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Venerdì, 20 Settembre 2019

ALLEANZA COOPERATIVE: RIVEDERE PATTO STABILITÀ, A RISCHIO TENUTA COOP. RAPPORTO AUSER: WELFARE ALLO STREMO, FONDAMENTALE TERZO SETTORE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 13, 2013

L'allarme dell'Alleanza delle cooperative italiane: "senza una revisione del patto di stabilità che consenta lo sblocco immediato degli investimenti e dei pagamenti pubblici anche le imprese cooperative corrono seri rischi di sopravvivenza". Il presidente Giuliano Poletti (nella foto a sinistra, secondo da destra) rivolge un appello alla vigilia della riunione del Consiglio europeo prevista domani e venerdì. Intanto l'Auser presenta il suo rapporto su Enti locali e Terzo settore: "il welfare è allo stremo, i servizi alla persona sempre più affidati alle organizzazioni no profit".

Nel Paese bloccato e in attesa di un possibile governo, le organizzazioni sociali lanciano allarmi e formulano proposte. "Senza una revisione del patto di stabilità che consenta lo sblocco immediato degli investimenti e dei pagamenti pubblici necessari per la ripresa dell’economia, anche le imprese cooperative, che pure hanno tutelato l’occupazione in presenza della crisi, corrono seri rischi di sopravvivenza". A sostenerlo è l'Alleanza delle cooperative italiane alla vigilia del Consiglio europeo. Intanto l'Auser presenta il rapporto Enti locali e Terzo settore: per il welfare le risorse sono allo stremo e diventa fondamentale il ruolo del no profit. 

Alleanza cooperative: rivedere patto stabilità

“La drammatica situazione dell’economia e dell’occupazione  - sottolinea Giuliano Poletti, presidente alleanza cooperative italiane - richiede un deciso cambiamento di approccio anche da parte delle istituzioni comunitarie. Bisogna che il Governo italiano si impegni a negoziare politiche di sostegno alla crescita attraverso un allentamento dei criteri del patto di stabilità, differenziando nel contempo la valutazione della spesa degli stati membri, a seconda che si tratti di spesa per investimenti o di spesa corrente, adottando la “golden rule” mirata alla scomputo di alcuni investimenti dai vincoli di bilancio. Di riflesso, occorre allentare i vincoli del Patto di stabilità interno, in favore di una ripresa degli investimenti nei comuni, come sostenuto anche dall’Anci”.
Dalle centrali cooperative arrivano le proposte per sbloccare l'asfissia economica del nostro Paese: “Inoltre, per rilanciare l’economia italiana” - aggiunge il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane - bisogna affrontare il tema dei pagamenti dei crediti delle imprese per lavori, servizi e forniture verso la Pubblica Amministrazione e quello dei rimborsi fiscali, negoziando, anche in questo caso, l’esenzione dalle regole del patto di stabilità; così come occorre trovare il modo di intervenire per risolvere tutto il debito pregresso, anche quello di natura fiscale”.
“Infatti, nonostante le risorse messe a disposizione dalla Banca Centrale Europea per sopperire alle carenze di liquidità - osserva Poletti - il tema del pagamenti dei debiti della PA non è risolvibile attraverso il ricorso al credito bancario. A tale proposito - conclude - è maturo il tempo di dar seguito ad un piano di politica monetaria che vincoli la provvista Bce ad un impiego di queste risorse alle esigenze di credito e liquidità delle imprese, in particolare delle Pmi e delle cooperative in ragione del ruolo che svolgono per la tutela dell’occupazione”.

Rapport Auser: welfare allo stremo

l nuovo welfare locale è sempre meno “comunale” e sempre più affidato al Terzo settore: è uno dei risultati a cui giunge il sesto rapporto nazionale su enti locali e terzo settore che Auser presenta oggii a Roma. La rilevazione  è stata effettuata su bandi di concorso e capitolati d’appalto pubblicati dagli enti locali  negli ultimi 6 mesi (ottobre 2012 – febbraio 2013). Gli organini comunali sono ridotti, soprattutto nel Sud e nel Centro, pochissime le risorse e, per quanto riguarda la garanzia dell’accesso ai servizi sociali, sono forti le differenze  fra Nord e Sud.

“Mentre stato e regioni riducono progressivamente le risorse destinate alla gestione associata dei servizi sociali (Piani di zona), - anticipano gli osservatori - prosegue nei comuni la tendenza all’incremento degli affidamenti e delle esternalizzazioni, con forte coinvolgimento del Terzo Settore nell’erogazione dei servizi alla persona”.  Un coinvolgimento che però “è ancora poco regolato e appare motivato soprattutto dalla necessità di ridurre i costi”.  “A fronte dei forti vincoli imposti dal Patto di stabilità interno alla gestione del pubblico impiego,  - si chiarisce - in molti casi le prestazioni sociali vengono erogate attraverso contratti atipici, mentre il rapporto tra operatori e utenti è destinato ad aumentare, specie per quanto riguarda i servizi per l’infanzia e l’assistenza domiciliare (Sad) per gli anziani”.

G.M. 

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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