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Domenica, 12 Luglio 2020

DAL NORD AFRICA A CASTELVOLTURNO: LA STORIA NON È UN'EMERGENZA

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 19, 2014

Ancora morti in mare: 19 nell'ultimo disperato viaggio. Intanto il governo vuole aprire le caserme mentre esplode la questione accoglienza-integrazione 

I morti nel Mediterraneo sono diventati un corredo mentre ascoltiamo distratti un tg, leggiamo un articolo o come recita un lungo lanco di agenzia: "Dopo i 30 migrati trovati morti su un imbarcazione giunta a Pozzallo, nel ragusano, nella notte un mercantile civile ha soccorso un barcone a circa 60 miglia da Lampedusa. Nella stiva dell'imbarcazione diciannove corpi senza vita, si pensa per intossicazione causata dal fumo del vecchio motore del barcone, mentre altri tre migranti in condizioni critiche sono stati soccorsi immediatamente. Per uno di loro, però, non c'è stato scampo: è deceduto durante il trasporto verso la terraferma. Gli altri due migranti, invece, sarebbero stati trasportati verso gli ospedali di Palermo. I due sarebbero in gravi condizioni a causa di un avvelenamento da monossido di carbonio e si troverebbero attualmente ricoverati in rianimazione. Secondo quanto si apprende in queste ore, l'allarme è stato lanciato questa mattina, intorno alle quattro. Circa 600 i migranti presenti sul barcone al momento dei primi soccorsi". 

Pochi giorni mille migranti sono arrivati a Reggio Calabria, altri a Salerno in questo sabato infuocato. Si registrano tensioni tra Catania e Lamezia dove i richiedenti asilo chiedono di veder riconosciuto il proprio status o altri migranti vagano senza assistenza. E ancora c'è la questione dei minori non accompagnati: oltre 7mila a rischio di cadere nelle maglie criminali. 

Accoglienza: il dibattito

"Un accordo con la Libia, per permettere l'identificazione di chi arriva dal resto dell'Africa, diventi la priorità della nuova Commissione Ue. Non possiamo aspettare ancora, un'intesa arrivi al massimo per la fine di agosto". Lo afferma il deputato del Partito democratico, Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari Europei. Intanto il ministro Angelino Alfano, dopo aver smentito la chiusura dei Cie, rilancia la proposta di aprire le caserme militari per accogliere i migranti. Si tratta di una scelta che farà discutere e che risponde alla richiesta delle associazioni di cambiare le politiche di accoglienza. E anche la presidente della Camera Laura Boldrini è di un altro avviso: "Oggi, in Italia, si parla di 'emergenza' quando giungono qui alcune migliaia di rifugiati e di migranti. Si parla di 'invasione' quando i rifugiati che vivono nel nostro Paese sono 78mila. L'Africa, di rifugiati e sfollati interni, ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone, come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, e' dall'Africa che dobbiamo imparare, e' all'Africa che dobbiamo guardare, quando parliamo di ospitalita', di generosita', di responsabilita'. E' all'Africa che dobbiamo guardare, anche perche' il 22%, oltre un quinto dei migranti residenti in Italia, proviene da questo continente e nelle nostre scuole vi sono bambini con storie e radici italo-africane".

Castelvolturno chiama Italia

A cinque anni dalla strage in cui morirono sei immigrati per mano dei Casalesi, Castel Volturno torna ad essere tristemente protagonista di cronache di ordinario razzismo o semplicemente di ordinaria follia. Domenica scorsa due italiani, padre e figlio, hanno ferito due ragazzi africani. Il fatto è avvenuto esattamente a Pescopagano, zona del casertano dove storicamente convivono non senza difficoltà italiani e africani. Per fortuna i due ragazzi non solo gravi, ma il loro ferimento ha provocato una vera e propria rivolta che ha visto scendere in piazza decine di migranti, che hanno dato alle fiamme alcune macchine e danneggiato altri oggetti e abitazioni.

I due aggressori poi sono stati fermati: si tratta di Pasquale Cipriano di 60 anni, vigilante privato, e il figlio Cesare di 21 anni. Sulla dinamica e sul movente dell'agguato non è ancora stata fatta piena luce. Cesare Cipriano ha raccontato agli investigatori che il padre si sarebbe avvicinato ai due immigrati perché i due stavano portando un pacco, e avrebbe chiesto loro se l'avessero rubato: ne è nato un litigio. L'uomo, a quel punto, è intervenuto in difesa del genitore sparando ai due alle gambe. Una ricostruzione che però non è stata confermata dai feriti. Pare anche che il 60enne conoscesse i due ragazzi, con i quali in passato aveva avuto dei litigi.

Castel Volturno, con i suoi 15mila immigrati di cui 10mila irregolari su una popolazione complessiva di 24mila abitanti, è una bomba pronta ad esplodere. "Non è una questione di chi ha torto o chi ha ragione – dichiara Giacomo Smarrazzo, delegato immigrazione Legacoopsociali – sappiamo che a Castel Volturno ha una serie di problemi, la camorra, la mancanza di Sato e che è facile insinuarsi in queste pieghe, ma bisogna andare oltre l'emergenza quando si parla di immigrazione". "Più in generale, dalla gestione dell'accoglienza a quella della convivenza – continua – il problema va affrontato in una visione più complessiva. Serve un piano strategico che affronti anche tutte le contraddizioni che, inevitabilmente, ci portiamo dietro".

Le scene di domenica sera hanno portato alla memoria la rivolta scoppiata all'indomani della strage del 18 settembre del 2008 da parte dell'ala stragista dei Casalesi guidata da Giuseppe Setola, quando decine di stranieri che chiedevano giustizia per i compagni uccisi per il controllo dello spaccio di droga del territorio misero a ferro e fuoco la Statale Domiziana. Per quella strage, Setola e gli altri killer sono stati condannati all'ergastolo con sentenza passata in giudicato. Ora, come allora, è stato prezioso il contributo delle associazioni del territorio, come l'ex canapicifio, l'associazione Jerry Masslo e il Centro Fernandes, che hanno svolto, con il sindaco e le forze dell'ordine un'opera di mediazione per evitare che la rivolta avesse conseguenze anche peggiori. Ma quanto durerà la tregua?

G.M

Maria Nocerino

@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 13 Luglio 2017 13:05
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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