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Lunedì, 15 Luglio 2019

RIFUGIATI: IL PREZZO DELLA BARBARIE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 21, 2016

La condanna unanime delle organizzazioni laiche e cattoliche dopo l'accordo tra Unione Europea e Turchia sui respingimenti dei profughi: 3 miliardi il costo dell'operazione.

Non una sola voce favorevole, al contrario una condanna unanime di associazione e Ong che lavorano per l'accoglienza e i diritti umani. Dopo l'accordo tra Unione Europea e Turchia sul controllo delle frontiere e sui respingimenti dei profughi non ci sono altre parole per una decisione che ripropone un passato inquietante.

Le reazioni

Per il Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR l'accordo appena concluso tra il Consiglio Europeo e la Turchia è un chiaro mercanteggiamento che si è concluso sulla testa e sulla pelle dei rifugiati. "Così non si risolve ma solo si sposta la crisi europea dei rifugiati" dichiara Christopher Hein portavoce del CIR. "L'accordo prevede che da questa domenica, 20 marzo, tutti i "migranti irregolari" che arrivano in Grecia saranno espulsi in Turchia, dimenticando che la stragrande maggioranza di queste persone sono siriani, iracheni e afgani, quindi rifugiati. Tutto l'accordo si basa sul riconoscimento della Turchia come "Paese terzo sicuro" o come "Paese di primo asilo" per quanti successivamente arrivano in Grecia", aggiunge.

Per Medici senza frontiere "l'accordo con la Turchia dimostra ancora una volta come i leader europei abbiano perso completamente il contatto con la realtà. Il cinismo di questo accordo è evidente: per ogni siriano che dopo aver rischiato la vita in mare sarà respinto in Grecia, un altro siriano avrà la possibilità di raggiungere l'Europa dalla Turchia. L'applicazione di questo principio di porte girevoli riduce le persone a semplici numeri, negando loro un trattamento umano e il diritto di cercare protezione in Europa". Mentre Per Save the children è forte la delusione: "Siamo estremamente delusi dalle notizie che emergono finora sull'accordo raggiunto tra Unione Europea e Turchia sulla politica del uno in cambio di uno. Devono essere protette le persone, non le frontiere"

Durissima è anche la posizione del Centro Astalli con il suo presidente P. Camillo Ripamonti: "inaccettabile che si sia deciso di far rientrare in Turchia i migranti cosiddetti irregolari che hanno compiuto la traversata fino alle isole greche. Si tratta di una misura in aperta violazione delle norme internazionali.Ieri l'Europa ha sancito un accordo in cui il rispetto dei diritti viene usato come moneta di scambio con la Turchia. Un Paese che non applica la Convenzione di Ginevra per i rifugiati ai cittadini che provengono da Siria, Iraq e Afghanistan e che ha molta strada da fare per garantire a tutti diritti umani fondamentali come la libertà di espressione e la tutela delle minoranze".

E ancora, per Oxfam "si tratta di un colpo senza precedenti inferto al diritto di asilo e alle persone che richiedono protezione: l'Europa rinnega il suo passato di patria dei diritti umani e mercanteggia con il destino di centinaia di migliaia di persone in fuga, calpestando in un solo colpo la propria legge, la propria storia e il proprio senso etico". Per Amnesty International con John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale: "Le garanzie sullo scrupoloso rispetto del diritto internazionale sono incompatibili con lo strombazzato ritorno in Turchia, a partire dal 20 marzo, di tutti i migranti irregolari arrivati sulle isole greche. La Turchia non è un paese sicuro per i migranti e i rifugiati e ogni procedura di ritorno sarà arbitraria, illegale e immorale a prescindere da qualsiasi fantomatica garanzia possa precedere questo finale già stabilito".

Sono prevalse paura e chiusura, sentimenti che conducono alla barbarie pagata a suon di euro: 3 miliardi per una Turchia che è lontanissima dal rispetto dei diritti umani. Ed è ancora il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini a esprimere il giudizio definitivo, dalla sua isola "dimenticata": "L'Europa non sta riconoscendo che c'è una grande emergenza umanitaria, ci vogliono politiche più umane e giuste, dobbiamo lavorare per rilanciare una nuova idea del Mediterraneo. L'Europa, fino ad ora, ha mostrato il suo volto peggiore"

Giuseppe Manzo

 

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 18 Luglio 2017 16:15
Giuseppe Manzo

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