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Mercoledì, 17 Ottobre 2018

DISINFORMAZIONE IN PRIMA PAGINA

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 17, 2014

Sul Corsera Galli Della Loggia banalizza il non profit: "lottizzato". Mentre dai dati di Marco Binotto il terzo settore sparisce dai tg

Informazione negata, sbagliata o manipolata. Ai tempi dei social network questo è un dibattito vivo, a partire dalle proteste sul racconto del massacro di Gaza di questi giorni. Tornando nei nostri confini il giornalismo mainstream miete un'altra vittima d'eccezione.

Lo studio

Marco Binotto, ricercatore dell'Università La Sapienza presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, in un'accurata infografica illustra il tempo di presenza del terzo settore nei telegiornali: "57 secondi il tempo offerto in media al giorno dalle otto testate rilevate nel 2012; 37 Il nel 2013; 3 minuti al mese il tempo di parola che non viene superato nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2012; 1 minuto 5 secondi nel mese di gennaio 2012". In sostanza questo pezzo d'Italia è completamente oscurato dalle testate televisive. Eppure c'è qualcosa peggiore del silenzio: la disinformazione sbattuta in prima pagina.

Disinformazione in prima pagina

A essere protagonista di un'approssimazione e banalizzazione sul non profit è Ernesto Galli Della Loggia. Così scrive nel suo editoriale sul Corriere della sera, in riferimento al servizio civile: "solite trattative con la solita burocrazia della solidarietà, con le decine e decine di associazioni, cooperative, Ong (in genere accuratamente lottizzate), che non si capisce bene che cosa faranno ma si capisce solo che avranno un po' di soldi pubblici in più". Al buon editorialista ha risposto il portavoce nazionale del Forum Terzo settore: "Rimaniamo sbalorditi nel sentirci chiamare in causa in questo modo, con questi toni e per di più davanti ad un pubblico molto vasto, come quello che legge quotidianamente il Suo giornale. Ci chiediamo di che cosa stia parlando Galli Della Loggia, quali siano le sue fonti di informazione, da quale osservatorio privilegiato possa permettersi certe gratuite affermazioni che non trovano riscontro nella realtà. Gradiremmo avere delle spiegazioni per provare anche solo a comprendere da dove possa nascere una tale visione, che non possiamo che ritenere qualunquista e molto superficiale".

Alcune considerazioni

Risulta davvero strano che editorialisti di tale livello non spulcino nemmeno i dati Istat sul non profit. Parafrasando il suo lessico verrebbe da chiedersi: ma Dell Loggia da chi è lottizzato per scrivere sulla prima pagina del Corsera? Qualunquismo chiama qualunquismo e fa specie che queste parole siano scritte sullo stesso giornale che ospita una "pagina sociale" in collaborazione con importanti organizzazioni di volontariato. Sullo sfondo, però, resta aperta anche la sfida del terzo settore verso l'informazione. Occorre guardare innanzitutto ai propri limiti, sapersi rinnovare e capire che è giunto il momento di "farsi media" come da alcuni anni alcune esperienze dimostrano che si puo' fare. Perché abbiamo anche una grande responsabilità: non lasciare Galli Della Loggia nella disinformazione.

 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 13:18
Giuseppe Manzo

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