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Lunedì, 17 Dicembre 2018

ASILI, CENTRI DI CURA E TELECAMERE: "I BIMBI NON SARANNO AL SICURO"

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 28, 2016

Il ddl approvato dalla Camera fa discutere mentre è in attesa dell’ok al Senato. Interviene Giancarlo Rafele, direttore de La Casa di Nilla

L’approvazione del ddl sulle “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo” ha sollevato dibattito e critiche tra associazioni di utenti e operatori del settore.

Sulla questione interviene Giancarlo Rafele, direttore de La Casa di Nilla, che risponde alle riflessioni del pedagogista Daniele Novara sulla sua pagina facebook:

“Ogni tanto torna alla ribalta il tema della sicurezza dei bambini negli asili nido e con esso il dibattito sulle telecamere da installare in ogni struttura. Ma siamo davvero sicuri che si tratti della cosa giusta? Davvero dobbiamo gioire se il Senato approverà la legge già approvata dalla Camera? I casi di vessazione sui bambini si prevengono con un’adeguata e rigorosa selezione del personale e con una continua formazione dello stesso. I bambini sono al sicuro se hanno buoni insegnanti, non se hanno le telecamere nel loro asilo che, inevitabilmente, cesserebbe di rappresentare un luogo sicuro”.

“Le telecamere non danno la qualità educativa ed i maltrattamenti si evitano a monte selezionando le persone giuste da mandare in classe. In questo modo, inoltre, si delegittimerebbero gli insegnanti che da “coloro che hanno la cura dei bambini” si trasformerebbero in “coloro che possono picchiare i bambini” al punto da metterli tutti sotto sorveglianza. Ultima questione: le telecamere verrebbero installate in tutte le stanze, bagni e ripostigli compresi? Altrimenti sarebbe uno spreco di ingenti risorse (un business per molte ditte), considerato che una maestra psicopatica se ne guarderebbe bene dal picchiare un bambino davanti alla telecamera. Lo farebbe in una delle stanze sprovviste di dispositivo. Mi pare pacifico".

"Siamo il primo paese al mondo a pensare ad una cosa del genere, nonostante i casi di maltrattamenti avvengano ovunque. Per dirla come il pedagogista Daniele Novara, "o siamo i più cretini o siamo i più lungimiranti". Su quest’ultima ipotesi, francamente, nutro più di un dubbio”.

@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 19 Luglio 2017 13:24
Giuseppe Manzo

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