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Mercoledì, 08 Luglio 2020

COVID 19, LA LOMBARDIA DELLA LEGA NORD CHIEDE AIUTO ALLE ONG: SMASCHERATA LA PROPAGANDA In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 09, 2020

Messe alla sbarra per aver soccorso i migranti sui barconi. Colpite da una feroce campagna politico-mediatica come “scafisti”. Da due anni il nemico numero uno dei “sovranisti” nostrani. Oggi la Lombardia a guida Lega Nord di Matteo Salvini chiede aiuto con il cappello in mano a Emergency e Medici Senza Frontiere per l’emergenza coronavirus: "il loro aiuto è necessario" dice l'assessore della giunta regionale.

E non è un caso che lo stesso Salvini è calato nel silenzio più totale crollando nei sondaggi: i virus non lo hanno portato i migranti dai barconi ma un bianco italiano, la regione più colpita è la Lombardia non una del Sud, a trovarsi in grande crisi è “il modello sanitario lombardo” mentre l'ex ministro dell'Interno si copre di ridicolo attaccando il governo in un momento di emergenza nazionale. Una sconfitta su tutta la linea mentre c’è un Paese che ora prova a reagire e praticare il buon senso contro le fake news e il panico, l’esatto opposto di una propaganda che per anni ha costruito odio, rancore e insofferenza verso ogni comportamento di convivenza civile.

"Nel frattempo continuiamo a lavorare nei nostri ambulatori - dichiara Emergency fondata da Gino Strada -, con un protocollo di triage che permette di individuare pazienti con sintomi compatibili con il virus, di informarli e indirizzarli ai servizi competenti in un’ottica di tutela della salute pubblica. Molti nostri pazienti appartengono alle fasce più vulnerabili della popolazione (migranti, senza tetto, rom ) e in questo momento hanno ulteriori difficoltà di accesso ai Servizi del Sistema Sanitario Nazionale. L’informazione è fondamentale per questa fascia di popolazione perché molti di loro non hanno accesso all'informazione basilare sulle norme di prevenzione del contagio predisposte dal ministero della Salute"

Medici senza frontiere si è mossa a livello nazionale, contattando il Governo e in particolare il Ministero della Salute. “Nella situazione straordinaria causata dalla diffusione del Coronavirus in Italia, abbiamo offerto il nostro aiuto alle autorità sanitarie italiane mettendo a disposizione i nostri medici e la nostra esperienza -spiega Claudia Lodesani, infettivologa e presidente di Medici senza frontiere in Italia -. Siamo in contatto con la taskforce del governo per capire dove e in che modo potremo dare il nostro supporto e definiremo insieme i dettagli in base ai principali bisogni”.

“Sono tanti gli italiani che partono in missione con noi e tanti di loro sono sanitari impegnati ogni giorno negli ospedali del nostro paese -aggiunge la presidente di Msf Italia-. In questo momento difficile ci è sembrato doveroso mandare un segnale di solidarietà ai nostri colleghi e di vicinanza alla popolazione italiana, cercando di contribuire nel nostro piccolo al grandissimo sforzo che il sistema sanitario nazionale sta compiendo senza sosta da più di un mese”. Medici senza frontiere ha offerto il proprio supporto anche in altri paesi in cui lavora. "Siamo in contatto con le loro autorità sanitarie e uffici Organizzazione mondiale della sanità nel caso fosse ritenuto utile", conclude.

Questo virus ha messo, probabilmente, fine a una “bestia” politico-comunicativa svelando come sia fragile un sistema economico e sociale che lascia a terra i più deboli e i più fragili o chi vive di lavoro. Da questa crisi si cela l’occasione per ricostruire questo Paese, con il buon senso e con la civiltà di un nuovo modello economico.

L'ultima modifica Lunedì, 09 Marzo 2020 12:11
Giuseppe Manzo

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