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Mercoledì, 19 Giugno 2019

PARIGI, LE GUERRE SANTE E LA PROFEZIA

Scritto da  Giuseppe Manzo Gen 12, 2015

Ieri due milioni di persone in piazza nella capitale francese non vogliono guerre sante. E non le vogliono nemmeno i popoli in fuga dai massacri

"Non portate fiori ma solidarietà agli immigrati". Le parole di Carolina Rosi, figlia del grande regista Franco Rosi scomparso sabato scorso, sono una goccia di civiltà in queste giornate drammatiche e caotiche. Gli attacchi terroristici di Parigi hanno spalancato le porte di nuove crociate e presunte guerre sante da combattere. In Occidente ci si accorge della guerra quando entra in casa, eppure sangue e odio sono la cronaca di questi mesi a poca distanza da noi.

Nella piazza parigina, tra milioni di persone di ogni etnia e religione, spuntava una bandiera gialla con l'immagine di "Apo" Ocalan, leader del Pkk curdo: unica formazione che combatte sul campo l'Is a Kobane, confine con la Turchia. Tra quei milioni di volti c'erano centinaia di pakistani che solo un mese fa hanno pianto 132 bambini morti nell'attacco talebano a una scuola di Peshawar. E ancora in questi stessi giorni del massacro di Charlie Hebdo in Nigeria Boko Haram, formazione che ha giurato fedeltà all'Is, ha imbottito di esplosivo due bambine facendole saltare in aria al mercato e ha poi fatto strage in un villaggio causando 100 morti accertati (si teme possano arrivare a 2000). In quelle strade della capitale francese c'erano palestinesi che hanno subito l'ultima sanguinosa operazione israeliana nell'estate scorsa, i siriani che sono diventati il primo popolo in fuga. No, nessuna guerra santa. Questa è una guerra, o come ha detto Papa Francesco è la Terza Guerra Mondiale, dove non ci sono Stati che si contrappongono ma popolazioni martoriate e in fuga.

In quel fermo immagine dei capi di Stato e di governo che si stringono in un cordone sessatottino sorgono diverse domande. Se la ragione è la difesa della libertà d'espressione e di pensiero, cosa sta accadendo nei loro Paesi in merito a questo? E ancora: come mai i rapporti con il Qatar, primo finanziatore dell'Is come i sauditi per Al Qaeda, sono ottimi (ad esempio basti pensare allo sponsor sulle maglie del Paris Saint Germain o alla finale di supercoppa italiana di calcio a Doha)? Chi ha armato e finanziato l'Is nella guerra anti-Assad? È da questi scenari di crisi bellica che i popoli iniziano la loro fuga e migrazione, è da condizioni al limite del subumano che migliaia di donne, uomini e bambini chiedono di avere un futuro. Quello stesso futuro è stato rivendicato da due milioni di persone nella piazza parigina. La guerra santa non conviene a nessuno, nemmeno all'Occidente: basta solo aver fiducia del poeta che lanciò la sua profezia 40 anni fa. Bisogna dare una mano alla Storia, verso un mondo che cambia e non può tornare indietro.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 14:14
Giuseppe Manzo

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