Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 19 Giugno 2019

CRISI E SALUTE MENTALE: UN LEGAME UFFICIALE

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 04, 2015

Prima lo studio della Bicocca e ora la Società italiana di psicopatologia dimostrano la correlazione tra instabilità lavorativa ed economica e aumento disturbi mentali.

Lo scorso 28 gennaio su questo giornale abbiamo pubblicato l'anticipazione Ansa di uno studio dell'Università Bicocca di Milano: il precariato e l'instabilità economica favorisce l'aumento della depressione e assunzione di psicofarmaci. La ricerca è stata condotta in Lombardia a cavallo degli di crisi economica, tra il 2007 e il 2011: "Un precario – spiega Francesco Moscone che è tra i curatori della ricerca - ha una probabilità dello 0,6% maggiore di ricevere una ricetta per psicofarmaci; sembra un numero basso, ma l'entità dell'impatto della precarietà sulla salute mentale è notevole. Se le persone con contratto temporaneo aumentano di circa l'8-10%, allora il numero di depressi cresce dell'1% tra i giovani (18-34 anni), del 2,3% tra i 35-49enni, dello 0,8% tra 50enni e over-50''.

A confermare questa tendenza è anche la Società italiana di psicopatologia (Sopsi) che terrà il suo congresso a fine febbraio. Secondo il sondaggio di Ispo, commissionato nel 2013 dalla Fondazione Irccs Ca' Granda, il 48% degli italiani consiglierebbe un medico o uno specialista ad un amico in difficoltà. Infine, se c'è da scegliere tra parlare con un medico o tenere per sé i propri problemi, il 46%, dopo un momento di imbarazzo, si reca dal medico o da uno specialista; il 33% non si rivolge a nessuno e risolve il problema da solo; il 21% va subito o quasi dal medico o da uno specialista. "L'aggravarsi della crisi finanziaria stessa, la mancanza di sicurezze lavorative e di guadagno – sottolinea Carlo Altamura, presidente di Sopsi - determinano esaurimento e stress che sfociano in fragilità già presenti negli individui. Ha aggravato malattie esistenti oppure ne fa insorgere di nuove negli individui.

Di fronte a questi studi su cui si nota una certa disattenzione e sottovalutazione delle conseguenze sociali, si aprono dubbi e domande a cui dare risposta. Qual è la risposta sociale a questo malessere? In un editoriale di pochi mesi fa si rifletteva sulla fragilità esistenziale dei nostri tempi. Oggi, questi studi sanciscono il rischio di un malessere generalizzato che non vede adeguata risposta pubblica per quanto riguarda le cure e l'inclusione. Al contrario si assiste a un rapido depotenziamento delle risposte socio-sanitarie e del welfare locale che, insieme al rilancio di politiche dignitose del lavoro, sono fondamentali per riparare i danni di una crisi economica che non accenna a finire.

 

Giuseppe Manzo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 14:20
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Giugno 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30