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Giovedì, 22 Agosto 2019

IMMIGRAZIONE: APPROVATO IL DECRETO MINNITI CHE NESSUNO VUOLE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 29, 2017

Associazioni laiche e cattoliche, gli operatori e le cooperative sociali, la magistratura, i giuristi: il decreto approvato oggi sull’immigrazione non piace a nessuno.

Approvato il decreto Minniti sull’immigrazione. In questo mese abbiamo seguito l’iter che ha scatenato polemiche e critiche. Si sono moltiplicate le prese di posizione di una grande fetta del Paese contraria al sacrificio dei diritti umani e delle garanzie costituzionali in nome della sicurezza: i nuvoi Cie chiamati Cpr, l’abolizione dell’appello per richiedenti asilo, il divieto per le fasce sociali più disagiate nei centri storici e turistici.

Durante la manifestazione del 25 marzo in occasione dei 60 anni per i Trattati di Roma indetta da “Nostra Europa”, un cartello di associazioni e sindacati tra cui Arci, Acli, Legambiente e Cgil, il ministro della Giustizia Andrea Orlando è stato contestato e poi invitato a lasciare quella piazza proprio per le ragioni dovute a questo decreto.

Ci sono stati appelli al Parlamento che poi ha dovuto votare la fiducia posta sul provvedimento. La magistratura, dall'Anm dalll’alto presidente di Cassazione fino a Magistratura democratica hanno puntato il dito contro l’abolizione di un grado di giudizio (l’appello). Legacoopsociali ha dichiarato la propria contrarietà alla trasformazione dell’operatore sociale in pubblico ufficiale. Operatori sociali che, con un’iniziativa senza precendeti, si sono autoconvocati per “disobbedire” a questo nuovo ruolo.

Ancora oggi le associazioni che sono scese in piazza a Montecitorio non usano mezzi termini, come Arci: “Lontano dal risolvere i problemi davanti ai quali si trova il sistema italiano, oltre a criminalizzare rifugiati e immigrati, questo decreto metterà ancora più in difficoltà il sistema di accoglienza aumentando i tempi di attesa e la spesa pubblica”.

La Caritas esprime perplessità: “si torna al vecchio binomio immigrazione-sicurezza. I Cie, purtroppo non riescono a svolgere la funzione per cui sono nati, risultano molto costosi e sono spesso oggetto poi di comportamenti fortemente lesivi dei diritti delle persone - ha affermato a Radio Vaticana il responsabile immigrazione della Caritas, Oliviero Forti”.

Intanto gli operatori sociali autoconvocati a Roma lo scorso 8 aprile hanno lanciato la campagna #IoDisertocostituendo una Rete nazionale che respinge il provvedimento su cui è stata votata la fiducia al governo. 

In tutto questo tempo non sono arrivate risposte nel merito della svolta securitaria sul tema immigrazione da parte del Governo. Resta un provvedimento che propone punti programmatici di una destra "populista" che nei banchi parlamentari, però, sarebbe all’opposizione. Non è stato preso in considerazione il clima culturale in cui si approva questo decreto, soprattutto sul fronte del razzismo dilagante con i rifugiati e i migranti spesso aggrediti o addirittura uccisi per motivi razziali. E mentre le Ong, come Medici Senza Frontiere, che con le loro imbarcazioni salvano vite umane nel Mediterraneo finiscono sotto attacco. O ancora arrivano sindaci che vietano la distribuzione del cibo ai migranti, tanto da far indignare anche i sindacati di polizia come a Ventimiglia. 

È mancato l’ascolto di fronte alle voci di quella società civile che spesso viene tirata per la giacca e chiamata a dire la propria sulle scelte della politica. In questo caso è la società civile stata ignorata, come i diritti sacrificati sull’altare di una presunta sicurezza.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 19 Luglio 2017 13:42
Giuseppe Manzo

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