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Domenica, 31 Maggio 2020

ITALIA ELIMINATA. E QUELLA DA ELIMINARE

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 25, 2014

La morte del giovane napoletano, le parole del prefetto di Perugia, il prete di Novara. Non solo calcio e mondiali, c'è un Paese che dovrebbe "dimettersi".

Il Paese va nel pallone con la brutta figura della nazionale di calcio. Chi perde si assume le proprie responsabilità e si dimette, come ha fatto il ct Cesare Prandelli. Eppure c'è un pezzo del Paese che andrebbe eliminato e "dimesso". 

All'alba il giovane tifoso napoletano Ciro Esposito si è spento all'ospedale Gemelli di Roma. Ciro è morto per essere andato a una partita di calcio, la finale di Coppa Italia del 3 maggio. Ucciso dai colpi di pistola di Daniele Desantis, neofascista dalla storia torbida, che insieme ad altri sodali aveva attaccato auto e bus di tifosi del Napoli. In questi circa due mesi poco o niente è stato detto o fatto per trovare la verità, lasciando sola la famiglia Esposito che ha trovato sostegno soprattutto da giovani, amici e gente comune. Su questa storia ci sono molte responsabilità da chiarire: la prima è quella del Questore e di chi gestisce l'ordine pubblico. E la seconda va alle istituzioni sportive e la terza ai media che si sono dedicati a Genny 'a Carogna invece di indagare su un gravissimo fatto di cronaca. 

Non finisce qui il Paese da eliminare e dimettere. Nei giorni scorsi abbiamo ascoltato le parole del prefetto di Perugia, rimosso poi dal ministro dell'Interno: "se una mamma non si accorge che il figlio si droga, si deve suicidare". Parole che trasudano odio e ignoranza, sputate fuori dalla bocca di un uomo dello Stato. In sul colpo un funzionario delle istituzioni ha esibito un sentimento misogino, ha mortificato la complessa vicenda delle dipendenze e banalizzato il dramma e la fragilità di chi si toglie la vita.

La stessa ignoranza e lo stesso odio sono usciti dalla voce di Don Tarcisio Vicario, parroco di Cameri (Novara): "Convivere è peggio che uccidere". Mentre Papa Francesco si trovava in Calabria e lanciava il suo anatema contro mafiosi che ammazzano, un prete di provincia lancia il suo, antistorico, contro migliaia di coppie che scelgono (o sono costrette) la convivenza come unione di fatto. 

Sono tre scatti di un'Italia da eliminare. A queste tre foto scegliamo quelle di un altro Paese. Quello del calcio popolare e antirazzista di AfroNapoli United, lontano dall'odio assassino che ha ucciso Ciro Esposito. Quello dei tanti operatori impegnati sul fronte delle dipendenze, quello delle tante donne madri che combattono per i figli e per la parità di genere, quello di Don Gallo, Don Ciotti, Alex Zanotelli e Don Vitaliano che hanno portato, e portano, il loro Vangelo tra le persone ma senza odio e dalla parte dei più deboli. 

 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 17 Luglio 2017 16:59
Giuseppe Manzo

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