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Domenica, 31 Maggio 2020

SUD TRA SPECULAZIONE E ABBANDONO

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 12, 2014

Povertà educativa in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Eppure sulle regioni meridionali solo silenzio politico e vecchie rappresentanzioni

«È la Campania, seguita da Calabria, Puglia, (ex equo) e Sicilia, la regione con la maggiore 'povertà educativà, cioè dove più scarsa e inadeguata è l'offerta di servizi e opportunità educative e formative per bambini e adolescenti». Lo rivela Save the children, aggiugendo che sono «largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno» e «alto e allarmante il tasso di dispersione scolastica». Con l'aiuto di esperti l'organizzazione ha misurato la deprivazione educativa dei minori in Italia nel nuovo Indice di Povertà Educativa (IPE), mentre lancia la campagna «Illuminiamo il Futuro», in favore dei bambini colpiti dalla povertà. «Una deprivazione educativa - sottolinea una nota - che si somma alla povertà economica che colpisce più duramente proprio i bambini del Sud e riguarda ormai oltre 1 milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione. Al polo opposto della classifica è il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lombardia ed Emilia Romagna, le regioni italiane più "ricche" di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti». A questa notizia si aggiunge quella relativa a Reggio Calabria: città senza welfare. Senza dimenticare poi, ovviamente, i dati sulla disoccupazione in queste stesse regioni.

Eppure questi non sono temi da campagna elettorale. Non è al centro del dibattito nemmeno il caos sull'accoglienza a cui sono state abbandonate le regioni meridionali. In questi giorni imperversano solo due rappresentazioni del Mezzogiorno: la fiction Gomorra e la figura dell'ultrà violento. La realtà di milioni di persone che vivono nelle città del Sud è ignorata, come le tante esperienze di eccellenza e di capacità creativa o imprenditoriale. Siamo tornati a una narrazione ottocentesca che pone il meridionale quasi nella scellerata rappresentazione lombrosiana se si leggono alcuni articoli della stampa settentrionale che rischia di sconfinare nel pregiudizio razziale. Eppure la nuova tangentopoli è al Nord, nel grande evento dell'Expo 2015 o la città più inquinata è Brescia che sabato è scesa in piazza contro i livelli di Pcb. 

Occorre equilibrio, occorre mettere al centro la questione meridionale e deve farlo il Sud insieme a quella parte dell'Italia che sa isolare le follie leghiste. La lacerazione territoriale e quella sociale non sono convenienti per nessuno: l'unica conseguenza possibile sarebbe quella di allargare la forbice dell'ingiustizia.

 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 16:33
Giuseppe Manzo

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