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Giovedì, 14 Novembre 2019

TUTELE CRESCENTI E CO-PRODUZIONE: A BERTINORO IL MINISTRO POLETTI RIVENDICA RIFORMA DEL LAVORO

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 13, 2014

Si è conclusa la XIV edizione delle Giornate di Bertinoro per l'economia civile, tradizionale appuntamento promosso da Aiccon, che mette a confronto i maggiori esponenti del mondo accademico e dei rappresentanti più autorevoli dell'economia civile in Italia, quest'anno dedicato al tema della co-produzione generativa di innovazione sociale.
La sessione conclusiva dal titolo ha visto la partecipazione di Luigi Bobba, Sottegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Rosario Altieri, Presidente Nazionale AGCI; Leonardo Becchetti, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"; Annibale D'Elia, Dirigente Ufficio Politiche giovanili e legalità, Regione Puglia; Claudia Fiaschi, Vice Presidente Nazionale Confcooperative; Claudio Gagliardi, Segretario Generale Unioncamere; Linda Laura Sabbadini, Direttore Dipartimento Statistiche sociali e ambientali, Istat e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.

Claudio Gagliardi, Segretario generale di Unioncamere, ha presentato gli ultimi dati sulle imprese sociali in Italia che negli ultimi dieci anni sono raddoppiate. Fra il 2003 ed il 2012 le imprese sono passate da 8.500 a circa 17.600 unità mentre gli addetti del settore hanno superato le 400.000 unità. E anche se per il 2014 il saldo occupazionale è previsto in calo (-0.8%) resta migliore rispetto alle aspettative del complesso dell'imprenditoria italiana (-1.5%).

"Le imprese sociali si confermano un soggetto di assoluto rilievo nel tessuto produttivo del nostro Paese. Perchè costituiscono - ha aggiunto Gagliardi - un modello di impresa che crea maggiore occupazione e produce innovazione sociale. Un modello che dimostra di saper combinare la crescita economica con il benessere sociale, attraverso una sempre stretta integrazione tra imprese "non profit" e imprese "profit". Ma questa 'ibridazione' ha bisogno anche di luoghi istituzionali che contribuiscano a favorirla e rafforzarla nelle realtà territoriali. In questo senso, la Camera di Commercio rappresenta il naturale punto di riferimento delle imprese sociali secondo una logica di sussidiarietà."

Il dibattito è proseguito con l'intervento di Annibale D'Elia (Dirigente Ufficio Politiche giovanili e legalità, Regione Puglia) che si è domandato come sia possibile attivare politiche sociali che mettano a valore le esperienze e le motivazioni che partono dal basso. "Alle politiche pubbliche solitamente non interessa condividere le proprie risorse con i (giovani) cittadini, che sono in generale considerati solo come target cui fare riferimento per l'erogazione dei servizi o la produzione di beni da parte delle imprese. Il dovere del pubblico è quello di generare, invece, il "nuovo"."

Le conclusioni della giornata sono state affidate al Ministro Poletti: "Dobbiamo arrivare ad una nuova dimensione della relazione tra cittadino, comunità e istituzioni, non siamo ancora riusciti a far permeare queste logiche perché abbiamo ancora una serie di meccanismi che sono baricentrati sulla dimensione pubblica delle istituzioni. Quando si scrive una norma la tendenza è quella di costruire mille barriere normative e ,in un secondo momento, dare incentivi a chi rispetta tutte queste norme." Secondo il Ministro questo non è possibile: "non bisogna dare gli incentivi, ma togliere gli ostacoli. Purtroppo nel nostro paese c'è una plateale diffidenza secondo cui ciò che è pubblico è buono e ciò che non è pubblico non è buono".

Poletti si è soffermato anche sulla recente riforma del lavoro: "Negli ultimi anni in Italia, su 100 contratti di lavoro 83 sono a tempo parziale e precario, solo 17 a tempo indeterminato. Noi vogliamo un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che sia conveniente dal punto di vista normativo ed economico e diventi lo strumento che assorbe la maggior parte dei nuovi contratti. Tutto questo darà un elemento di stabilità alla società, produrrà una condizione di possibilità di investimento e consentirà l'apertura di una fase nuova nel nostro Paese."
Infine, il Ministro ha concluso il suo intervento con una riflessione sul sistema di welfare: "Abbiamo un grande potenziale, è necessario trovare i canali e le forme affinché tutto questo diventi co-produzione. Questa non è un'altra economia, questa è l'economia. Il mio obiettivo sarà far lievitare tutte le esperienze positive che ci sono in Italia, per trovare una dimensione istituzionale che permetta alla nostra società di co-produrre".

Bobba: Task force al lavoro per la riforma del Terzo settore

La sessione conclusiva delle Giornate di Bertinoro per l'economia civile, tradizionale appuntamento promosso da Aiccon, si è aperta con l'intervento di Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, incentrato sull'iter legislativo della riforma del Terzo settore.
"L'intento del Governo è semplice ma allo stesso tempo difficile da raggiungere. Semplice perché si vuole mettere mano in termini organici alla Riforma affinché effettivamente ci si ispiri all'ultimo comma dell'art. 118 (principio di sussidiarietà). In accordo con il Ministro Poletti, chiederò di poter mettere al lavoro piccole Task Force che possano preparare le bozze dei decreti legislativi che saranno necessari per dare concreta attuazione operativa alla Riforma".

Due sono i punti salienti della Riforma: il tema della misurazione degli "impatti sociali positivi" che le imprese sociali sono chiamate a generare e il Servizio Civile universale.
L'auspicio è che entro il 2017 il Governo sia in grado di coinvolgere oltre 100mila giovani "un grande vivaio di vocazioni al servizio alla comunità oltre che opportunità di avvicinamento ad un percorso professionale. Non a casa, in accordo con le Regioni ci sarà una sperimentazione unica in Europa di utilizzare il Servizio Civile anche dentro al percorso di Garanzia Giovani. Si tratta di un investimento in termini di valore umano e di esperienza della vita delle persone".

Inoltre, ha concluso Bobba: "L'attenzione della riforma alle imprese sociali nasce dall'urgenza e nella necessità di dar vita ad una stagione di sviluppo di imprese sociali – non solo nella forma di cooperative sociali. L'opportunità rappresenta da questa riforma è nelle nostre mani, tanto più sarà condivisa tanto più sarà efficace".

Redazione 

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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