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Giovedì, 22 Agosto 2019

IO STO CON SILVIA

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 03, 2015

In un Paese di quotidiani crimini ambientali Silvia Ferrantes, donna e madre di Chieti, a finisce sotto accusa per aver difeso l'ambiente.

Gli ultimi giorni sono stati un calvario di notizie sui crimini ambientali. Discariche abusive scoperte da Nord a Sud, a Verona e Maddaloni. Una multinazionale come la Kuwait Petrolium è sotto inchiesta a Napoli per "aver smaltito illecitamente rifiuti pericolosi". In Basilicata l'Eni vede indagate 37 persone per la gestione dei rifiuti speciali provenienti dalle attività del Cova di Viggiano in Val D'Agri. E ancora c'è la vicenda amianto dell'Isochimica di Avellino, la Terra dei fuochi o la situazione di Brescia mentre l'Italia è al primo posto per mortalità legata all'inquinamento. Eppure capita che in Abruzzo finisca sotto accusa chi difende l'ambiente

Silvia Ferrantes, 37 anni di Paglieta (Chieti) e madre di un bimbo di 5 anni, che ha ricevuto dalla Terna Group 24 diverse citazioni civili per danni pari a 16 milioni di euro per le manifestazioni di protesta contro la presa in possesso dei terreni dove si sta realizzando l'elettrodotto Villanova-Gissi, da 380 kw. Ieri la conferenza stampa a Lanciano appoggiata anche dai sindaci di Lanciano, Mario pupillo, di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli, e di Castel Frentano, Gabriele D'Angelo. Terna, patrocinata dall'avvocato Giulia Bongiorno, oltre a denunce penali contro i sit in messi in atto dai proprietari dei terreni interessati e i cittadini attivisti, ha citato in giudizio civile una cinquantina di persone. La Ferrante è la sola ad aver avuto 24 citazioni tra i 630 mila e 900 mila euro l'una. "Mi aspettavo qualche denuncia - dice la donna - ma non certo 24 e per una cifra di tale portata. E' un atto forte contro una cittadina che vuole difendere il diritto alla salute e alla salvaguardia dell'ambiente e territorio. Un pilone di Terna è a 80 metri dall'abitazione dei miei genitori e dove abito con mio marito e mio figlio di 5 anni, dopo essere rientrata da Roma proprio per poter vivere nella regione Verde d' Europa. Quello di Terna è un forte atto intimidatorio contro chi legittimamente e autodeterminazione vuole decidere del proprio futuro". Anche i tre sindaci si sono opposti all'elettrodotto e hanno fatto ricorsi, di cui tre ancora pendenti. Pupillo ha definito le denunce di Terna "un atto di arroganza per una battaglia contro un'infrastruttura, con procedure non concordate, che riteniamo inutile. Porteremo avanti questa battaglia e saremo al fianco di Silvia Ferrante".

I conflitti ambientali sono diventati la grande questione del nostro tempo. Da anni si ascolta la retorica della sostenibilità e invece continuano grandi opere che passano sopra la volontà di un territorio mettendo a rischio la salute e l'equilibrio dell'ecosistema. Petrolio, rifiuti, trivelle, amianto, polveri sottili sarebbero il prezzo da pagare sull'altare di un vecchio sviluppo economico. In un conflitto bisogna scegliere da che parte stare: #iostoconsilvia.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 15:50
Giuseppe Manzo

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