Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 23 Settembre 2020

INFANZIA, A ROMA CONFRONTO CON LE COOP SOCIALI TRA NUOVA LEGGE E QUESTIONE SUD

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 24, 2014

A distanza di una settimana dal convengo organizzato da Legacoopsociali sull'infanzia arrivano i dati Istat sui servizi e sui nidi. Cala il numero di bambini che frequentano asili nido o servizi integrativi (nidi famiglia, tagesmutter, etc) in Italia. Lo rivela l'Istat che nei giorni scorsi ha presentato un report sull'offerta comunale dei servizi per l'infanzia. Nell'anno scolastico 2012/2013 i bambini iscritti ai servizi socioeducativi per la prima infanzia, pubblico o in convenzione, sono 218.412: di questi 152.849 usufruiscono di asili nido, 45.856 di strutture private convenzionate o con contributi da parte dei comuni e circa 20 mila di servizi integrativi. Complessivamente si registra un calo del 4,8% rispetto all'anno scolastico precedente, dovuto però, spiega l'istituto di ricerca, soprattutto alla "crisi" dei servizi integrativi (-8 mila). Più contenuto (-1,4%) il calo negli asili nido, dove si "perdono" 2.900 bambini iscritti.
Dal 2004 (anno base di riferimento) al 2010 si è registrato un +2,8 per cento di utenti, con il "picco" del 14,2 per cento nel 2010/2011. Da qui, però, si è cominciato a scendere, passando al 13,9% dell'anno successivo e al 13,5 del 2012/2013. "L'andamento decrescente è attenuato, peraltro, dalla contemporanea riduzione della popolazione di riferimento - precisa l'Istat -: i bambini fino a 36 mesi risultano infatti in aumento fino al 2009 e in diminuzione negli anni successivi".

Se il nido è affidato a terzi, la spesa si dimezza. Dei quasi 153 mila bambini iscritti nel 2012/13 agli asili nido, il 69% frequenta strutture gestite direttamente dai comuni; gli altri sono utenti di strutture comunali affidate a terzi (solitamente a cooperative). Su circa 1 miliardo e 143 milioni di euro spesi dai comuni nel 2012 per i nidi comunali (al netto della spesa a carico delle famiglie), l'83% è destinato alla gestione diretta degli asili nido e il 17% ai costi dell'affidamento a terzi del servizio. La spesa media per utente a livello nazionale varia da 8.923 euro annui nei servizi gestiti direttamente dai comuni a 4.239 euro per utente nelle strutture affidate in appalto a soggetti terzi. La quota a carico delle famiglie invece "non mostra variazioni altrettanto rilevanti in base al tipo di gestione del servizio" e va da 1.914 euro per utente nel primo caso, contro 1.531 nel secondo caso.

Le proposte delle cooperazione sociale

Innovazione, la nuova legge in discussione e la questione Nidi al Sud. Questi sono i tre filoni di confronto durante l'incontro nazionale di oggi a Roma sui servizi per l'infanzia, organizzato da Legacooposociali. Al dibattito, oltre alla presenza di decine di cooperatori sociali, erano presenti la senatrice Francesca Puglisi, Lorenzo Campioni del gruppo nazionale Nidi, il prefetto Silvana Riccio (Autorità gestione fondi Piano azione e coesione) e Margherita Brunetti in rappresentanza del Garante per l'infanzia.

 

Dopo i saluti della presidente nazionale Legacoopsociali Paola Menetti, a introdurre le proposte e i temi della giornata è stato Alberto Alberani, responsabile nazionale Infanzia dell'associazione. "Da cooperatori e cooperatrici – ha spiegato - ci piace fare e realizzare azioni concrete piuttosto che rimanere bloccati da inutili e sterili polemiche per questo motivo Il 23 luglio abbiamo deciso
di promuovere un' azione formativa a cui parteciperanno cooperative di alcune regioni e che proporremo anche ai colleghi dell' Alleanza delle cooperative identificando Foncoop come possibile canale di finanziamento. Una forma concreta per promuove l' Alleanza delle cooperative e promuovere progetti interterritoriali. Riteniamo importante approfondire il tema qualità-costi anche partendo dalle molteplici esperienze e ricerche in essere. di promuovere l' adesione alla centrale acquisti realizzata dalla cooperativa Coopselios a cui già molte cooperative aderiscono. Un' occasione concreta per ottimizzare gli acquisti e portare benefici alle cooperative. Utilizzando e valorizzando le buone pratiche interne, superando rivalità e gelosie che troppo spesso producono inutili doppioni e aumento dei costi. di rafforzare la presenza all' interno della rivista bambini (che per chi opera nei servizi alla prima infanzia è un importante punto di riferimento) attraverso una rubrica mensile dove potremo esprimere nostre riflessioni e valorizzare le nostre attività"

Verso la nuova legge: serve 1,5 miliardi di euro fino al 2020

A spiegare i termini del decreto 1260, il testo di legge che andrà in discussione alla commissione la prossima settimana, è stata la senatrice Francesca Puglisi. "Abbiamo fatto 42 audizioni in settima commissione – ha raccontato la senatrice Pd – e il Governo, come confermato dal sottosegretario Delrio, è impegnato a trovare le coperture: un miliardo e mezzo fino al 2020. Questa legge colloca il governo pubblico dei servizi integrati scolastici ed educativi: i dati sono allarmanti, i diritti non più esigibili per tutti. È dimostrato che dove ci sono più servizi per l'infanzia si alza il tasso di occupazione femminile e dove è al minimo, come in Calabria, abbiamo lo stesso tasso è pari a quello del Pakistan. In tal senso spero che si attivi anche il ministro del Lavoro Poletti".

Sulla legge Alberani ha ribadito le posizioni della cooperazione sociale che è stata ascoltata in audizione lo scorso aprile. Anche Lorenzo Campioni e il Garante per l'infanzia sostengono il percorso della legge e della sua approvazione. I dati sulla povertà infantile sono allarmanti.

 

Pac e questione meridionale

Emerge una questione Sud. A esporla è Michele De Angelis, presidente coop sociale Prisma e componente gruppo infanzia Legacoopsociali. "Il Federalismo penalizza il Sud come testimonia lo Svimez: negli ultimi 20 anni sono diminuite le risorse pubbliche verso il Mezzogiorno. Il ruolo della cooperazione sociale è quello sottolineato da Campioni: stare al centro delle comunità. I diritti dei bambini vanno rafforzati con strutture di qualità e anche i bimbi meridionali hanno diritto a una Rete di Nidi come avviene al Nord. Anche da noi si può fare". E De Angelis fa riferimento ai fondi Pac che, a breve, saranno distribuiti nelle quattro regioni convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) con il secondo riparto di 500 milioni. "Come Autorità di gestione dei fondi – ha spiegato il prefetto Silvana Riccio – abbiamo recuperato molte informazioni. Ci sono leggi regionali molto diverse e la mediazione politica locale ha determinato tempi lunghi. La domanda finisce perché le famiglie non hanno più soldi: emerge la questione della compartecipazione. Sui Nidi il Sud vede situazioni disastrose e a questo bisogna aggiungere l'esigenza di togliere i bambini da un contesto ambientale difficile".

La giornata si è conclusa con le esperienze e le buone pratiche della cooperazione sociale da Nord a Sud passando per le isole: proposte per un futuro possibile ai servizi per l'infanzia.

G.M. (Fonte: Redattore sociale) - aggiornato il I agosto ore 14

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Settembre 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30