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Martedì, 23 Aprile 2019

CANNABIS, IL LARGO FRONTE PARLAMENTARE PER LEGALIZZARLA

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 16, 2015

A poco più di un anno dall'abolizione della legge Fini-Giovanardi, in Italia si riapre il dibattito sulla depenalizzazione dell'uso di marijuana. Ieri duecentodiciotto parlamentari appartenenti a vari schieramenti politici (Pd, Movimento 5 Stelle, Sel, Misto, Forza Italia e Scelta Civica) hanno presentato una proposta di legge che prevede la legalizzazione della cannabis.

A rimanere fuori da questo gruppo trasversale di firmatari della proposta è la Lega, il cui leader Salvini ha già espresso il suo parere contrario dichiarando di preferire la legalizzazione della prostituzione che quella della marijuana, visto che "fino a prova contraria il sesso non fa male, la cannabis sì".

Ma per i deputati e i senatori che hanno presentato il documento, l'Italia è finalmente pronta a mettere fine al proibizionismo, che ha fallito, e prendere esempio dalle positive esperienze internazionali di depenalizzazione. Si tratta, ormai, soltanto di stabilire i tempi.

"La tematica non puo' essere piu' affrontata con pregiudizi ma con intelligenza", ha detto Vittorio Ferraresi, deputato M5S e capogruppo in commissione Giustizia, all'interno della quale si è svolto il lavoro dell'intergruppo. "Nel mondo ormai si moltiplicano gli esempi virtuosi di una legalizzazione ragionata e controllata, non possiamo che seguire questi esempi che permettono di togliere di mano alle mafie un mercato proficuo. Le risorse che vengono risparmiate e recuperate avranno una sicura ricaduta positiva sulla società".

Nella proposta di legge è previsto che i maggiorenni potranno detenere una modica quantità di cannabis per uso ricreativo: quindici grammi dentro casa e cinque grammi fuori casa. Le piante (fino a un massimo di cinque) potranno anche essere coltivate all'interno della propria abitazione, ma il raccolto non dovrà essere venduto.

Si riprende poi l'esempio spagnolo con la possibilità di creare dei cannabis social club (sempre per i maggiorenni), dove coltivare marijuana in forma associata e senza fini di lucro. Consentita, infine, l'auto-produzione per fini terapeutici; in questi casi le modalità per la prescrizione e la consegna di farmaci a base di marijuana saranno semplificate.

Diversi i pareri delle associazioni riguardo all'iniziativa dei parlamentari. Secondo Allessandro Metz di Legacoopsociali, "è da molti anni che si sta lavorando affinchè ci sia una legalizzazione della marijuana e, in particolare, affinchè non sia ritenuto perseguibile il consumatore. La richiesta spinge verso una piccola auto-produzione".

"Negli ultimi anni - ha spiegato Metz - l'Italia è arrivata a un momento cruciale, e il fatto che un insieme trasversale di parlamentari abbia presentato questa proposta significa che si ritiene il nostro Paese politicamente e culturalmente pronto per aprirsi alla possibilità di legalizzare".

Dall'altra parte, però, c'è chi esprime preoccupazione, come il Modavi (Movimento delle associazioni di volontariato italiano). Per l'associazione, la proposta di legge contiene un interesse esclusivamente economico. "Lo Stato e le istituzioni dovrebbero pensare a come proteggere i cittadini dalla droga e non a come favorirne il consumo, la coltivazione, la vendita e i social club", si legge nel comunicato stampa.

La legislazione antidroga italiana (in particolare il decreto presidenziale 309 del 1990) incide fortemente sul sistema carcerario e di giustizia. In base agli ultimi dati raccolti nel sesto Libro Bianco redatto da La Società della Ragione, Antigone, Cnca e Forum Droghe, il 33,56% degli attuali detenuti sono imputati o condannati per reati di droga e il 49,26% delle violazioni della legge antidroga è per cannabinoidi.

Nel 2014 sono state circa 27mila le persone segnalate alla prefettura per consumo di queste sostanze. Dal 2006 a oggi, inoltre, è crollato di oltre il 96% il numero delle richieste di programma terapeutico: "tanto che si può ormai affermare che la segnalazione al prefetto (e quindi ai servizi) non ha alcuna funzione terapeutica, bensì esclusivamente sanzionatoria".

 

Giovanna Carnevale 

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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