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Lunedì, 23 Settembre 2019

MAFIA CAPITALE, IL DIBATTITO: "IL LUPO, L'AGNELLO E IL PASTORE"

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 15, 2014

Continua il dibattito lanciato da nelpaese.it sui fatti di Roma. Ecco l'intervento di Alberto Alberani, responsabile Legacoopsociali Emila Romagna e presidenza nazionale Legacoopsociali

Vedi gli interventi precedenti qui

Il lupo va dove ci sono gli agnelli. E' un bella ed efficace affermazione di Franca Guglielmetti, Presidente della Coop Cadiai di Bologna rilasciata all' interno di una intervista. Mi ha stimolato e ho pensato al lupo, ai lupi che girano intorno agli agnelli e mi è venuta in mente una favola di Esopo dove un ruolo chiave è assunto dalla figura del pastore. Che in questa vicenda altro non può essere che Legacoop. Allora dopo giorni di apnea, di smarrimento, di disorientamento, dopo aver visto letto i tanti interventi nel quotidiano www.nelpaese.it, provo a condividere alcune riflessioni sempre più consapevole che in questi momenti è indispensabile fare cooperazione vera anche attraverso uno schietto confronto e un dibattito aperto e trasparente. Inoltre non perdo la speranza che i problemi possano tradursi in risorse utili a produrre reali cambiamenti. E' una speranza. Troppe volte all' interno del sistema cooperativo ho assistito a contriti mea culpa, a grandi proclami, attivazione di tavoli e progetti, tante buone intenzioni che rischiano di sciogliersi come neve al sole quando si spengono i riflettori mediatici. Vedremo fra sei mesi quali concreti cambiamenti si sono prodotti all'interno del sistema.

Orgoglio e umiltà

Come Legacoopsociali Emilia Romagna nel contributo al percorso congressuale abbiamo con convinzione affermato che la tenuta e le buone performance in questi anni della cooperazione sociale derivano anche dalla capacità dei gruppi dirigenti delle cooperative sociali che con passione e competenza hanno tenuto insieme assemblee dei soci e posizionamento sul mercato, difesa dei diritti e collaborazione con le amministrazioni pubbliche ecc. Continuo a credere con forza in questa affermazione e rifiuto con sdegno le falsità e strumentalizzazioni purtroppo molto presenti nei dibattiti televisivi e le strumentalizzazioni di giornalisti "grilli parlanti" che si documentano poco.

La prima cosa che credo vada rivendicata è che la cooperazione sociale è un fenomeno straordinario fatto di soci-lavoratori motivati che rispondono ai bisogni di "utenti" che apprezzano il loro lavoro nei nidi, a domicilio, nelle strutture per disabili ecc. un fenomeno che ha permesso a migliaia di persone svantaggiate di liberarsi dal manicomio, dagli istituiti, dal carcere trovando nel lavoro vero occasioni di riscatto e di re-inclusione. Un grande lavoro che non fa notizia perchè la notizia esiste solo quando il fatto è eclatante e fa scandalo e questo è risaputo; ma forse questo

E' il momento di uscire fuori con dignità e orgoglio comunicando e rivendicando il nostro grande lavoro. E' il momento di convocare le assemblee dei soci e di realizzare vere assemblee, confronti, forse litigi e poi uscire fuori forti di un noi che non può essere soffocato dai comportamenti qualche personaggio. Ma è anche il momento dell' umiltà. Come cooperatori sociali credo siamo attoniti perché non avremmo mai pensato che "uno di noi" potesse essere così altro da come l' abbiamo conosciuto. Un lupo nel grande gruppo di agnelli certamente diversi e originali, sicuramente riconosciuti come "buoni" e "positivi". Penso con affetto a Giuliano Poletti che con generosità ha partecipato a tante assemblee, cene sociali per testimoniare con la sua presenza l' importanza della cooperativa di cui era ospite ovviamente ignaro dei lupi che aveva davanti. Dobbiamo essere consapevoli come cooperazione sociale che dopo questo episodio nulla sarà più come prima perché dobbiamo riconoscere che anche al nostro interno si possono nascondere lupi camuffati che non siamo riusciti a smascherare e che per fortuna lo ha fatto la magistratura. Ci pensavamo e ci pensavano un grande gregge non privo di difficoltà e incomprensioni e di diverse originalità, ma immuni ad abnormi distorsioni comportamentali che appartenevano ad altri settori e oggi ci dobbiamo rendere conto che anche al nostro interno dobbiamo modificare qualcosa in particolare i controlli, il monitoraggio, la vigilanza.

"Ma voi non sapevate nulla???"

Durante il Congresso di Legacoop Emilia Romagna nella commissione politica che doveva licenziare il documento conclusivo si è aperto un vero e franco dibattito sul tema controlli-vigilanza, ma più che altro su sanzioni e commissariamento. Un dibattito di poche ore che ha però evidenziato la necessità di approfondire le tematiche nei prossimi mesi. Tutto questo prima di Roma. Bene, io credo che l' errore più grosso che possiamo compiere come sistema è "far passare la nottata" senza cambiare veramente il sistema attuale dei controlli. E' un' operazione difficile che richiede scelte difficili e forse dolorose, scelte da condividere nell' ambito dell' Alleanza delle cooperative forti di esperienze associative e pratiche diverse. La recente deliberazione della Direzione nazionale di Legacoop sul regolamento del prestito da soci va in quella direzione ed è necessario andare oltre affrontando alcuni nodi. Provo a segnalarne quattro:
I codici etici e i regolamenti. Sono normalmente ritenuti fogli di carta aggiustabili e troppo spesso disattesi. Invece che essere lo strumento principale di regolazione del patto associativo, con la scusa che "tanto non contano nulla" troppo spesso non vengono rispettati. Generando grandi distanze fra le corrette dichiarazioni congressuali di valorizzare i giovani, le donne, ecc e la pratica quotidiana. E' urgente che anche Legacoopsociali si doti di codici etici e di indirizzo e identifichi strumenti sanzionatori quando i comportamenti non sono adeguati. Non può esistere che praticamente non esistono strumenti oggettivi di espulsione dall' Associazione se una cooperativa non si comporta correttamente.E' necessario rivedere il regolamenti e i codici esistenti e il percorso ACI può essere molto stimolante: azione uno, definire il codice etico di legacoopsociali.

Il sistema delle revisioni. Ho fatto il corso da revisore, ho fatto alcune revisioni. I revisori e i gruppi dirigenti che svolgono la revisione sanno perfettamente che è uno strumento che può essere utilizzato in modo burocratico e sbrigativo per certificare i requisiti mutualistici o può permettere di svolgere una vera e propria azione "riabilitativa-correttiva". e' necessario rivedere lo strumento anche assegnando ai revisori maggiori responsabilità anche sanzionatorie e assegnandogli un chiaro e diverso ruolo all' interno dell' Associazione: azione due, modificare e integrare lo schema della revisione

Il cda, i soci, i sindaci. Nessuno escluso, la cooperativa non è fatta dal Presidente pro-tempore ma è fatta di Persone, di soggetti che hanno responsabilità e devono assumersi pienamente le funzioni definite dal proprio status. Un consigliere di amministrazione che ha paura del Presidente e non interviene sulle scelte inadeguate deve essere consapevole delle responsabilità che si è assunto e anche il socio all' interno dell' Assemblea deve esercitare in pieno la propria funzione. Lo scambio mutualistico non si esercita solo con il paradigma lavoro-salario perché essere socio è una scelta importante che deve essere accompagnata da una "formazione cooperativa" che costa molta fatica ma a lungo andare paga ampiamente lo sforzo: azione tre, nel 2015 svolgere in tutti i cda un incontro condotto da legacoop su ruolo e funzioni del cda

La Legacoop. Il gregge deve essere difeso dal lupo. E il pastore è responsabile della sicurezza del gruppo. Legacoop deve esercitare le funzioni definite nel proprio statuto anche modificando prassi che si sono consolidate. Per realizzare cambiamenti è necessario avere chiarezza sul rapporto fra cooperative e Associazione. Ridisegnando con contorni più chiari il patto associativo oggi troppo debole. Non può esistere che con la "scusa del mercato" o "perché lo vogliono i miei soci" una cooperativa agisca al di fuori di condivise strategie; perché alcune scelte prese in autonomia molte volte generano conseguenze pesantissime per tutto il sistema. Troppi pseudo cooperatori agiscono senza essersi confrontati salvo poi scaricare sull' Associazione i problemi che prima o poi vengono al pettine.

Legacoop deve smetterla di agire solo come infermiere che arriva dopo l' incidente, ma deve avere un ruolo più forte nella prevenzione anche assumendosi la responsabilità e il coraggio di espellere cooperative che agiscono impropriamente. Questo richiede maggiore forza alle Legacoop che vanno rafforzate con risorse umane competenti e adeguatamente formate dotandosi di un sistema di reclutamento delle risorse non legate alle "vecchie logiche di partito"(che indeboliscono la credibilità e la reputazione di un' Associazione), ma deve conquistarsi la credibilità con impegno, professionalità e serietà. azione quattro, ri-scrivere il patto associtivo da sottoscrive all' atto dell' adesione e da comunicare ai soci

Gli appalti e la legalità

E' il terreno su cui camminano e vivono gli agnelli, il lupo e i pastori. Se il terreno, le piante, l' acqua sono inquinate e avvelenate tutti quanti ne subiranno le conseguenza. Molte cooperative sociali operano con le Pubbliche Amministrazioni che assegnano la gestione dei servizi indicendo gare d' appalto. Il sistema degli appalti in Italia è molto malato e non casualmente figuriamo fra i paesi europei "più corrotti". A fronte del rispetto della legalità di tanti funzionari pubblici e imprenditori (anche cooperativi) riscontriamo comportamenti discutibili e a volte illegali e criminali. E' nostro dovere avanzare proposte innovative per produrre un cambiamento. Se ne siamo convinti si può cambiare e abbiamo esempi che vanno in questa direzione. In Emilia Romagna abbiamo sottratto al mercato degli appalti 900 servizi che mettevano all' asta i bisogni delle persone disabili e anziane. Una barbaria italiana che non viene realizzata in Europa... e così si fa in Italia per i bambini che frequentano i nidi, per i profughi, ecc. ecc. Abbiamo realizzato il sistema di accreditamento a tariffa fissa con regole di gestione chiare e conseguenti verifiche. Si può fare. Se si vuole. Allora come sistema Legacoop, abbiamo il dovere di proporre cambiamenti ed innovazioni sulla revisione del codice degli appalti, su come si recepiscono le direttive europee e più in generale sulla sussidiarietà e il rapporto imprese-P.A. Abbiamo molto da dire e possiamo provare a bonificare il terreno.
In questi giorni stiamo vivendo una momento molto duro e problematico. Come cooperatori sociali non solo abbiamo il dovere di fare cooperazione in modo vero, ma come scritto nei nostri statuti "perseguiamo l' interesse generale della comunità" e quindi affrontiamo e cerchiamo di risolvere gravi problemi trasformando le difficoltà in positività. E' un compito difficile e impegnativo ma anche appassionante e gratificando quando si realizza. A noi il compito di provarci anche oggi con le motivazioni e la determinazione che ci hanno accompagnato in questi 30 anni. E i lupi ci staranno alla larga.

Il lupo e il pastore. Di Esopo

Un lupo andava al seguito di un gregge di pecore, senza far loro alcun male. Il pastore, sulle prime, lo teneva a bada come un nemico, e lo sorvegliava con estrema diffidenza. Ma quello ostinatamente lo seguiva, senza arrischiare il minimo tentativo di rapina. Così gradatamente il pastore si convinse di avere in lui un custode, piuttosto che un nemico intenzionato a danneggiarlo. Un giorno ebbe bisogno di recarsi in città, gli lasciò le pecore in custodia e partì tranquillo. Ma il lupo seppe cogliere l'occasione: si lanciò sul gregge e ne fece strage sbranandone una gran parte. Il pastore, quando fu di ritorno e vide la rovina del suo gregge, esclamò: - Mi sta bene! Quale stupidità mi ha spinto ad affidare le pecore ad un lupo?
Allo stesso modo, coloro che affidano i propri beni a persone avide naturalmente li perdono.

Alberto Alberani, responsabile Legacoopsociali Emilia Romagna e presidenza nazionale Legacoopsociali

 

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Giuseppe Manzo

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