durante la maternità. Poi ci sono le cifre ripetute tante volte sulla discriminazione salariale, sull'accesso al lavoro o sulle condizioni di lavoro. Ancora una volta l'8 marzo rischia di essere una sfilata di retorica in cui i maschi occupano troppi posti di potere. In questi giorni le parole che servono devono pronunciarle le donne: con Futura - Femminile plurale per la nuova economia le donne della cooperazione sociale raccontano e si raccontano. Ai lettori di nelpaese.it chiediamo di ascoltare e di condividere. E di farlo ogni giorno.

Giuseppe Manzo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 15:50
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Maggio 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31