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Sabato, 20 Aprile 2019

OGGI GESÙ SAREBBE UN GEOMETRA TOSSICODIPENDENTE

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 03, 2014

Makkox ha emozionato tutti a Gazebo. La sentenza Cucchi apre una questione serissima sul rispetto dei diritti umani nel nostro Paese: chi si droga o sta male va curato. E basta.

Un Cristo che dice al Padre di voler scendere sulla Terra, duemila anni dopo. Un Cristo che sceglie di tornare nei panni di un geometra romano tossicodipendente che, se arrestato, non può temere nulla perché lo prenderanno in "custodia". Il genio di Makkox ha emozionato tutti ieri a margine della trasmissione Gazebo di Diego Bianchi. Il riferimento esplicito è alla sentenza di Appello sulla morte di Stefano Cucchi e all'ondata di indignazione che si è scatenata nel Paese.

È il tema dei diritti a dover trovare il cuore dell'attenzione istituzionale. Non è possibile leggere le parole farneticanti del Sap, sindacato di polizia, in merito alla sentenza. Chi sta male, chi beve, si droga o a soffre di altre patologie ha già pagato le sue conseguenze: agli uomini dello Stato e al personale sanitario c'è solo il compito di prenderlo in "custodia" e curarlo. Non è possibile tacere sull'enormità di quel comunicato da parte di esponenti delle forze dell'ordine. Non è possibile usare quelle parole mentre nel Paese si levano tensioni sociali e dove anche gli operai subiscono le manganellate in piazza. Non è possibile far passare una patologia, fisica o mentale, come una punizione su cui poter abbattere l'impunità del sistema giudiziario.

Nei mesi scorsi, dopo alcune vicende che hanno riguardato strutture gestite da operatori sociali, si sono alzate le sacrosante grida di vergogna per maltrattamenti a migranti o persone con disabilità. Quello dell'operatore sociale è un lavoro delicatissimo e carico di tensioni umane quotidiane. Come sostiene il filosofo e psicoterapeuta Umberto Galimberto ci sono mestieri che non possono avvalersi della sola professionalità perché sono una missione: hanno a che fare con esseri umani. Uno di questi è il ruolo di chi lavora per conto dello Stato, in un tribunale come in un carcere o tra le forze dell'ordine, deve tener conto dei diritti di una persona. Senza il rispetto di questi diritti non esiste democrazia.

Il Paese è stremato e basta girare per le stazioni ferroviarie per vederlo con i propri occhi. Sabato sera ho visto un Cristo salire su una carrozza del treno, parlava italiano perfetto come raramente si ha il piacere di ascoltare: con voce alta spiegava agli astanti di aver perso il lavoro 13 mesi prima e che sentiva il fuoco della vergogna. Di fronte all'esclusione non serve la punizione. Di fronte alla sofferenza serve la cura e di fronte alla povertà serve un'economia sociale. Se uno Stato non fa questo mette in crisi la sua stessa ragione democratica e rinnegherebbe anche il suo stesso credo religioso: Gesù, oggi, sarebbe un geometra romano tossicodipendente che ha diritto solo di essere preso in custodia e curato.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 13:56
Giuseppe Manzo

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