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Domenica, 31 Maggio 2020

CAMMINARE NON È UN REATO

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 21, 2014

Il caos in Libia, la guerra in Siria e un'umanità in movimento che abbandona villaggi africani: serve un'idea forte di fronte alla Storia

Libia nel caos, senza un esercito e in pieno conflitto. In questo modo il traffico di essere umani è fuori controllo. Matteo Renzi propone campi di profughi rifugiati in loco ma l'Alto Commissariato Onu stronca subito ogni possibilità: "Non credo assolutamente che in questo momento ci siano le condizioni per avere dei centri per l'esame delle richieste d'asilo in Libia", così ha risposto Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr per il Sud Europa. La sensazione è quella di un'approssimazione continua, priva di ogni capacità di visione verso questo grande fenomeno storico. E, intanto, la realtà corre più veloce delle decisioni.

Cleophas Diomà, direttore del Festival Ottobre Africano, ieri spiegava un altro aspetto delle migrazioni. "Dal Mali e dalla Costa D'Avorio – dice – stanno arrivando direttamente dai villaggi. Non passano più per la città, vendono due capre e si mettono in cammino lungo il deserto fino in Libia e pronti per imbarcarsi. Li vedo nella zona della stazione Termini di Roma, non solo non parlano italiano o francese ma parlano idiomi delle zone rurali. Sono fermi in strada tutto il giorno senza possibilità di far nulla perché non possono nemmeno comunicare: bisogna capire tutti insieme cosa fare, coinvolgendo gli immigrati già inseriti in Italia". Ovviamente è molto propabile che il business della tratta e del traffico sia orma capillare, tanto da arrivare oltre le città e fino alle zone rurali. Ed è anche chiaro che, ormai, non puoi fermare chi ha deciso di spostarsi. 

Dal caos libico alla devastante guerra in Siria fino a all'Africa centrale senza conflitto migliaia di uomini e donne cercano un futuro, lontano da guerre e povertà. Occorre sedersi e capire, a partire dalle istituzioni. Non saranno speculazioni elettorali a fermare un fenomeno storico e le leggi in tal senso hanno solo fallito. Bisogna pensare all'accoglienza, alla volontà di queste persone di rimanere in un Paese o spostarsi per raggiungere familiari o amici, alla potenzialità di giovani uomini e donne per il nostro Paese fermo e sempre più vecchio. Servono idee e una visione politica forte che oggi manca tremendamente. 

Infine, bisogna convincersi che questa umanità si è messa in cammino, usa i propri piedi e insegue la possibilità di una vita. Non è possibile fermarla: camminare non è un reato.

 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 16:37
Giuseppe Manzo

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