Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Domenica, 01 Agosto 2021

SEMI-PARALIZZATO MA RESTA IN CARCERE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 19, 2014

Appello del direttore del carcere di Opera, penitenziario "costretto" a violare la legge: "nessuno ha voluto prenderlo in carico"

L'ennesima storia di abbandono e reclusione. Arriva da Milano un'altra vicenda che segna l'assenza di strutture e welfare adeguati. Così il carcere di Opera è costretto a violare la legge per evitare che stia per la strada. Romeno, 28 anni, il detenuto ha già due volte cercato il suicidio. A lanciare l'appello Giacinto Siciliano, direttore del carcere.

 

Il Tribunale ne ha ordinato la scarcerazione per incompatibilità con il carcere già da novembre. Eppure è costretto ancora a stare recluso al carcere di Opera (Milano), perché non esistono altre strutture dove mandarlo. È la surreale storia di un detenuto di 28 anni, romeno, nullatenente, che per due volte ha tentato il suicidio in cella. E oggi vive semi-paralizzato. "Abbiamo percorso tutte le strade possibili perché qualche struttura esterna se ne occupi – lancia l'appello alla sottocommissione carceri riunita a Palazzo Marino il direttore del penitenziario di Opera, Giacinto Siciliano – ma nessuno ha voluto prenderlo in carico". Sono sette mesi che il ragazzo sta in cella pur avendo il diritto di starne fuori.

La Garante per i detenuti del Comune di Milano Alessandra Naldi segue il caso da sette mesi. Tutti ne sono informati, eppure la Garante non riesce ad avere notizie positive su come risolverlo: "È un problema di posto, ma anche di risorse", spiega. Infatti una parte della retta per la permanenza del detenuto in una struttura adeguata, una Residenza sanitaria assistenziale, dovrebbe essere pagata dal Comune. Il ragazzo è giovane quindi i tempi di permanenza nella struttura potrebbero essere molto lunghi.
Chi sta rischiando in questa vicenda è il direttore di Opera Giacinto Siciliano. Da quando il ragazzo è stato dichiarato incompatibile al carcere, la struttura è inadempiente. "Parliamo sempre dell'inumanità del carcere, poi siamo costretti a trovare soluzioni anche in queste circostanze dove la responsabilità non sarebbe nostra", commenta Siciliano. Nel caso in cui il detenuto avesse qualunque problema, la responsabilità ricadrebbe sul direttore. Siciliano sta agendo in questo modo "per evitare che il ragazzo venga abbandonato per la strada", visto che è nullatenente.

Oltre alla mancanza di disponibilità, la vicenda del detenuto romeno rivela un'incompatibilità tra i tempi del Tribunale e quelli per ottenere un sussidio per invalidità. Quest'ultimo darebbe diritto ad un'indennità ma i tempi per ottenerlo sono molto lunghi, mentre invece una volta che il Tribunale decide per l'incompatibilità, la scarcerazione dovrebbe essere immediata. 

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 12 Luglio 2017 16:17
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Agosto 2021 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31