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Venerdì, 14 Dicembre 2018

UNA NUOVA STAGIONE DELL'ODIO RAZZIALE

Scritto da  Redazione Set 06, 2017

Si sta aprendo una stagione di razzismo propagandato e legittimato che vede tutte le responsabilità davanti ai nostri occhi: istituzioni, magistratura, media e il silenzio di troppi.

"Gli ebrei sono pidocchi e portano il tifo". Questo veniva raccontato nella Germania nazista del 1936. "Dopo la miseria portano le malattie": questo il titolo di Libero (insieme ad altre testate come Il Giornale, Il Tempo) nell’Italia del 2017 in riferimento al caso di malaria che ha causato la morte di una bimba di 4 anni.

Siamo di fronte a una notizia falsa, l’ennesima sulla pelle di migranti e rifugiati. Siamo davanti a un’escalation di propaganda a mezzo stampa partita in primavera con la bufala delle Ong “in affari con gli scafisti”: inchiesta che ad oggi non ha visto alcun provvedimento giudiziario delle Procure siciliane. Eppure è stato un nuovo codice di condotta che ha spinto diverse organizzazione come Msf a ritirarsi momentaneamente dal Mediterraneo dopo aver rifiutato di firmare quel documento dalla ignara collocazione giuridica.

Siamo immersi in una vera e propria spirale che avevamo già previsto a fine luglio prima della pausa estiva. La bufala divampa sui media (i social network non sono i soli “responsabili”), il leader politico di turno commenta con ferocia verbale, sulla rete si scatena la canea spesso organizzata e dalle istituzioni arrivano provvedimenti che cavalcano l’onda per farsi legittimare. È ciò che è accaduto a Roma durante e dopo gli sgomberi di piazza Indipendenza e le successive aggressioni ai danni dei rifugiati. La quotidianità è pervasa, ormai, da convinzioni e da un vocabolario composto esclusivamente di odio razziale e notizie false che giustificano tale accanimento.

Si sta aprendo una stagione di razzismo propagandato e legittimato che vede tutte le responsabilità davanti ai nostri occhi: istituzioni, magistratura, media e il silenzio di troppi. Si apre una stagione che conviene a chi si trova alla vigilia di una campagna elettorale che avrà solo questo tema su cui si sbraneranno per i consensi. Non bastano le scuse del ministro Marco Minniti che ha parlato di “tenuta democratica” a rischio alimentando questo odio scatenando le parole durissime di Gino Strada e della senatrice Pd Rosaria Capacchione, giornalista sotto scorta. Non è soltanto la creazione del nemico sociale, più debole, che un’istituzione non deve legittimare ma siamo al radicamento di una sottocultura che è ormai di massa: quel consenso che il nostro Paese ha vissuto durante il Ventennio fascista.

Chi si considera democratico e aperto a una forma di civiltà che ha cancellato gli orrori della storia deve dirlo e praticarlo veramente, senza ambiguità. Chi fa informazione prenda posizione e le distanze da un giornalismo di propaganda, pubblicando notizie vere. Chi sta nelle istituzioni dia priorità alle sofferenze sociali e al divario territoriale che vive il nostro Paese. La nuova stagione dell’odio razziale è iniziata e se non si inizia anche a fermarla la pagheremo cara, tutti.

Giuseppe Manzo (nella foto di repertorio: rifugiati in fila sotto la neve che richiama le immagini dei campi di concentramento nazisti)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 12 Settembre 2017 23:32
Redazione

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