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Martedì, 18 Giugno 2019

LA BRUTTA STORIA DI TOUIL: "PSICHE COMPROMESSA, NON RICONOSCE NEMMENO LA MADRE"

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 30, 2015

Accusato, arrestato e ora scagionato dall'accusa di essere un terrorista. Ora rischia la vita da innocente: Asgi lo ha visitato nel Cie di Torino

Una brutta storia quella di Touil, presunto terrorista del museo del Bardo. Era stato già condannato a livello mediatico, a cui si aggiunsero i tweet del premier Renzi e del ministro Alfano. A questo si aggiunge la propaganda leghista contro i "terroristi sui barconi". Scagionato dalle accuse ora è recluso nel Cie di Torino e la sua storia è una nuova pagina inquietante per il rispetto dei diritti nel nostro Paese.

Asgi, Associazione studi giuridici sull'immigrazione, si è racata proprio al Cie di Torino dove è trattenuto Touil Abdelmajid in attesa della sua espulsione in Marocco disposta dalla Prefettura di Milano, dopo che la Corte d'Appello ha stabilito che lo stesso non può essere estradato in Tunisia perché rischia di essere condannato a morte in relazione all'attentato del Bardo dello scorso marzo.

"Abbiamo constatato che le sue condizioni fisiche e soprattutto psichiche sono gravemente compromesse – scrive Asgi - lo sguardo è perso nel vuoto, è incapace di riconoscere le persone - come l'avvocato Fiorentino che l'ha assistito in tutta la procedura finalizzata all'estradizione - e nemmeno la madre la cui voce non ha riconosciuto telefonicamente".

E ancora: "Continua a ripetere di essere innocente, mostrando di non comprendere la situazione in cui si trova, ha difficoltà enormi ad esprimersi in arabo, nonostante l'alternarsi di due interpreti, di cui una di nazionalità marocchina, in una parola ci è stato impossibile dialogare con lui".

La stessa situazione è stata constatata da molte persone presenti, tra cui personale dell'ufficio immigrazione della Questura di Torino (che si è reso estremamente disponibile), Bruno Mellano, (garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale) e Monica Cerutti, assessore regionale all'immigrazione e pari opportunità. Touil Abdelmajid rischia di essere espulso in Marocco, Paese da cui la Tunisia potrebbe chiedere nuovamente l'estradizione, vanificando così la tutela accordatagli dalla Corte d'Appello di Milano e le garanzie previste dall'ordinamento interno, comunitario e convenzionale in materia di asilo.

"Dopo la nota vicenda Shalabayeva – dice Asgi - l'Italia rischia di incorrere nuovamente in un analogo provvedimento che metta a repentaglio i diritti umani fondamentali di una persona che è nella disponibilità delle Autorità italiane". Dove sono finiti i diritti nel nostro Paese?

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 15:35
Giuseppe Manzo

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