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Lunedì, 21 Gennaio 2019

OPG, GLI INTERNATI DENUNCIANO LO STATO PER SEQUESTRO DI PERSONA

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 28, 2015

Raccolte oltre cento istanze tra gli internati degli Ospedali psichiatrici giudiziari per denunciare lo Stato per detenzione illegittima. Il presidente dell'associazione L'Altro Diritto: "La violazione dell'art. 13 della Costituzione è evidente e preoccupante".

Dovevano essere chiusi definitivamente entro il 31 marzo 2015, ma dopo sei mesi sono ancora cinque gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) aperti sul territorio nazionale, al cui interno sono detenute circa duecentrotrenta persone.

È ora guerra allo Stato, dopo che l'associazione L'Altro Diritto ha lanciato l'iniziativa dei ricorsi per detenzione illegittima, ovvero sequestro di persona. Con le recenti istanze arrivate dall'Opg di Reggio Emilia si raggiunge quota 109.

Impegnata in una battaglia "contro la detenzione illegale dei pazienti ancora reclusi negli Opg", negli ultimi tre mesi L'Altro Diritto ha raccolto 58 ricorsi dall'Opg di Montelupo Fiorentino, 27 da quello di Barcellona Pozzo di Gotto e 24 a Reggio Emilia. Con tre sole strutture sulle cinque ancora aperte (mancano Aversa e Napoli) è stata cioè raggiunta quasi la metà del totale degli attuali 226 internati.

In base alla legge 81 del 2014, le persone all'interno degli Opg avrebbero dovuto essere trasferite nelle Residenze per l'esecuzione di misure di sicurezza (Rems), ma non tutte le Regioni vi si sono adeguate.

"Il cambio non è nominalistico", ha spiegato Emilio Santoro, presidente dell'Associazione L'Altro Diritto; "le Rems sono strutture senza polizia penitenziaria, senza un direttore appartenente all'amministrazione penitenziaria, insomma non sono carceri travestiti da ospedali, ma ospedali in senso proprio. La violazione dell'art. 13 della Costituzione è evidente e preoccupante".

In base all'articolo 13, infatti, "la libertà della persona è inviolabile" e, a meno che non vi sia un atto motivato dall'autorità giudiziaria, "non è ammessa alcuna forma di detenzione".

L'Altro Diritto ha investito della questione la magistratura di sorveglianza, aiutando gli internati a redigere le istanze con le quali si denuncia l'illegittimità della detenzione. Secondo il presidente del tribunale di sorveglianza di Bologna e Reggio Emilia Francesco Maisto, "la percentuale delle istanze è notevole, se si considera il totale della popolazione". Quella dell'associazione L'Altro Diritto, ha aggiunto, "è un'iniziativa lodevole, e come capo dell'ufficio provvederò ad assegnare subito i casi ai magistrati competenti in modo che la loro trattazione avvenga nel più breve tempo possibile".

La procedura prevede una citazione in giudizio da parte dell'interessato che ha presentato l'istanza, coadiuvato dal suo tutore e dal suo difensore, nei confronti dell'amministrazione penitenziaria, che viene rappresentata dall'avvocatura dello Stato.

"Se la parte che è inottemperante è una Regione che non ha realizzato la Rems", ha spiegato Francesco Maisto, "il magistrato cita in giudizio anche la Regione. Come esito del giudizio, il magistrato può condannarla a ospitare l'internato in una Rems. E se la Rems non c'è, la Regione la deve realizzare. Per l'eventuale sequestro di persona, invece, procede la procura della Repubblica del tribunale competente per territorio".

Il problema dei ritardi nell'applicazione della legge 81, ha proseguito Maisto, non dipende esclusivamente dalle Regioni, ma anche dall'amministrazione centrale. Non si tratta solo di "una questione organizzativa, ma di tutela del diritto alla salute perché le Rems non sono la semplice alternativa all'Opg, ma realtà completamente diverse. Dalla legge vengono qualificate come strutture sanitarie. E non sono comunque la sola alternativa. L'obiettivo è sempre il programma terapeutico individualizzato e, dove possibile, il ricovero in vista di una sistemazione futura: in una famiglia, in una comunità protetta e così via".

 

Giovanna Carnevale

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 13 Luglio 2017 15:19
Giuseppe Manzo

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