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Martedì, 04 Agosto 2020

UNA FREDDA ESTATE NEL PAESE FERMO

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 31, 2014

Il clima impazzito sembra ribellarsi a quello sociale e politico mentre alle porte dell'Europa soffiano venti di guerra

Maltempo, nubifragi, temperature autunnali. Chi ricorda un intero mese di luglio così? Il clima sembra ribellarsi a quello sociale e politico nel Paese mentre intorno all'Europa bruciano venti guerra in Medio Oriente, Ucraina e Iraq. La confusione e lo scontro politico sulle riforme monopolizzano il dibattito pubblico mentre i dati Istat ed emergenze quotidiane impongono una serie di risposte: lavoro, povertà, migranti e accoglienza, diritti.

L'Istituto statistico nazionale ha pubblicato i dati sulla disoccupazione. Se da una parte si registra un piccolo calo (-0,3%) rispetto a maggio, incombe il record storico inarrestabile dei giovani senza lavoro: 43,7%, dato mai raggiunto nel 1977 e successivamente nel 2004. Sul fronte povertà, intanto, arriva anche il mistero delle risorse per il Sia.

Questa mattina in occasione dell'evento organizzato dal Ministero Affari Esteri per la presentazione del Rapporto sullo Sviluppo umano 2014, l'ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha dichiarato che sulla nuova misura di lotta alla povertà, i 500 milioni di euro previsti per l'allargamento della sperimentazione già avviata in alcune grandi città italiane, e a disposizione per il 2014, sono bloccati chissà dove. "Se questo fosse vero - dichiara il Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri - come è anche vero che la prossima Legge di stabilità prevede un taglio dei conti di circa 16 miliardi di euro, ci domandiamo che fine faranno i fondi per le politiche sociali, quelli che servono per promuovere inclusione e occupazione, e dare maggiore sostegno alle fasce più discriminate e povere della popolazione - che come ci confermano i dati continuano a crescere -. Verranno stanziati? E se si, anche questi poi non erogati e bloccati chissà dove?".

Altre difficoltà si registrano nel sistema di accoglienza di fronte agli sbarchi continui tra la Sicilia e la Calabria, tra tragedie e naufragi, non sono arrivati i provvedimenti invocati dagli enti locali e dalle associazioni impegnate sul campo. E, infine, sul fronte di altri diritti resta ancora un enigma la chiusura degli Opg. Anche se qualcuno si muove e propone soluzioni non basta: le nubi incombono minacciose in questa fredda estate di un Paese fermo.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 13:21
Giuseppe Manzo

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