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Venerdì, 19 Aprile 2019

DIAZ: ORA IL REATO DI TORTURA IN ITALIA

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 08, 2015

La sentenza di Strasburgo mostra due gravi mancanze per il nostro Paese: la mancanza del reato e dei responsabili sulla mattanza della Diaz

Dopo 14 anni la Corte europea dei diritti umani ha dato ragione a chi, già in quelle tragiche ore del G8, denunciava torture, abusi e violenze delle forze di polizia a Genova. Nel nostro Paese giovani di tutto il mondo sono stati torturati senza motivo in una scuola: una fatto degno della peggior dittatura. Ora è arrivato il momento di fare due cose e in fretta: introdurre il reato di tortura e i responsabili di quei gravissimi atti paghino.

Antigone rilancia la petizione on line e chiede al premier Matteo Renzi di farsi garante dell'introduzione del reato di tortura. Si tratta di un ritardo gravissimo per il nostro Paese che resta distante dagli altri paesi europei sul tema dei diritti.

"Un ritardo rilevato e stigmatizzato dalla stessa Corte europea – dice Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia - nella sentenza che ha dato ragione al ricorso di Arnaldo Cestaro, una delle vittime dei pestaggi seguiti all'irruzione notturna nella scuola Diaz, uscitone in barella con diverse fratture. Il collegamento tra la violazione dei diritti umani e l'assenza del reato di tortura emerge con evidenza dalla lettura della sentenza".

Paghino i responsabili

È sufficiente l'introduzione del reato di tortura? No, non basta. Ora è necessario che i responsabili di quei fatti gravissimi paghino. Oggi alcuni di questi "uomini di Stato" ricoprono ruoli importanti, a partire da chi allora era a capo della polizia e oggi è presidente di Finmeccanica: Gianni De Gennaro.

E Marchesi spiega come l'introduzione del reato e la piena responsabilità siano collegati: "Le cronache dei 25 anni successivi ci parlano di rinvii, annacquamenti, emendamenti vergognosi ai vari tentativi, tutti vani, di introdurre il reato di tortura nel codice penale. Ciò che successe alla Diaz, e con ancora maggiore evidenza e gravità nella caserma di Bolzaneto nelle ore e nei giorni immediatamente successivi ci dice che la presenza del reato di tortura nel codice penale avrebbe, allora (e in seguito in ulteriori casi), fatto la differenza: evitato la prescrizione, fatto emergere anche sul piano della sanzione la gravità degli atti commessi dai pubblici ufficiali giudicati responsabili (ma di altri reati...). L'auspicio è che il parlamento italiano voglia cogliere l'ennesimo appello, proveniente stavolta dal massimo organo di giustizia europeo, a fare presto e bene".

Ora la parola al governo e al Parlamento: serve una seria credibilità per lavare l'onta del G8 di Genova.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 14:39
Giuseppe Manzo

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