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Sabato, 14 Dicembre 2019

IL PARTITO UNICO DEL "DECORO" GENERA MOSTRI

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 22, 2017

Nel nome del “decoro urbano” si assiste a una stretta securitaria e repressiva che insegue tormentoni mediatici ed esigenze politiche del momento

Prima e dopo l’approvazione del decreto Minniti si sono levate voci contro da un intero universo civile. Associazioni per i diritti, operatori sociali, magistrati, giuristi e settori della Chiesa hanno mostrato tutta la loro contrarietà e preoccupazione. In primo piano c’è la questione migranti con l’apertura di nuovi Cie (Cpr) e il rischio di puntare il dito contro clochard e ultimi della società.

La cronaca di questi giorni ci racconta come quei rischi concreti si stiano applicando a settori più larghi del Paese. Nel nome del “decoro urbano” si assiste a una stretta securitaria e repressiva che insegue tormentoni mediatici ed esigenze politiche del momento. Questo aspetto non riguarda solo il governo ma anche amministrazioni comunali di “opposizione” creando una sorta di partito unico del decoro. Questo nuovo processo, però, non è distante dal Paese e dal suo malessere sociale che spinge costantemente a individuare “mostri” da sbattere contro il muro.

Due casi di cronaca

A Torino, dopo i fatti gravi di Piazza San Carlo durante la finale di Champions League, il sindaco Appendino ha dirottato la priorità della sicurezza urbana contro le zone della movida. Nel mirino la vendita e il consumo di alcol. Nulla di clamoroso nella normale azione amministrativa fino a due giorni fa quando si sono presentati plotoni antisommossa che senza distinzione hanno caricato e danneggiato persone, tavolini e locali commerciali. È stata messa in campo una forza sproporzionata in un luogo della città dove studenti e famiglie trascorrono momenti di relax e incontro.

Più a Sud, a Napoli, l’Amministrazione de Magistris si è ritrovata nel vortice delle polemiche per l’applicazione del decreto contro ambulanti (napoletani e migranti). Eppure a far da detonatore in questa settimana è stato un altro evento sul fronte “decoro” urbano. Un video girato e inviato attraverso le chat, poi pubblicato da quasi tutte le testate on line, mostra due giovani che fanno sesso in piazza. Dopo il dibattito, le manie da voyeurismo perbenista e le polemiche dei giorni successivi ieri sera la donna viene individuata e fermate dalla polizia intervenuta in forze nella stessa piazza del misfatto. Come a Torino la risonanza mediatica ha portato la Questura ha usare mezzi e uomini con modalità “esemplari” in una città devastata dalla questione sociale e che silente accetta, senza scandalo, le minorenni vittime di tratta in strada a prostituirsi negli stradoni di periferia alla luce del sole.

I diritti a rischio

La pancia della società diventa “politica” che fa leggi e propaganda su misura. La risposta securitaria è quella più immediata di fronte a un Paese che vede peggiorare gli indicatori di povertà e la fuga di mezzo milione di lavoratori in 8 anni. Il “decoro” e l’ “ordine” sono i vecchi-nuovi pilastri di fronte alla domanda di protezione sociale, smarrimento culturale e trasformazione urbana.

Se questo fenomeno è solo all’inizio una conseguenza dei mostri che genera ha avuto una sua anteprima a Roma lo scorso martedì. Durante il flah mob di Amnesty International nella Giornata Mondiale del Rifugiato un giovane attivista ha criticato il decreto Minniti in un suo intervento. Subito dopo è stato identificato da un poliziotto (per il reato di opinione?) che, non contento, ha chiesto di dissociarsi da quanto dichiarato dal ragazzo agli organizzatori della manifestazione. Un’ingerenza sul diritto al dissenso e alla libertà di opinione che lascia sconcertati e apre scenari inquietanti.

Con le prossime elezioni alle porte si sta alzando una nuova bandiera che riunisce maggioranze e opposizioni in un partito unico: quello che ha bisogno di nuovi "mostri" per contendersi gli ultimi voti dei pochi votanti rimasti. Una possibile evenienza che non porterà nulla di buono al Paese, soprattutto per i nostri diritti.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 19 Luglio 2017 13:56
Giuseppe Manzo

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