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Lunedì, 22 Ottobre 2018

STAZIONE MEDITERRANEO: GRANDE PARTECIPAZIONE ALL'ANTEPRIMA NAZIONALE. UNAR: AUMENTANO DENUNCE CONTRO DISCRIMINAZIONI

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 22, 2013

Circa 100 persone hanno affollato la sala delle conferenze ieri a Roma per la prima di Stazione Mediterraneo. Dopo la proiezione è scaturito un dibattito molto partecipato che ha fatto il punto sulle politiche contro le discriminazioni e per l'accoglienza. Marco Buemi dell'Unar: "Negli ultimi anni c’è stato un incremento delle denunce per discriminazioni, soprattutto nel mondo del lavoro". Per i rappresentanti di Legacoop e Legacoopsociali è solo il primo passo per "raccontare questa Italia". La deputata Cecile Kyenge ha annunciato un'imminente campagna parlamentare per i diritti e la cittadinanza. Tra i parlamentari presenti sono intervenuti Giulio Marcon, Filippo Fossati e Paolo Beni. Nelpaese.it, Giornale Radio Sociale, Visioni Sociali fanno appello a tutti i network televisivi e web per mettere in onda (e on line) il reportage. 

 

L'Italia che accoglie e include in un reportage. Si è svolta ieri, a Roma, la presentazione di "Stazione Mediterraneo - Storie dell'Italia che accoglie e include", iniziativa presentata da Legacoopsociali, Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali ) e presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata realizzata dalle testate www.nelpaese.itwww.giornaleradiosociale.it, dal progetto Visioni Sociali e in collaborazione con l'agenzia stampa Redattore Sociale. Il progetto si inserisce nell'ambito della settimana contro le discriminazioni razziali. Il reportage e' un viaggio attraverso il sud Italia. A tenere il filo del racconto e' lo scrittore Erri De Luca. Si parte dalla Calabria e si arriva a Roma passando per Napoli. Il documentario racconta la storia di ogni giorno centinaia di operatori e cooperative sociali sono impegnate in progetti di accoglienza, inclusione e inserimento per immigrati, richiedenti asilo, rifugiati politici, donne vittime di tratta e comunità rom.

Alcune di queste persone sono diventate operatori e lavorano con le stesse coop sociali che li hanno accolti. In alcuni territori il loro lavoro è reso ancora più difficile per le intimidazioni mafiose come per la coop sociale Agorà di Crotone o come per la coop sociale Dedalus nella provincia di Caserta con la gestione della prostituzione da parte della criminalità organizzata. A Roma c'è poi Cotrad che propone corsi di lingua per persone di ogni provenienza ed e' tra i fondatori delle Rete Migranti insieme ad altre cento associazioni.  

"L'iniziativa è stata occasione per testimoniare la sfida di un esperimento. Comunicatori e giornalisti insieme per poter raccontare un'Italia che nonostante la crisi economica e sociale, non si ferma". Così Giuseppe Manzo, direttore de nelpaese.it. che ha aggiunto: "Da nord a sud operatori e cooperative sociali, associazioni e organizzazioni no profit costruiscono i mattoni in cui trovano cittadinanza i diritti, il lavoro, l'inclusione, l'equità e i beni comuni. Crediamo nella forza del racconto e delle immagini per un'informazione responsabile. Nelpaese.it. Giornale Radio Sociale e Redattore sociale sono impegnate ogni giorno per questo obiettivo. Con lo stesso impegno e con pochissimo tempo a disposizione abbiamo realizzato questo video". Il reportage "Stazione Mediterraneo - Storie dell'Italia che accoglie e include" e' solo il primo di un progetto piu' ampio. A confermarlo e' lo stesso direttore de nelpaese.it. Giuseppe Manzo ha detto: "Legacoopsociali realizzera' il prossimo progetto di racconto e documentazione verso i beni, i terreni e le aziende confiscate alle mafie mettendo al centro tutti gli attori che restituiscono questo patrimonio alla collettività".

La tavola rotonda

Dopo la proiezione si è tenuta una tavola rotonda sui temi proposti dal reportage. Sono intervenuti Marco Buemi (Unar), Pietro Barbieri (portavoce Forum Terzo settore), Giovanni Anversa (giornalista Rai), Paola Menetti (presidente Legacoopsociali), Cecile Kyenge (deputata Pd), Giuliano Poletti (presidente Legacoop). A moderare il dibattito e' stato Ivano Maiorella, direttore Giornale Radio Sociale. “Negli ultimi anni c’è stato un incremento delle denunce per discriminazioni, soprattutto nel mondo del lavoro. Per l’Unar si tratta di un dato positivo, perché significa che lo strumento di denuncia, il numero verde 800.901010, è conosciuto e viene usato di più”. Così ha dichiarato a Redattore Sociale Marco Buemi, esperto dell’Unar. Un aumento di denunce, spiega Buemi, “dovuto ad una serie di fattori, ma soprattutto al fatto che abbiamo aumentato le campagne di comunicazione in modo capillare su tutto il territorio nazionale, che hanno raggiunto anche le categorie svantaggiate”. Tra le ragioni, anche l’apertura verso altre forme di discriminazioni. “Ad oggi l’Unar, si occupa di tutti tipi di discriminazione – ha aggiunto Buemi -, quindi anche dei disabili, delle discriminazioni per età, dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere. Questo aumento è dovuto anche al fatto che abbiamo aumentato il raggio d’azione”. Giuliano Poletti, durante il suo intervento, ha affermato: “Abbiamo biosgno di raccontare questa Italia, questo è un buon prodotto di comunicazione e un buon segno: c’è da raccontare stando dentro. Il mondo cooperativo è portatore di una grande idea: si può produrre crescita non con la competizione ma con la cooperazione”. La deputata Cecile Kyenge Kashetu (Pd) ha annunciato l’imminente campagna per i diritti: “Li abbiamo conquistati ma ne usufruiscono ancora in pochi. I migranti sono conosciuti sono per i casi di cronaca e non per la loro presenza in politica, nella sanità come medici e infermieri, nello sport. Contribuiscono al Pil e versnao 8 miliardi di euro all’Inps”. Il portavoce del Forum Terzo settore, Pietro Barbieri, ha aggiunto: “In Italia c’è ancora tanto da faresul piano dell’accoglienza per le diversità. Bisogna saper riconoscere le discriminazioni e in questo senso occorre visibilità sui Media”. Il giornalista Giovanni Anversa ha proposta la riflessione sul mondo dell’informazione: “Oltre le parole, il terzo settore ha capito che puo’ raccontare anche con le immagini. Bisogna creare connessioni e spazi in cui la comunicazione possa essere veicolata con forza: il terzo settore può essere il protagonista del ‘terzo Rinascimento’”. Da Paola Menetti, presidente nazionale di Legacoopsociali, l’impegno per il futuro: “Tra una ‘stazione’ e l’altra bisogna saper raccontare il quotidiano: il prossimo progetto sarà per chi gestisce beni, terreni e aziende confiscate alle mafie”.

In conclusione è stato fatto un appello ai canali web, televisivi e a tutti i network per diffondere e mettere in onda il reportage in queste giornate d'azione contro ogni razzismo. 

Maria Nocerino

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 19 Luglio 2017 16:32
Giuseppe Manzo

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