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Sabato, 14 Dicembre 2019

GIUSI NICOLINI CITTADINA EUROPEA 2014. E IN ITALIA RIESPLODE CASO CIE

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 26, 2015

Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini ha ricevuto il "Premio Cittadino Europeo 2014" dal Parlamento europeo e lo ha ricevuto nell'ambito della cerimonia di diploma in cui farà gli onori di casa il vicepresidente del Parlamento Europeo, Sylvie Guillaume. Il riconoscimento era già stato anticipato dalla delegazione italiana dell'Europarlamento il 12 dicembre scorso a Firenze. Il premio giunge in uno dei momenti più difficile per l'isola e all'indomani delle nuove stragi nel Mediterraneo, mentre Lampedusa è sola ad accogliere i migranti giunti sulle coste.

Le motivazioni del "diploma di cittadino europeo" stanno nel ruolo che Lampedusa, con i suoi abitanti, è chiamata a svolgere nel Mediterraneo in soccorso alle decine di migliaia di migranti che vi transitano. In particolare, a destare l'interesse e l'ammirazione è stato ciò che la cittadinanza delle isole ha affrontato a seguito del naufragio del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita 366 migranti a poche centinaia di metri dalle coste della maggiore delle Pelagie. "Si tratta di un riconoscimento importante - dice Nicolini - perché permette a Lampedusa di esporre un problema di carattere europeo proprio nella sede dell'Europarlamento, dove il disagio dei migranti e conseguentemente delle Pelagie dovrebbe essere affrontato e risolto con politiche più lungimiranti e meno emergenziali".

Cie: solo 0,9% migranti irregolari

Tornano sotto la lente di ingrandimento della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato i Centri di identificazione e di espulsione (Cie) per immigrati irregolari. Dopo il rapporto del 2012 e il dossier presentato lo scorso settembre su un'indagine conoscitiva effettuata nel corso del 2013 e dei primi mesi del 2014, la Commissione ha reso noti oggi gli ultimi risultati della ricerca, che si è protratta durante tutto lo scorso anno e fino alle prime settimane del 2015. Dando, come nel 2014, un giudizio sostanzialmente negativo sui Cie: "Sono emerse – si legge nel rapporto – numerose e profonde incongruenze riguardo alle funzioni che essi dovrebbero svolgere e ciò in ragione di rilevanti insufficienze strutturali, nonché di modalità di trattenimento inadeguate rispetto alla tutela della dignità e dei diritti degli interessati".

Attualmente – rileva la Commissione – degli 11 Cie italiani solo 5 sono quelli funzionanti: Bari, Caltanissetta, Roma,Torino, Trapani. Sono invece temporaneamente chiusi, per lavori o perché in attesa della definizione delle procedure di aggiudicazione della gestione, i Cie di Brindisi, Crotone, Gorizia. Il Cie di Trapani-Serraino Vulpitta è in via di riconversione in Centro di accoglienza per richiedenti asilo. Mentre i Centri di Bologna e di Milano dal mese di agosto 2014 sono utilizzati per la prima accoglienza. Ma anche i Centri attualmente in funzione ospitano un numero di immigrati molto inferiore alla effettiva capienza. Secondo i dati del ministero dell'Interno aggiornati al 20 febbraio 2015, risultano infatti 293 gli stranieri trattenuti nei 5 Centri di identificazione ed espulsione funzionanti) a fronte di una disponibilità di circa 753 posti. Al 4 febbraio 2014, invece, le presenze erano 460 su una capienza effettiva di 842 posti disponibili. Nel 2014 sono transitati complessivamente nei Cie italiani 4.986 stranieri di cui 2.771 sono stati effettivamente rimpatriati, mentre nel 2013 ne erano transitati 6.016, dei quali 2.749 rimpatriati, ovvero circa il 50%, mentre la restante metà esce senza essere stata identificati e senza aver avuto la possibilità di regolarizzare la propria posizione.

Quanto all'efficacia dei rimpatri i numeri parlano chiaro: nel 2013 solo lo 0,9% del totale dei migranti irregolari stimati sul territorio italiano viene rimpatriato attraverso i Cie. E anche il prolungamento del trattenimento dai 30 giorni del 1998 ai 18 mesi del 2011 non sembra aver sortito gli effetti sperati: "Rispetto al 2010 – mette in evidenza il dossier – il rapporto tra i migranti rimpatriati e il totale dei trattenuti nei Cie, nel 2012 è cresciuto di appena il 2,3%; mentre nel 2011 l'incremento del tasso di efficacia nei rimpatri è risultato addirittura irrilevante (+0,3%)". Eccessivi infine i tempi di trattenimento: "In base a quanto dichiarato dal personale degli uffici immigrazione delle questure con cui la Commissione è entrata in contatto, in media sono sufficienti 45 giorni per identificare un trattenuto".

I dati Croce Rossa

La Croce Rossa - comitato provinciale di Roma ha organizzato per oggi 25 febbraio alle ore 9, presso l'INMP di Via di San Gallicano, 25/a – Roma, un Convegno dal titolo "Salute e prevenzione tra i migranti invisibili" durante il quale sarà presentato un report che racconta il fenomeno migratorio sulla città di Roma, a partire dalla recente esperienza di rete maturata nella Capitale tra associazioni impegnate nel sociale come la Croce Rossa Italiana, Caritas di Roma, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere e Cittadini del Mondo e istituzioni sanitarie pubbliche, INMP e ASL Roma B.

La Croce Rossa di Roma, nell'ambito del suo impegno quotidiano per favorire l'accesso a cure e assistenze socio-sanitarie per i migranti, racconta e promuove la sua esperienza di rete con le altre associazioni e istituzioni sanitarie, in una settimana - chiamata Migration Week - dedicata ai migranti, attraverso appuntamenti, convegni e workshop sul tema dell'assistenza e protezione delle persone migranti, residenti e in transito sul territorio di Roma e provincia.

"In un contesto internazionale segnato dall'acuirsi della crisi nell'area mediterranea, dal Nord Africa al medio Oriente, il fenomeno degli sbarchi ha assunto i tratti di un'emergenza umanitaria cronica a cui la CRI ha dato immediata risposta, preparando le comunità da una parte e intervenendo in tutti i luoghi in cui i migranti, soprattutto quelli invisibili alle istituzioni, necessitavano di cure e accoglienza – spiega il Presidente Ronzi della CRI di Roma Flavio Ronzi – il nostro impegno su Roma è stato costante e non privo di difficoltà, abbiamo incontrato e visitato oltre 3000 persone". "Crediamo che per dare risposte assistenziali tempestive ed efficaci ai bisogni di salute emergenti per le persone in situazioni di particolare marginalità e distanti dai servizi come i migranti - continua Ronzi - sia necessario dar forza a un sistema di rete tra associazioni e istituzioni che garantisca da un lato la prossimità fisica con i beneficiari e dall'altra uno stimolo a uno sviluppo maggiore della programmazione sociosanitaria per riorientare il sistema, nell'ottica di una maggiore accessibilità dei servizi".

"Il Convegno di domani rappresenta un punto di rilancio per fotografare la realtà dei migranti, spesso invisibili sul territorio e per consolidare l'esperienza di un modello positivo di sanità pubblica integrato con le associazioni, integrato con le associazioni che abbiamo sperimentato in prima persona negli ultimi mesi, in cui si rende ancora più necessaria l'opportunità di costituire una cabina di regia condivisa in cui ogni soggetto possa garantire la propria conoscenza e competenza a servizio dei migranti" sottolineano dalla Croce Rossa.

Nel periodo tra giugno e novembre 2014, è stato realizzato un piano di interventi socio‐sanitari nei tre insediamenti di Selam Palace, via delle Messi d'Oro e via Collatina, sul territorio della ASL Roma B. La mobilitazione intorno a tale piano ha permesso di consolidare in tempi brevi una rete territoriale di prossimità per l'offerta attiva di prestazioni sanitarie. Nei cinque mesi di attività, le équipe hanno raggiunto e assistito circa 3 mila e 800 persone, rinviando i casi più critici alle strutture sanitarie territoriali.

Redazione (Fonti: Adnkronos e Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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