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Martedì, 18 Giugno 2019

QUALE BENESSERE SENZA FIDUCIA (E PARTECIPAZIONE)

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 14, 2016

Il “benessere” è a rischio a partire dalle nostre relazioni personali, la capacità di credere nel prossimo più vicino che sembra invece lontanissimo

La fotografia dell’Istat con il rapporto Bes racconta molti aspetti, alcuni già noti, sulla situazione che vive il nostro Paese. Innanzitutto le condizioni materiali, su cui c’è un focus specifico. Poi emerge, anzi ritorna, un altro aspetto: lo stato delle relazioni sociali e la fiducia. L'Italia sembra che sia piombata in un lento logoramento, in una grigia resa che porta alla chiusura totale. Non solo verso il diverso, i migranti o i soggetti su cui piombano le colpe del degrado ma pure verso l'intera comunità che ci circonda. Un tema delicato, anche complicato, su cui l'Istat fornisce dei numeri da cui partire. 

Quale comunità?

“La soddisfazione per le relazioni interpersonali è molto bassa nel nostro Paese. Solo due persone di 16 anni e più su dieci esprimono un’elevata soddisfazione (tra 9 e 10) per i rapporti personali con parenti, amici e colleghi (17 punti percentuali in meno della media europea. È invece molto diffusa la possibilità di ricevere sostegno o aiuto dalla rete parentale e amicale, così ha dichiarato l’85,6% della popolazione; questo valore, pur alto, è ancora una volta inferiore alla media europea pari al 93,3%. La fiducia negli altri, in linea con la media europea, è piuttosto contenuta, pari a 5,7 su una scala da 0 a 10”. Sono questi i dati salienti di un Paese in cui si sta perdendo forza nel principale ambito della personale e quotidiana comunità.

Da questo sentimento viene fuori, come conseguenza, un altro: “la partecipazione politica e civica scende invece da 66,4% a 63,1%, proseguendo l’andamento negativo iniziato nel 2014. La flessione è generalizzata e interessa tutte le ripartizioni geografiche, uomini e donne e tutte le fasce di età, soprattutto quella tra i 35 e i 59 anni”.

E il Sud, ovviamente, marca un passo indietro ulteriore: “nel Mezzogiorno tutte le forme di reti sociali risultano più deboli rispetto al resto del Paese. Il divario territoriale si è però mitigato nell’ultimo anno, almeno per quel che riguarda la soddisfazione degli individui per le relazioni familiari e amicali, grazie al calo più marcato di soddisfatti nel Centro-Nord, dove la soddisfazione è storicamente più alta”

Parola d’ordine: sfiducia

Lo aveva anticipato il rapporto Censis, lo conferma il Bes: “Malgrado l’inversione di tendenza rispetto al 2015, resta alta nel 2016 la sfiducia dei cittadini nei confronti di partiti (voto medio 2,5), Parlamento (3,7), Consigli regionali, provinciali e comunali (voto medio 3,9), e nel Sistema giudiziario (4,3)”. La valutazione è superiore alla sufficienza solo per Vigili del fuoco e Forze dell’ordine, che insieme registrano un voto medio di 7,2, in aumento rispetto al 7,0 dell’anno precedente

Bes sta per Benessere equo e sostenibile. L’equità è un ricordo lontano quanto la sostenibilità della nostra economia. Il “benessere” è a rischio a partire dalle nostre relazioni personali, la capacità di credere nel prossimo più vicino che sembra invece lontanissimo. Ed è forse qui che si gioca la partita decisiva per il nostro Paese. Credere nelle persone e nella comunità significa poter mettere le basi per il cambiamento, costruire alternative solide. Le future generazioni devono ripartire da qui: riappropriarsi della fiducia per conquistare un nuovo benessere.

Giuseppe Manzo

@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 19 Luglio 2017 13:29
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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