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Lunedì, 19 Novembre 2018

PRIMA GLI ITALIANI, MA RICCHI: LA GUERRA AI POVERI TRA TASER, SGOMBERI E REPRESSIONE In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 05, 2018

Sgomberi, taser e repressione. La ripresa dalla pausa estiva annuncia la ricetta del “governo del cambiamento” di fronte al disagio sociale. C’è da dire che molti dei provvedimenti sono in continuità con legislatura e governi precedenti. A questo aspetto, poi, bisogna si aggiunge la costante campagna anti-migranti del ministro Salvini in tutte le sue declinazioni: sbarchi, accoglienza, Ong, sicurezza. Poveri e migranti sono nel mirino della “bestia”, termine con cui è stata definita la strategia di comunicazione del ministro leghista e del suo staff. Sono disposizioni che si aggiungono all'intenzione di introdurre la flat tax ed entrano in corto circuito con il reddito di cittadinanza promesso nel 2019 dal ministro dello sviluppo economico Di Maio. 

Sgomberi

Ieri decine di agenti delle forze dell'ordine sono intervenuti per allontanare gli occupanti del Residence sociale “Aldo dice 26x1” dagli ex uffici di proprietà Alitalia, abbandonati da dieci anni, in piazza Mapelli a Sesto San Giovanni. È durata meno di 48 ore la loro ultima occupazione abitativa. Erano entrati nella notte fra sabato e domenica. Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano (Forza Italia), che da due giorni chiedeva l'immediato intervento della forza pubblica.

Questo è il primo atto di un autunno che avrà, secondo Salvini, un unico faro: la difesa “della proprietà privata che è sacra”. Non solo gli occupanti di case finiscono nel mirino. A Lecce il Canaglia è primo centro sociale è caduto nella direttiva del Viminale.

Contro questa circolare si sono sollevate anche voci istituzionali come l’Anci. "Una circolare – dichiara Antonio Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari - non può superare un decreto, una norma. E la norma prevede che lo sgombero avvenga in maniera pianificata, all'interno di un tavolo che e' il coordinamento metropolitano dove il prefetto insieme ai sindaci, alle forze dell'ordine, alla Regione programma e pianifica uno sgombero cercando di dare soluzioni alternative a chi vive una condizione di fragilita', a chi vive una condizione di disagio dal punto di vista economico e sociale".

Intanto l’Ordine degli assistenti sociali protesta perché vede nella figura del mediatore sociale un vero e proprio esecutore di “pubblica sicurezza”: “elemento questo del tutto incompatibile con i principi della professione disegnati dalla legge che la regola oltre che dal discendente codice deontologico”, dichiara il presidente Gazzi.

Taser

Dal 2000 ha provocato 1000 morti. È  nel mirino delle organizzazioni umanitarie per i danni neurologici permanenti. La stessa casa di produzione ha ammesso una percentuale preoccupante di rischio mortale. Questi i numeri del Taser, la pistola che rilascia scariche elettriche, in dotazione da oggi alla polizia italiana. La legge che ha adottato quest’arma è stata approvata nella precedente legislatura. Antigone ritiene che “il prezioso lavoro delle forze dell'ordine potrebbe essere meglio supportato in altro modo, ad esempio attraverso un serio supporto alle tecnologie investigative piuttosto che all'acquisto di armi potenzialmente letali”. Eppure è arrivata la proposta di introdurla anche nelle carceri: una proposta che il presidente Patrizio Gonnella reputa “una follia inutile e pericolosa

C’è da dire che quest’arma, nella stragrande maggioranza dei casi, viene usata per controlli e azioni di “routine” e non in operazioni sensibili (mafie, terrorismo) dove sono opportune le tradizionali armi in dotazione. Il rischio è quello di un suo utilizzo contro ladri di galline o soggetti contro cui si perpetra un uso spropositato della forza. Senza dimenticare che siamo in un Paese che non ha ancora metabolizzato i casi della Diaz, di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi. E dove la contestatissima legge sulla tortura vuole essere resa ancora più “tiepida” da alcune forze politiche di destra.

Droghe e scuola

Un altro fronte caldo riguarda la circolare del 26 agosto contestata dal Forum Droghe. Riguarda disposizioni per videosorveglianza, polizia locale e daspo urbano contro lo spaccio e uso di sostanze fuori gli istituti scolastici. Alla parte repressiva manca completamente un riferimento sulla prevenzione di un fenomeno che riguarda la salute e il disagio giovanile. Per Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe "la direttiva del Ministro Salvini mette in evidenza due cose: che per il Governo in carica i consumi giovanili di sostanze illegali si affrontano con telecamere e vigili urbani, e che sulle droghe questo Governo è a guida leghista. Che fine hanno fatto i Ministeri delle Politiche Sociali e della Salute che pure dovrebbero essere in prima linea sulle azioni di prevenzione degli abusi di droghe? E il Ministro dell'Istruzione, visto che si parla di scuole?”.

Senza casa, migranti, studenti e dipendenze. Il disagio sociale viene gestito come ordine pubblico e repressione. Questo avviene in un Paese dove lo stesso Viminale registra una diminuzione dei reati nel confronto tra le due ultime stagioni estive. Un Paese dove l’unico crimine che aumenta è quello contro le donne. Siamo di fronte alla “bestia” che muove la guerra contro i poveri perché "la proprietà privata è sacra". E perché il vero slogan è: prima gli italiani, ricchi.

L'ultima modifica Mercoledì, 05 Settembre 2018 11:51
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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