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Mercoledì, 18 Settembre 2019

CHI ASSOLVE IL RAZZISMO. E CHI SALVA LE PERSONE

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 12, 2014

Insulti, provocazioni e assalti come quello di Tor Sapienza che ricevono assoluzioni "mediatiche". E nel silenzio c'è chi è impegnato a salvare le persone.

In questi giorni di assoluzioni nelle aule di tribunale, tra la sentenza Cucchi e quella del terremoto dell'Aquila, resta impunito un altro reato: istigazione all'odio razziale. In un momento di crisi economica feroce si sta assistendo a ciò che qualcuno ha paragonato alla situazione della Grecia di tre anni fa: la creazione nel nemico straniero, migrante, povero.

Ad aprire le danze è il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, protagonista della marcia milanese "Stop invasione" dove ha riunito tutte le formazioni neofasciste, da Forza Nuova e Casa Pound. Poi sono arrivati i fatti di Bologna davanti al campo dei Sinti (definiti erroneamente Rom) con il leader lumbard che crea situazione ad hoc per la contestazione e per la successiva propaganda. E ancora prima è arrivata la provocazione di Borghezio a Casal Bertone fino ai fatti di ieri alla periferia di Tor Sapienza a Roma.

C'è un aspetto inquietante in queste vicenda. Il primo è la sottovalutazione del fenomeno in atto. Un Paese esasperato che, a livello sociale ed economico non trova risposte, muore dalla voglia di sfogarsi contro un nemico a portata di mano. Secondo: la capacità di Salvini e neofascisti di incarnare questo sentimento in modo più diretto del Movimento 5 Stelle che ha una composizione più complessa e non solo populista. Il terzo aspetto, ancor più grave, è la narrazione tossica di questi fatti: da una parte grande risalto a un lunotto sfondato e dall'altra la minimizzazione della deriva xenofoba su tutti i principali organi di informazione main stream.

Eppure mentre si assiste all'assoluzione nazional-popolare del razzismo, ecco una storia che fa riprendere respiro civile. Ieri sera, uscito dalla stazione centrale di Napoli, incontro gli operatori dell'associazione Garibaldi Centouno e Ndiaye El Hadji Omar della coop sociale Dedalus e presidente dell'Associazione senegalesi di Napoli. Erano nell'adiacente Mc'Donald con 40 profughi siriani (molte donne con bambini), sbarcati di recente e risaliti fino al capoluogo campano. Da giorni molti di loro non avevano mangiato e due donne si sentivano male mentre aspettavano un treno diretto a Milano. Ed ecco le telefonate a stretto giro per trovare un medico o delle scarpe per uno dei bambini del gruppo. Un manipolo di italiani di ogni colore aiutava chi sta scappando dall'orrore della guerra e chi voleva raggiungere il Centro Europa per una vita dignitosa. Questi italiani di ogni colore lo facevano ieri sera in silenzio, da soli e sotto la pioggia di una stazione centrale.

Ora bisogna scegliere da che parte stare, tra chi assolve i razzisti e salva le persone. E bisogna farlo in fretta.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 13:59
Giuseppe Manzo

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