Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 23 Settembre 2019

DAL KOSOVO ALL'OPG: UNA PASQUA DA INTERNATO

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 19, 2014

Antonio Esposito e Dario Dell'Aquila raccontano l'ennesima storia dopo la visita al manicomio giudiziario di Napoli

Hanno accompagnato il consigliere regionale Pd Antonio Amato e hanno scoperto l'ennesima storia dimenticata. Antonio Esposito (ricercatore) e Dario Dell'Aquila (Osservatorio detenzione di Antigone), dopo il loro tour in giro per il Paese con "Cronache da un manicomio giudiziario", sono entrati nell'Opg di Napoli, all'interno del carcere di Secondigliano. 

Dalla divisa all'internamento

Ieri militare in Kosovo oggi internato in Opg per una lite in famiglia. La storia di G. e degli altri 96 internati che passeranno la Pasqua nelle celle dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Napoli.  "Ho visto tanti morti, li sogno ogni notte". G. 39 anni della provincia di Avellino, da sergente è stato con l'esercito in Kosovo e in Bosnia. Poi la depressione dopo l'ultima missione, difficoltà economiche, il mancato riconoscimento di una pensione, una situazione psichica che si è via via aggravata. Un mese fa per una lite in famiglia è giunto all'Opg di Napoli all'interno del carcere di Secondigliano in misura di sicurezza provvisoria. "Vi prego fatemi tornare il jeans che si sono portati via, poi fatemi tornare a casa". E' la richiesta che fa al consigliere regionale.

I numeri e le storie

I dati: 97 internati su una capienza limite di 100, 1/3 in misura di sicurezza provvisoria, come Benedetto, in opg per porto abusivo di coltello, l'ultimo morto suicida meno di due mesi fa, il 20 febbraio scorso. Tra marzo e aprile 24 nuovi ingressi "Abbiamo verificato come questi inferni non si svuotino mai - afferma il consigliere Amato che la scorsa settimana aveva visitato anche l'Opg di Aversa - Gli ingressi pareggiano o addirittura superano le dimissioni. D'altro canto, alle richieste di presa in carico territoriale, molte ASL continuano a rispondere dinieghi. E nel frattempo anche a Pasqua queste persone mangeranno chiuse in una cella, non hanno nemmeno un refettorio. Dovrebbero ricevere cura e assistenza, ma qui ci sono solo psicofarmaci e sbarre". La commissione ispettiva ha incontrato L. 54 anni in rinchiuso nel circuito degli Opg da 24 anni, ed M. internato tra Aversa e Napoli dal 1985, da 29 anni. Di nuovo in Opg anche F., 54 anni, con l'HIV tornato in Ospedale Psichiatrico Giudiziario perché è la fallita la licenza di esperimento "Ma oggi abbiamo incontrato anche molti ragazzi" afferma Antonio Esposito "F. 20 anni di Roma, F. anche lui dalla capitale di 21 anni, C. 28 anni di Termoli. E sono recentemente entrati in misura provvisoria anche due ragazzi di 18 e 19 anni. Ventitre internati sono in osservazione dal carcere (per lo più Secondigliano, Rebibbia, e Regina Coeli), solo il 25% è qui per un reato grave, il restante per crimini bagattellari. Molti stanno pure tornando in Opg per il fallimento delle licenze esterne d'esperimento. Li mandano in luoghi che a volte sono peggio del manicomio". I dati dell'Osservatorio Nazionale di Antigone ricordano come oggi ci siano 1188 internati che scontano una misura di sicurezza, più di mille in OPG, mentre nella struttura napoletana da giugno 2013 ad oggi ci siano stati 3 suicidi in 9 mesi, mentre nel 2013 si registrano 8 tentativi di suicidi, e nel 2012 12 episodi di autolesionismo e 6 tentati suicidi "E' vero che qui non si usa più la contenzione ed è una vittoria politica di quanti come Antigone si sono spesi in questi anni per il superamento degli Opg - conclude Amato - Ma è del tutto evidente che oltre l'ottanta per cento delle persone oggi chiuse nel manicomio criminale di Secondigliano non dovrebbe stare qui, che non sussiste per loro alcuna pericolosità sociale, che restano qui per l'incapacità di presa in carico della sanità territoriale, che si sono aperti nuovi pericolosi meccanismi di internamento, che oggi gli opg e domani le Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza rispondono ad esigenze contenitive che nulla hanno a che fare con la cura. Agirò d'urgenza perché gli organi deputati del consiglio e della giunta regionale verifichino lo stato dell'assistenza psichiatrica territoriale, perché è lì che bisogna agire". Nel frattempo anche domani che è Pasqua gli internati di Napoli potranno avere le celle aperte per 5 ore al giorno "E speriamo che nessuno abbia una crisi domani - chiosa Esposito - che come ogni festivo e i feriali dopo le 17 non ci sarà nemmeno la presenza dello psichiatra". In un Paese civile gli Opg sarebbero stati già chiusi, invece assistiamo alla proroga di un anno e a una vergogna senza fine: recludere persone vittime di una patologia senza avere riconosciuto il diritto alla cura.  

 

G.M.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 16:14
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Settembre 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30