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Lunedì, 23 Settembre 2019

CHI AFFRONTA LE DIPENDENZE

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 09, 2014

I numeri su consumo di droghe e alcol, oltre al gioco d'azzardo, mostrano le conseguenze sociali in questi anni di crisi

Droghe, alcol, ludopatia. La crisi ha consegnato al Paese un popolo di dipendenti patologici che conosce nuove forme e vecchie politiche. Gli ultimi dati sono sull'acol: Sebbene, secondo le stime dell'Istat e dell'Oms, siano circa 8 milioni i consumatori a rischio di eta' superiore agli 11 anni quelli che si pongono in stretta contiguita' con un profilo di dipendenza sono tra i 620.000 e i 720.000. Sono i dati forniti da Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol (Ona)-Cnesps dell'Istituto superiore di Sanità in occasione dell'Alcohol prevention day promosso oggi a Roma. A questo fa fronte un numero esiguo di personale sanitario preposto: il 30 per cento attivo nei servizi è predisposto alla cura e alla riabilitazione.

Ludopatie e droghe

"Nel 2013 gli italiani hanno perso 725 milioni di euro nei giochi d'azzardo on line L'altra novità, che apre nuovi scenari per il futuro, è il raddoppio delle giocate tramite smartphone e tablet, tanto che ora rappresentano il 7% della spesa per i giochi on line. Sui cellulari ci si dedica soprattutto alle slot machine o alle scommesse sportive". Il gioco è la nuova dipendenza che mette a rischio relazioni, salute e famiglia del giocatore cronico. Nelle città si chiudono biblioteche e si aprono sale scommesse come funghi. Questo è stato uno dei temi del Forum nazionale sulle droghe che si è tenuto lo scorso 1 marzo a Genova per la scrittura di una nuova Carta firmata da associazioni, cooperative sociali e operatori pubblici. Nel 2013 il Cnr ha pubblicato uno studio con alcuni numeri riguardo gli studenti medi: 16mila fanno uso di eroina mentre "Sono circa 66.000 i ragazzi che nell'anno anno prima della rilevazione hanno fatto uso di stimolanti e 60.000 quelli che hanno assunto allucinogeni, numeri che corrispondono rispettivamente al 2,8% e 2,5% degli studenti italiani. Sono invece 19.000 per ciascuna sostanza gli studenti che hanno utilizzato queste sostanze 10 o più volte nell'ultimo mese".

Il fallimento

Siamo di fronte al fallimento delle politiche repressive. La Fini-Giovanardi, dopo la bocciatura costituzionale, lascia dietro di sé le macerie da ricostruire un nuovo piano d'azione che metta la centro i diritti, la salute della persona e i servizi che hanno subito solo tagli. A questo si aggiunge l'aspetto economico e il tema del lavoro. Se 80 euro in più disposti dal governo sono una boccata d'ossigeno, la giustizia sociale passa il benessere e l'inclusione dell'individuo. Il premier ha avocato a sè la delega sulle politiche di contrasto alle droghe: da Renzi, dunque, dovranno arrivare le proposte per le nuove misure contro questo disagio diffuso. 

 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 16:08
Giuseppe Manzo

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