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Martedì, 23 Luglio 2019

SUD E MAFIE: CHI LOTTA E CHI TACE

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 28, 2015

Settimane di attacchi a beni confiscati e aziende virtuose: ecco chi prende posizione. E chi, invece, resta in un gelido silenzio

Un escalation di violenze, attacchi e intimidazioni contro i beni confiscati alle mafie. Calabria e Campania sono le regioni maggiormente colpite come raccontato in questi giorni. Eppure mafia e Sud continuano a non avere l'attenzione politica e mediatica adeguata. Un allarme è stato lanciato anche dall'ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea Romano Prodi. Tra tanto silenzio ecco chi c'è in questa nuova battaglia.

Dopo i fatti di Crotone con i danneggiamenti al vivaio gestito da Terre Joniche, Legacoopsociali e Legacoop hanno affermato la proprio solidarietà: "Tutto il mondo della cooperazione – ha dichiarato il presidente Mauro Lusetti – è con Terre Joniche, perché nella loro azione vivono i valori di tutti noi, quelli che devono spingere avanti ogni giorno il nostro lavoro. L'intimidazione è pesante, ma chi l'ha effettuata deve sapere che non andrà da nessuna parte. Noi continuiamo e da questo episodio traiamo solo nuova forza per non lasciare solo chi sta facendo la propria parte in prima linea e per sostenerlo sempre di più".

In Campania la situazione è ancora più rovente. Teano, Aversa e la Cleprin di Sessa Aurunca, azienda virtuosa che ha denunciato il racket: "Proprio poco fa – ha raccontato poche ore dopo l'attentato – il presidente della Coop Adriatica con la quale stiamo avviando una collaborazione, appena saputo dell'incendio, mi ha chiamato per dichiararsi disponibile a finanziare la ricostruzione".

Infine ieri a Napoli con il furto e le svastiche al Fondo rustico Amato Lamberti poco prima dell'arriva dei giovani di Estate Liberi, il campo estivo di Libera. "Un episodio che preoccupa e inquieta – scrive Libera Campania - Oltre al danno per la cooperativa, è inquietante che l'atto vandalico viene segnato con simboli, apparsi sulle pareti dei capannoni e sulle bandiere , di intolleranza verso chi come la Cooperativa Resistenza si impegna quotidianamente a contrastare il razzismo e la xenofobia promuovendo la pratica dell'accoglienza e della solidarietà. La memoria ha un valore concreto, non solo simbolico, e vedere simboli come le svastiche su un bene confiscato alla camorra e restituito alla città è un attacco a quelli che rappresentano veri e propri presidi di democrazia contro l'intolleranza e l'emarginazione"

Il coordinamento regionale della Campania di Sos impresa-Rete per la legalità, e l'associazione antiracket "Pianura per la Legalità ed in memoria di Gigi e Paolo" esprimono forte solidarietà e partecipazione concreta a Ciro Corona e a tutti gli amici del Fondo Rustico Amato Lamberti colpiti dal vile atto intimidatorio di questa notte. "La violenza e la codardia sono gli strumenti dei peggiori nemici della Legalità e della Giustizia, personaggi che si nascondono a fanno male a chi costruisce il bene, ha dichiarato Luigi Cuomo, coordinatore regionale di Sos impresa-Rete per la legalità e portavoce dell'associazione antiracket di Pianura. Chi credeva, però, di piegare Ciro e l'esperienza del Fondo Amato Lamberti, ha continuato Cuomo, non deve farsi illusione, la solidarietà e la rete che esistono intorno a questa esperienza è più forte di quattro vigliacchi nascosti dietro svastiche naziste che spiegano ancora meglio la infima qualità di persone quali sono gli ancora ignoti autori del furto intimidatorio."

I beni confiscati nelle province di Caserta e Napoli sono sotto attacco da parte della criminalità organizzata. Venerdì l'incendio doloso della Cleprin, azienda di Sessa Aurunca guidata da imprenditori che più volte hanno denunciato estorsioni. Stamattina furti e danneggiamenti nel bene confiscato "Amato Lamberti" di Napoli. Denominatore comune l'essere parte della Nuova Cooperazione Organizzata, una rete di cooperative che da anni realizza una concreta economia legale sui territori martoriati dalla camorra, attraverso un'opera di sensibilizzazione civile e sociale continua. Una rete che ha il suo fulcro a Casale di Principe dimostrando una profonda volontà di riscatto. Un patrimonio sociale e civile che deve essere difeso".

E dal fronte istituzionale? Qui il clima è più tiepido, salvo eccezioni. Dalla Camera interviene il gruppo del Movimento 5 Stelle nella Commissione Antimafia: "I beni confiscati che realizzano percorsi virtuosi devono essere protetti con grande attenzione, perché colpirli è mandare un messaggio di minaccia non solo ai territori dove insistono ma, anche a tutta la lotta antimafia e alla società civile, un'intimidazione che non può passare sotto silenzio. Siamo sicuri dell'impegno delle forze dell'ordine e della magistratura nel fare chiarezza su questi diversi episodi ma è fondamentale che la politica si schieri dalla parte degli onesti che sono in trincea ogni giorno e a cui esprimiamo la nostra vicinanza".

A livello locale è il sindaco Luigi de Magistris a intervenire: "Sono vicino a Ciro Corona e ai soci dell'associazione (R)esistenza anticamorra per l'ennesimo attacco intimidatorio subito questa notte al bene confiscato Fondo Rustico Amato Lamberti di Chiaiano: oltre al furto di molte attrezzature, questa volta l'atto lascia come firma 3 svastiche sulle pareti del Fondo e sulla bandiera di Libera".

Troppo poco, troppi pochi soggetti politici e sociali sono in prima linea per dare un'alternativa al Sud che versa in una condizione economica disastrosa. E troppo poco fa il governo che resta in un gelido silenzio.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 15:11
Giuseppe Manzo

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