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Venerdì, 19 Aprile 2019

MERCY NATA SULLA NAVE DI MSF CHE PUÒ FINIRE SOTTO INCHIESTA

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 22, 2017

Sulla nave di Msf è nata la piccola Mercy. Nelle stesse ore il procuratore di Catania annuncia di aprire inchieste contro le Ong anche “se non fanno profitto” salvando i migranti.

Poco prima dell'arrivo della nave Aquarius al porto di Catania e' venuta alla luce la piccola Mercy, la 947esima passeggera della nave soccorso gestita da Medici senza frontiere e Sos Mediterranee. A darne notizia Msf in una nota. Eppure le future piccole Mercy rischiano di non nascere più o almeno di non farlo in sicurezza secondo le intenzioni di un magistrato. Procedendo con ordine, vediamo i numeri.

Morti e salvataggi nel 2016

Per il terzo anno consecutivo Medici senza frontiere è impegnata in operazioni di ricerca, soccorso e assistenza medica nel Mediterraneo centrale. “In quanto operatori umanitari, ci rifiutiamo ancora una volta di restare a guardare dal molo”.

Dal 1 gennaio al dicembre 2016 almeno 4.690 uomini, donne e bambini sono morti cercando di attraversare il Mediterraneo, circa 1.000 in più rispetto a tutto il 2015. Questo numero non si deve a un aumento significativo degli arrivi ma solo a un’aumentata mortalità. Nel 2016, circa 1 persona su 41 è morta nella traversata.

“Da aprile a novembre 2016 – dichiara Msf - le nostre équipe a bordo di tre navi - Dignity I, Bourbon Argos e Aquarius - hanno soccorso direttamente 19.708 persone da barconi sovraffollati e assistito ulteriori 7.117 persone trasferendole in modo sicuro in Italia e offrendo loro cure mediche a bordo. Complessivamente abbiamo assistito almeno una persona su sette tra tutte quelle soccorse nel Mediterraneo, in decine di operazioni coordinate dalla Guardia Costiera Italiana”.
A partire da Marzo Msf è in mare con una nuova imbarcazione, la Prudence, che può ospitare a bordo 600 persone e altre 400 in caso di estrema necessità. Con 13 persone dello staff MSF a bordo, tra cui diversi italiani, e 17 membri dell’equipaggio, la nave è equipaggiata per fornire primo soccorso a bordo ed è dotata di pronto soccorso, ambulatorio, farmacia e aree per trattare i casi più vulnerabili.

Il procuratore di Catania contro le Ong

I giovani scafisti costretti dalle organizzazioni criminali a fare da 'driver' a natanti carichi di migranti agiscono sotto stato di necessità, per questo non è configurabile per loro il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. E' la linea della Procura di Catania, contenuta in una circolare del procuratore Carmelo Zuccaro, illustrata dal magistrato durante la sua audizione a Palazzo San Macuto davanti la commissione Schengen. La decisione fa seguito anche a pronunce del Tribunale del riesame.

Le Ong mettono in "scacco" le inchieste sul traffico - "Dobbiamo registrare una sorta di scacco che la presenza di Ong provoca all'attività di contrasto degli organizzatori del traffico di migranti". Così parlò il procuratore Carmelo Zuccaro, sottolineando come "l'intervento immediato delle navi delle Ong rende inutile le indagini anche sui 'facilitatori' delle organizzazioni criminali, rendendo più difficili le indagini".

Poi arriva un passaggio che lascia di stucco per il passaggio logico del suo ragionamento. "apriremo un'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nei coinfronti delle "Ong che non inseguono profitti privati, ma si rendono responsabili della violazione dell'art. 12 della Bossi-Fini, non appena si verificherà uno di questi casi. Perché - ha aggiunto - si può dubitare del fatto che si sceglie sempre il porto d'approdo e si portano in Italia migranti che non dovrebbero arrivare".

Le Ong salvano vite umane anche senza fare profitto, ma la loro colpa sarebbe la violazione della Bossi-Fini che continua non solo ad esistere ma non ostacola il traffico di essere umani, il maggiore business della tratta. Quello dove si fanno più profitti, appunto.

G.M. (Fonte dichiarazioni Procura: Ansa)

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 19 Luglio 2017 13:40
Giuseppe Manzo

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