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Martedì, 07 Aprile 2020

VITA DURA PER CHI GESTISCE UN TERRENO CONFISCATO

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 21, 2014

A Napoli un'associazione di "genitori" dichiara abusiva la coop sociale Resistenza, protagonista dell'iniziativa "Un Pacco alla camorra"

Si possono dichiarare abusivi ragazzi della periferia nord di Napoli che gestiscono il primo terreno confiscato alla camorra? Sì, si può. Lo denuncia Ciro Corona, presidente della coop sociale Resistenza che gestisce il Fondo Rustico Amato Lamberti di Chiaiano ed è protagonista di tante iniziative tra cui "Un Pacco alla camorra" della Nuova cooperazione organizzata, esperienze raccontate qui su nelpaese.it in questi due anni. 

"Per 13 anni il bene confiscato di Chiaiano è stato illegittimamente occupato da camorristi nonostante la confisca - scrive in un comunicato Corona - nel totale silenzio delle forze politiche comunali e locali. Con la costruzione di un percorso insieme alle forze dell'ordine e all'attuale presidenza della Municipalità siamo riusciti a liberare quel Fondo e a gestirlo, rendendolo produttivo, in attesa di un bando pubblico. Il Signor Maffei, referente politico del Pd Scampia, che per diversi anni pur avendo il potere politico di cacciare o camorristi è stato in silenzio, da quel momento comincia a farci guerra. L'ultimo atto è un ricorso al Tar di un'associazione satellite (Genitori Democratici di Napoli) per l'illegittimità dell'assegnazione. Oggi servi di quel potere viscido ci denominano con abusivi".

Perché un'associazione legata o un esponente di un partito concentrano la loro battaglia contro chi gestisce un bene confiscato? È questa la priorità nella periferia nord di Napoli? "Per noi è abusivo chi lascia un bene confiscato nella mani della camorra per 13 anni, chi da due anni non riesce a preparare un bando, chi è al servizio delle collusioni tra politica deviata e camorra. Oggi il bene confiscato ospita 6 detenuti in affidamento al lavoro, 3 comunità alloggio per minori, un protocollo col dipartimento di giustizia minorile, 350 ragazzi che da tutt'Italia vengono a formarsi e a lavorare nel periodo estivo. Un bene confiscato diventato modello di sviluppo e di (R)esistenza. Perché non lavorare tutti insieme affinché si faccia un bando? forse a qualcuno interessa che quel posto torni abbandonato?Che sia chiaro a tutti quei politici servi della camorra, il fondo rustico Amato Lamberti oltre ad essere il primo bene confiscato agricolo della città di Napoli diventerà il primo bene confiscato occupato d'Italia, da qui senza bando pubblico non andiamo via, ce lo chiede il Quartiere, ce lo chiede la storia di questi territori".

L'auspicio è che qualcuno ritrovi la ragione evitando brutte figure e, soprattutto, mettendo a rischio gli avamposti di comunità, lavoro e sviluppo nell'area a grande presenza criminale. Lo chiede il buon senso.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 13:49
Giuseppe Manzo

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