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Lunedì, 26 Agosto 2019

GLI OCCHI DELLO SCARAFAGGIO

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 03, 2014

Ecco in anteprima un racconto contenuto nella nuova agenda "Mangiastorie" del Gruppo di imprese sociali Gesco

È dedicata a racconti e poesie attorno al cibo agendO 2015 Mangiastorie, l'agenda-libro di Gesco Edizioni che sarà presentata martedì 30 settembre 2014 alle 10.00 presso la Sala della Loggia del Maschio Angiono di Napoli, alla presenza di tutti gli autori.AgendO 2015 MANGIASTORIE come sempre sosterrà con la sua vendita un progetto sociale: per il 2015 supporterà le attività della cooperativa (R)esistenza Anticamorra nel Fondo rustico "Amato Lamberti" di Chiaiano, il primo bene agricolo confiscato a Napoli e trasformato in un pescheto. Ecco uno dei racconti firmato da Patrizia Rinaldi: 

 

 

La maestra ci accarezza solo davanti alle mamme. La maestra attacca il quaderno con gli sbagli dietro la schiena, ma a casa non mi credono.
Dicono che l'invenzione mia del mio cervello guasto è troppo sviluppata: una gobba di immaginazioni fantastiche. Dicono che ho l'invenzione mia attaccata dietro la schiena, invece del quaderno con gli sbagli o lo zaino.
Non mi credono, danno la colpa al cervello immaginoso, non posso farci niente. Magari quando cresco mi credono, oppure continuano a dirlo e mi devo abituare.
Pensavo che tutte le maestre erano così, – la maestra mi urlerebbe fossero, ma io non la sopporto e dico lo stesso erano - ma poi all'inizio della quinta è venuta da noi la supplente Rosandra.
In fondo cosa potevo saperne.
Prima della supplente Rosandra, dico.
Lei mi ha chiesto perché avevo gli occhi assenti. Mi sono preoccupata: vuoi vedere che devo portare la giustifica pure per gli occhi? Invece no, la supplente Rosandra mi ha spiegato che gli occhi forse diventano assenti quando vogliono andare a guardare qualcosa di meglio di quello che stanno vedendo in quel preciso momento. Accidenti, ho pensato, questa maestra qua deve avere anche lei un'immaginazione attaccata dietro la schiena. Infatti ho sbirciato, ma non ho visto niente.
Comunque la supplente Rosandra e io siamo diventate un poco amiche. Un poco. Nei limiti del tempo che abbiamo avuto.
Una volta sono entrata nel bagno delle maestre a prendere la carta igienica, perché nel nostro bagno non c'è mai e l'ho vista piangere.
Là ho capito cosa significa la storia degli occhi assenti. Mentre piangeva, la supplente Rosandra aveva occhi che se ne erano andati da un'altra parte, però si vede che non avevano trovato quello che stavano cercando e si erano sperduti. Ho fatto abbassare la supplente Rosandra e le ho carezzato la testa. Lei ha pianto peggio, così ho ritirato la mano. Lei invece me l'ha presa e l'ha portata di nuovo dov'era, cioè sui capelli suoi.
Poi si è stancata pure della mano mia.
Mentre la supplente si rialzava, la camicetta sua bianca si è spostata ed è comparso un livido color melanzana, a forma di brioche col tappo. Il tappo aveva un bordo frastagliato fucsia blu. Così, invece della brioche col tappo, poteva pure essere una torta di melanzane col bordino di fragole fucsia blu.
Perché hai una torta di melanzane col bordino di fragole fucsia blu sul collo basso, cioè dove stanno per comparire le tette? Le ho chiesto.
Per me era stato un pugno. Lo dico perché a Luigi di classe una brioche col tappo color melanzana è venuta dopo che Mario gli ha dato un pugno molto forte a causa di un videogioco perduto.
Non mi ha spiegato perché stava piangendo, ma mi ha detto che tutte le persone hanno imperfezioni. Proprio così ha detto. Bisogna ricordarlo quando ci sentiamo gli unici imperfetti della terra.
Per dimostrare che avevo capito, le ho coniugato davanti al naso l'imperfetto del verbo essere pure al congiuntivo, che è molto difficile.
Forse l'imperfezione che diceva lei ce l'aveva il proprietario del pugno, ma qua davvero non lo so, qua davvero può essere che ho il cervello guasto.
Se però il cervello mio ci ha preso lo stesso anche se guasto, sbaglia lei. Ché perdonare le imperfezioni è una cosa, perdonare i pugni è un'altra.
Per educazione non le ho detto niente. Sì, per educazione, ma pure perché mi è venuto un dubbio che invece le ho detto.
Mi sa che la maestra stabile non ha imperfezioni.
Oh, sì, ha risposto, la sua imperfezione riguarda il terrore degli scarafaggi.
Poi la supplente Rosandra e il suo collo con la brioche col tappo se ne sono andati in un'altra scuola.
Catturare uno scarafaggio vivo è stato abbastanza facile, difficile è stato metterlo nella borsa della maestra.
Chissà come sono gli occhi degli scarafaggi. Comunque per me agli scarafaggi non importa molto delle imperfezioni.
E poi io i pugni non li voglio. Né sul collo, né dietro la schiena.

Redazione Campania

@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 13 Luglio 2017 13:17
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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