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Mercoledì, 18 Settembre 2019

AFRONAPOLI UNITED E IL PAESE POSSIBILE

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 03, 2014

Mentre in Sicilia è il caos, la squadra multietnica vince sul campo e anche fuori: accoglienza, inclusione e integrazione unica strada

AfroNapoli United sale in seconda categoria. Sabato 31 maggio la squadra multietnica ha vinto la finale ply off con un sonoro 8-2. Solo sette giorni prima era uscite vincente dal campo di un'altra finalissima: quella della coppa Aics. Il progetto nato nel 2009 e raccontato in Stazione Mediterraneo non vince solo sul campo. A vestire la maglia bianco-verde sono tanti ragazzi provenienti da più paesi e non solo dall'Africa. Soprattutto hanno trovato una comunità che ha perso loro di avere permesso di soggiorno, relazioni umane e in qualche caso opportunità di lavoro. Lo sport e il calcio rappresentano quel modello di rete tra soggetti non profit, comitati e organizzazioni giovanili. La rete permette di cacciar via la paura, come dice il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e non lascia spazio a strumentalizzazioni e caccia alle streghe contro i migranti. Al contrario, infatti, ecco cosa sta accadendo in Sicilia.
Su Redattore Sociale arriva la notizia dall'isola: "Quando il Cpsa di Pozzallo (in provincia di Ragusa) è strapieno e raggiunge la sua capienza massima, una buona parte dei migranti soccorsi dalle navi di Mare Nostrum vengono portati a Comiso, nell'ex azienda agricola Don Pietro con pochi requisiti per accogliere se non in "emergenza". A parlare delle condizioni di questo centro, che per il momento accoglie 115 migranti adulti e 24 bambini, è Elio Tozzi di Borderline Sicilia.

"Secondo le previsioni il numero attuale è destinato ad aumentare. Per adesso, ci sono, in gran parte famiglie siriane scappate dalla guerra alle quali andrebbe riconosciuto una asilo immediato attivando i canali umanitari di cui abbiamo sempre parlato – racconta l'attivista -. Il centro viene quindi utilizzato come supporto di emergenza quando il Cpsa di Pozzallo non ce la fa più. A lavorarci sono gli operatori della stessa cooperativa San Domenico Savio che lavora a Pozzallo. I migranti, dopo alcuni giorni, si allontanano con molta facilità, percorrendo circa 5 chilometri a piedi per raggiungere i centri abitati, oppure avvalendosi di pseudo tassisti che per l'occorrenza offrono in nero la loro corsa a prezzi molto salati".

Su questo giornale si ripetono le stesse cose da settimane. Forse saremo noiosi ma non ci sono alternative:camminare non è un reato, i popoli continueranno a farlo e solo organizzare accoglienza, inclusione e integrazione è la strada giusta. La stessa strada, anzi lo stesso campo su cui corre e vince AfroNapoli United: esiste un Paese possibile.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 16:52
Giuseppe Manzo

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