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Venerdì, 18 Ottobre 2019

QUEL SOGNO REALIZZATO IN DANIMARCA

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 10, 2017

Una nostra lettrice ci scrive per raccontare la sua esperienza dopo il trasferimento in Danimarca: un confronto con le università italiane e poi la realizzazione delle proprie aspirazioni

 Caro direttore,

Mi chiamo Georgia e vorrei raccontarle la mia avventura in Danimarca. Ho impiegato 3 anni a raggiungere il mio obiettivo ma, anche se l’attesa è stata lunga, durante questo periodo ho avuto la possibilità di capire ciò che volevo veramente fare e crescere personalmente.

Tutto ebbe l’inizio durante le superiori quando scoprii che alcuni paesi europei come la Scozia, Danimarca e Norvegia offrono un’istruzione in lingua inglese gratuita. Dopo varie ricerche e indecisioni, scelsi la mia destinazione: Danimarca. Ciò che mi convinse furono i tanti racconti di giovani studenti provenienti da diversi paesi che ho trovato sul web, ma soprattutto il loro sistema educativo basato sulla messa in pratica delle teorie imparate.

Una volta diplomata, le cose non andarono come previsto e non avendo il diploma di maturità e il certificato di lingua pronti non potetti iscrivermi subito alle università danesi. Inoltre avevo le idee confuse anche riguardanti la scelta del corso di laurea. Così presi una decisione avventata e mi iscrissi a mediazione linguistica alla Statale di Milano, ma dopo un anno decisi di mollare perché non solo non era ciò che io volevo fare, ma anche perché il sistema educativo crea un’asimmetria relazionale tra professore e studente, e questo impedisce uno scambio di informazioni e idee tra alunno e docente.

Dopo quest’esperienza avevo in mente un pensiero fisso, andare in Danimarca, e decisi di mettermi alla ricerca di un lavoro per mettere da parte il necessario per il trasferimento. Fui fortunata e trovai un impiego all’EXPO presso il padiglione spagnolo, grazie al quale, non solo ebbi la possibilità di mettere da parte le risorse monetarie necessarie, ma anche di crescere molto a livello professionale e personale. Nel frattempo avevo ritirato il diploma di maturità originale e il certificato di lingua IETLS, documenti fondamentali per l’ammissione.

Dato che le iscrizioni sarebbero iniziate a febbraio 2016, iniziai di nuovo la ricerca di un lavoro, ma purtroppo questa volta fui sfortunata e non trovai nulla; decisi quindi di iscrivermi ad un corso finanziato dall’Unione Europea che riguardava temi come turismo, economia, marketing ecc. Fu proprio grazie a tale corso che scoprii il mondo del marketing e me ne innamorai.

Finalmente a febbraio 2016 compilai la domanda e a luglio ricevetti la risposta tanto sperata. Ora vivo ad Horsens, città della parte peninsulare della Danimarca. Ho scelto di trasferirmi in questa città perché i costi dell’alloggio e della vita in generale sono inferiori in comparati con altre città come Copenaghen, Århus oppure Alborg.

Nonostante Horsens non sia una città molto grande ospita l’università con il Campus più grande della Danimarca, Via University College, dove frequento un corso in Marketing Management.

Sin dal mio arrivo individuai notevoli differenze tra l’università danese e quella italiana come per esempio il fatto che le classi sono simili a quelle di un liceo e il numero massimo di studenti è 45, ogni studente ha una sua pagina web personale dove ha accesso a tutte le informazioni riguardanti i suoi studi, a partire dalle lezioni che vengono caricate anche in anticipo, regolamenti ecc., fino all’orario che viene organizzato dalle università per l’intero semestre. Ho avuto conferma di ciò che ho letto riguardante il metodo d’insegnamento: le teorie imparate vengono applicate su casi reali in modo tale che lo studente apprenda ad utilizzarle in modo pratico ed efficace per risolvere problemi reali, inoltre si predilige lo studio in gruppo.

L’approccio che si ha con i professori è molto informale e si pone moltissima attenzione sul punto di vista e sulle idee dello studente. Alcune caratteristiche mi hanno anche stupito come per esempio il fatto che le università sono aperte 24 ore su 24 e si può accedere tramite una tessera personale. Un altro aspetto che trovo sorprendete sono gli esami, durante i quali si può fare uso sia di internet che di libri e appunti, unico divieto: non comunicare con i compagni di classe.

Unica spesa da affrontare relativa agli studi sono i libri che spesso i professori mettono a disposizione degli studenti in vari formati. Pur frequentando gratuitamente l’università le spese che si devono affrontare nella vita di tutti i giorni come bollette, affitto e il cibo hanno un costo più alto rispetto all’Italia, così iniziai a cercare lavoro.

Fortunatamente la ricerca non fu troppo lunga ed un giorno, camminando lungo i corridoi del mio ateneo, vidi un annuncio riguardante un impiego che richiedeva la conoscenza della lingua italiana a livello madrelingua. Presi la palla al balzo, mi candidai e fui assunta come country marketing manager presso Trendhim, impresa che ha deciso di assumere principalmente studenti in marketing part-time.

Adoro il mio impiego perché lavoro nel mio campo e imparo moltissimo, ma soprattutto per i vantaggi e le libertà che ho: infatti posso scegliere quando e dove lavorare, purché completi un numero di 44 ore al mese. Grazie a questo numero di ore sono riuscita a fare domanda per il sussidio che lo stato offre agli studenti europei che lavorano dal valore di circa 800 euro lordi.

Vivo qui da 8 mesi e non potevo prendere decisione migliore che trasferirmi qui, unica cosa che mi dispiace e non avere tanti contatti con i danesi perché non sono sorte queste occasioni fino ad ora. Vorrei consigliare a chi decide di intraprendere un percorso simile al mio di non arrendersi e di seguire i propri sogni fino in fondo perché ne vale la pena.

Cordiali Saluti,
Georgiana Cristina Rusu

 

 

Risposta del direttore:

Cara Georgiana, il tuo viaggio è quello di tanti giovani che vivono in Italia ma non trovano le opportunità per poter mettere in pratica i propri saperi e costruire il futuro. Dici bene: mai arrendersi. E grazie per la tua preziosa testimonianza.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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