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A TREVISO LA DEMOCRAZIA BRUCIA

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 16, 2015

A fuoco letti e mobili di un centro per migranti. Il governatore Zaia: "hanno fatto bene". Tra i cittadini i neofascisti di Forza Nuova

Hanno bloccato l'arrivo del cibo, provocato una rissa con gli operatori che gestiscono il centro di accoglienza e poi hanno dato alle fiamme letti e mobili della struttura. A Treviso accade ciò che da tempo è stato previsto: dalle parole e dai proclami xenofobi ai fatti, alla violenza. Cittadini e neofascisti di Forza Nuova insieme sono i protagonisti di ciò che sta avvenendo nel comune veneto ma c'è un altro aspetto ancora più grave. Il governatore Luca Zaia difende e approva gli atti di teppismo: "hanno fatto bene". E scatena una guerra istituzionale contro il prefetto che ha assegnato Quinto di Treviso come luogo di accoglienza.

 

Siamo di fronte a un episodio gravissimo. La democrazia del nostro Paese si trova davanti a un punto di non ritorno: esponenti di un forza parlamentare e di governo regionale approvano atti di violenza razzista. Questi sono i fatti, non servono approfondimenti sul sistema dell'accoglienza in un Paese che dal 2014 è diventato "emigrante" e gli immigrati sono un'emergenza inventata dall'inefficienza e dalla propaganda elettorale. Siamo davanti alla violenza politica, alla rivendicazione di chi siede nelle istituzioni e avalla l'odio razziale quando diventa esercizio di distruzione: la democrazia brucia nel fuoco di Treviso.

 

 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 15:08
Giuseppe Manzo

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